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big_santa_maria_maddalenaOggi ricordiamo con gioia la presenza di Maria di Magdala, prima testimone del risorto: a lei Gesù risorto affida il compito di portare l’annuncio ai discepoli. In realtà, a causa di una piccola confusione storica, le tre Marie citate nei vangeli: la prostituta diventata discepola, Maria sorella di Lazzaro e Maria di Magdala, hanno finito col diventare un’unica persona. Il nuovo calendario ha riconfermato questa unità, aggiungendo al suo nome il titolo di “penitente”. Storicamente, Maria Maddalena è stata l’emblema della discepola salvata dalla propria fragilità cui Gesù affida l’impegnativo compito dell’annuncio. Splendido Signore che affida alle donne, in un mondo maschilista che non dava il diritto di parola alle donne, la Parola, a ricordare a tutti che la Parola è affidata alle nostre povere parole e che diventa credibile se noi per primi ne sperimentiamo il potere di guarigione interiore! Di Maria conosciamo il suo struggente amore per il Maestro, il pianto dirotto al sepolcro, l’ansia dell’annuncio. Maria Maddalena è così diventata, nella storia della Chiesa, l’immagine della tenerezza di Dio, della sua infinita misericordia, di colui che fa di una prostituta la prima e la più credibile della missionarie. Non finiremo mai di lodare e ringraziare il Signore per la sua tenerezza, perché il Signore è così splendidamente diverso da quel fantasma che ne facciamo, da quel Dio severo e burbero che abita le nostre paure e il nostro inconscio… Nessuno è perduto, mai, di fronte a Dio. Così Vezelay, splendido santuario medioevale nella Borgogna che, secondo la tradizione, custodisce le spoglie della Maddalena, divenne nei secoli il luogo dove incontrare la misericordia. Sia lei, Maria Maddalena, discepola del compassionevole e del misericordioso, destinataria dello sguardo immensamente rispettoso e dolce del Signore, a renderci testimoni del Risorto, in questa giornata, così come ella fece, divenendo apostola degli apostoli.

66 Comments

  • Valerio, 22 Luglio 2009 @ 09:28 Reply

    Caro Paolo,
    ho iniziato a voler bene a Maria Maddalena e ad “invidiare” la sua eroica capacità di amare Gesù circa 30 anni fa, leggendo “Il poema dell’Uomo Dio” di Maria Valtorta. Ora l’opera è stata ripubblicata con il titolo “L’Evangelo come mi è stato rivelato” (10 volumi!). Anche secondo tale opera le tre Maria risultano la stessa persona.
    Sarei molto contento se sapessi amare con la centesima intensità di come ha amato lei.

  • Flavia, 22 Luglio 2009 @ 10:00 Reply

    Ciao! Posso dirti un’umilissima opinione? Prendila come da una tua grande ammiratrice e sorella in Cristo. Tanto per i commenti positivi, hai già tutta la trouppe pronta a farli…giusta e meritatamente 🙂
    Mi aspettavo di più di questo commento…sarà perché questa santa mi tocca in modo particolare, sarà perché sono donna e vivo le cose in modo più passionale (anche se fai un grande tributo alle donne). Si capisca, non è il contenuto che mi ha delusa, ma magari il tono. Questa donna ha cambiato vita, è stata stravolta da Gesù! Il suo amore è come quello della Sposa del Cantico, disperata cercando il suo Amore, il suo Amico….e Lui la chiama per nome….e lei sarà quasi svenuta dalla gioia…lei che pensava di adorare il corpo del suo amatissimo Gesù, già morto; lei che andava a piangere la sua tristezza ed il suo vuoto; lei che non voleva credere che tutto fosse finito…è rinata, e vola sui piedi per raccontare questa gioia!!! Maria, sorella nostra, facci guardare Gesù con i tuoi occhi innamorati, facci raccontarlo con tutta la passione e la gioia che ci riesce, facci diventare discepoli nuovi, convertiti dall’Amore una volta e per sempre.
    @Paolo: sei sempre un grande!!!

    • Paolo, 22 Luglio 2009 @ 10:31 Reply

      Ciao Flavia!
      Sai che di Maria ho parlato tantissimo nel mio “Convertirsi alla gioia” e non volevo ripetermi… Ma, come dice Saulo sotto, il bello del blog è che aggiungete voi il di più! Un abbraccio e un augurio a tutte le donne in rete.

  • Saulo, 22 Luglio 2009 @ 10:18 Reply

    @Flavia
    Flavia, se non trovi “esaustivo” il commento di paolo su Maria di Magdala, il bello del blog è che permette a tutti noi di integrarlo 😉

    Provo a dare il mio contributo.
    Cosi’ come i 12 apostoli erano diversi, con caratteri e carismi diversi, anche nelle donne vicine a Gesu’ notiamo delle differenze. Maria di Magdala era forse l’innamorata (nel senso bene espresso nel Cantico dei Cantici di oggi) di Gesu’ ed è stata scelta da Lui (invece che gli Apostoli) come prima annunciatrice e testimone della Sua Resurrezione. La Madonna (per non far confusione fra le Marie) invece “serbava tutto nel suo cuore”, nonostante verosimilmente sia stata la prima a cui sia apparso Gesu’ Risorto. Poi ci sono le due sorelle: Maria e Marta di Betania. Uno splendido esempio delle due sensibilità presenti nel corpo misitico di Cristo, la Chiesa. Una che preferisce ascoltare la Parola, pregare e l’altra piu’ dedita al servizio. Insomma, anche fra le donne, come per gli Apostoli, ognuno/a è chiamato/a ad attuare il progetto che Dio ha per lui/lei.

  • Flavia, 22 Luglio 2009 @ 10:28 Reply

    @Saulo
    Mi sembra giustissimo 🙂
    Bellissimo contributo!

  • Flavia, 22 Luglio 2009 @ 11:08 Reply

    @Paolo

    Ecco…hai colto proprio quello che intendevo: vedendo Maria vedo la gioia!!
    Grazie della dritta. Non sapevo del libro (conoscevo il titolo, ma non ho pensato alla relazione con Maria Maddalena, anche se parla di Risurrezione…a volte sono un po’ lenta per capire 😛 ) Lo appunterò come prossimo libro da comprare! (ieri ne ho comprato uno, quindi prima lo finisco).
    E grazie dell’augurio!

  • francesca, 22 Luglio 2009 @ 13:33 Reply

    noi donne e madri sappiamo cosa vuol dire amare e donarsi gratuitamente; e forse prima e più degli uomini, le donne che erano vicine a Gesù lo hanno capito, hanno colto il senso del suo amare e donarsi….ed hanno ricambiato il suo Amore, senza porsi tante domande. E’ bellissimo che il Maestro abbia voluto affidare ad una donna l’annuncio della sua resurrezione, ad una donna speciale, che mi piace pensare come una donna dal cuore puro, nonostante il suo passato.
    Un caro saluto a tutti voi, un abbraccio a Paolo.

  • Maddalena, 22 Luglio 2009 @ 15:00 Reply

    Un monaco del XIII secolo descrive così l’incontro tra Cristo e Maria, mettendo sulla bocca di Gesù queste parole: “Donna, perché piangi? Chi cerchi? Colui che tu cerchi, già lo possiedi e non lo sai? Tu hai la vera ed eterna gioia e ancora tu piangi? Questa gioia è nel più intimo del tuo essere e tu ancora la cerchi al di fuori? Tu sei là, fuori, a piangere presso la tomba: Il tuo cuore è la mia tomba. E lì io non sto morto, ma riposo vivo per sempre. La tua anima è il mio giardino. Avevi ragione di pensare che io fossi il giardiniere. Io sono il nuovo Adamo. Lavoro nel mio paradiso e sorveglio tutto ciò che qui accade. Le tue lacrime, il tuo amore, il tuo desiderio, tutte queste cose sono opera mia. Tu mi possiedi nel più intimo di te stessa senza saperlo ed è per questo che tu mi cerchi fuori. E’ dunque anche fuori che io ti apparirò, e così ti farò ritornare in te stessa, per farti trovare nell’intimo del tuo essere colui che tu cerchi altrove” (Anonimo, Meditazione sulla passione e risurrezione di Cristo, 38: PL 184, 766).

    Condivivo con voi tutti questa meditazione che anni fa avevo fatta mia.
    E’ bellissima e mi ha sempre aiutato a coltivare la mia fede.

    Maria Maddalena vede Gesù e non lo riconosce, come i discepoli di Emmaus, lei cerca l’immagine di Gesù di tre giorni prima, ma ecco che Gesù pronuncia il suo nome, in quell’attimo lei Lo riconosce, chissà il suo cuore, in quell’attimo gli sarà esploso di gioia. Anche a me è successo una cosa simile:
    credevo di essere viva, ma nel momento in cui un sacerdote, non mi ricordo per quale motivo, mi ha chiamato per nome:”Maddalena”, non so che cosa sia successo ma dal quel momento la mia vita è cambiata, ho provato una gioia immensa, una vibrazione ha percorso tutto il mio corpo e la mia anima, una sensazione di gioia che ha indondato il mio cuore e che mi ha fatto sentire viva, tanto che ho chiamato morte la vita precedente e vita quella di adesso.
    Quando la gioia è tanto grande per il nostro cuore, non si può che conviderla con gli atri…

  • Paola B., 22 Luglio 2009 @ 15:30 Reply

    ciao !
    quante volte mi sono sentita ultima fra gli ultimi ! Infinite ! Tutt’ora con il mio passato da divorziata , sebbene abbia ora una famiglia e mi sia risposata civilmente , difficilmente trovo una collocazione all’interno di una Chiesa che si mi “accetta”, ma che non mi fa avvicinare all’Eucarestia… e ,se potete , immaginate con che dolore ci rinunci ! Vorrei che la mia vita fosse benedetta così come la mia attuale famiglia, ma spesso mi chiedo se è davvero così. AMO Gesù, ma non sono riuscita ad essere fedele ai suoi insegnamenti … come faccio a fare dell’apostolato ?

  • alba, 22 Luglio 2009 @ 15:33 Reply

    è proprio nel dna della madre amare e donarsi completamente: Maria è un esempio sublime di questo amore …
    La Maddalena poi è la “pietra scartata” che è diventata “testata d’angolo”..
    Bello questo …bello perchè è donna…
    credo che i veri cercatori di Dio siamo davvero noi donne e uomini che nonostante limiti, sbagli, peccati continuiamo a credere nella tenerezza e misericordia di Dio e soprattutto ci incamminiamo nella carovana dell’umanità nella ricerca di un mondo “più umano e più vivibile”…noi che tentiamo di continuare a credere anche quando tutto ci rema contro…
    oggi vorrei che tutti sentissimo la voce di Gesù che ci chiama per nome ,come la Maddalena ,e quel nome significa:-Vedi io sono con te.. coraggio, non aver paura…!
    grazie a tutti voi!

  • lidia, 22 Luglio 2009 @ 15:46 Reply

    mmmh … (cerco di sorridere un po’) … che ci sia anche un “ministero” per essere donne della/nella/per la Chiesa?
    Normalmente preferisco non comporre l’umanità in “uomini e donne”, ma in persone con caratteristiche diverse. Forse, davanti a Dio, agli occhi di Gesù uomo, non c’è distinzione: tutti siamo figli, tutti siamo amati, tutti abbiamo caratetristiche e missioni diverse e tutti abbiamo un coraggio e una determinazione diversa.
    La figura della Maddalena non credo che sia una figura totalmente al femminile, visto che grandi peccatori (uomini) hanno avuto lo stesso trattamento e lo stesso compito terribilmente arduo e difficile: Uno su tutti San Paolo.

    O no? … Perdonatemi … ma è una brutta giornata e accidenti non riesco ad essere comica come una scimmietta impazzita o un cucciolo “fuso”.

  • Lucia1, 22 Luglio 2009 @ 16:14 Reply

    @lidia
    Perchè? E’ obbligatorio essere comici? Allora io sono completamente tagliata fuori!
    Dio ci ama in qualsiasi modo siamo, qualsiasi cosa siamo, ora e sempre.
    Vi stringo forte a me ,cercatori di Dio. Coraggio, guardiamo avanti sapendo che Lui ci sostiene sempre, anche attraverso questo blog.

  • Lucia, 22 Luglio 2009 @ 17:13 Reply

    “Maria Maddalena è così diventata, nella storia della Chiesa, l’immagine della tenerezza di Dio, della sua infinita misericordia”

    Mi piace in lei vedere con quanta tenerezza Dio ci ama, Lui non sta li a guardare i nostri errori,ma come una mamma abbraccia teneramente il proprio bimbo dispiaciuto per il capriccio preso, così vedo Gesù paziente che ci aspetta e non appena noi facciamo un minimo tentativo di cercarlo, Lui è già lì pronto ad accoglierci.
    Lui non è come noi,
    più uno è lontano e più il suo sgurdo si fa attento.

  • laura, 22 Luglio 2009 @ 17:45 Reply

    @Paola B.
    cara Paola, ti capisco, mi trovo nella tua stessa situazione, posso capire cosa significa per te non poter ricevere Gesù, e vivere una vita che ti sembra incompleta, nella quale manca proprio quello che per te è più importante…chiedi come puoi fare dell’apostolato: accettando la sofferenza che provi, donandola a Lui, e dando così la tua testimonianza, che è ubbidienza, rispetto, amore. Puoi vivere la tua comunione “speciale” con Gesù. Non sei fuori dalla Chiesa, perchè Chiesa siamo noi, insieme…

  • cinzia, 22 Luglio 2009 @ 17:52 Reply

    La figura di Maria Maddalena mi ha sempre affascinato ed in particolare Gesù che l’accoglie e la ama così come lei è. Mi piacerebbe essere accolta e amata per come sono ma stò ancora cercando. Vorrei avere il vostro dono della fede e riuscire ad asprimerlo come alcuni di voi fanno in questo blog. Gesù sà essere affascinante e coinvolgente e mi piacerebbe essere presa per mano da lui. Ho provato a chiedere un sostegno in questa ricerca per evitare di perdermi ma le persone di fede a cui mi sono rivolta non hanno il tempo per poterlo fare. E così mi sento sempre più sola.

  • Paola B., 22 Luglio 2009 @ 17:53 Reply

    Cara Laura hai sempre le parole giuste per sostenermi quelle che arrivano al cuore ! Grazie infinite !
    un abbraccio a tutti … la preghiera con voi ha un sapore dolce !

  • alba, 22 Luglio 2009 @ 19:15 Reply

    Care Laura e Paola voi vivete quelle che oggi sono chiamate situazioni irregolari…ma agli occhi di Dio chi è “regolare”?…penso che nell’al di là dove saremo giudicati dall’AMORE che abbiamo donato, avremo forse tante sorprese…..Voi forse precederete tante coppie”regolari”….
    vi sono vicina nella preghiera!

  • Janus, 22 Luglio 2009 @ 19:27 Reply

    La Donna è la pietra angolare del disegno di salvezza di Dio per l’uomo.
    Alla fine non sarà il più forte guerriero, ma il tallone della Donna a schiacciare la testa al serpente.
    Sarà per questo che il serpente … cerca in tutte le maniere di violentare e di degradare il corpo e l’immagine della donna in ogni epoca (nella nostra poi ….)
    Per cui la donna se per natura è depositaria della vita e della salvezza, in via strumentale può essere veicolo dell’esatto opposto.

    In relazione alla Donna ed al matrimonio non aggiungo nulla … riporto solo le parole di un grande cattolico, i cui libri sono un omaggio alla Fede … e la cui lettura, in gioventù, per me era un segno d’esistenza e d’appartenenza …


    [Una certa tradizione cavalleresca] – tende tuttora a fare della dama una specie di faro-guida o di divinità […].
    [Tale tradizione] non è completamente vera e non è perfettamente “teocentrica”. Distoglie, o ha distolto in passato, gli occhi del giovane dalle donne così come sono veramente, compagne nelle avversità della vita e non stelle-guida.
    […] Fa dimenticare i desideri, i bisogni, le tentazioni delle donne. Inculca la tesi esagerata dell’ “amore vero” come di un fuoco che viene dal di fuori, un’esaltazione permanente, che non prende in considerazione gli anni che passano, i figli che arrivano, la vita di tutti i giorni ed è svincolata dalla volontà e dagli obbiettivi. (Uno dei risultati è quello di far cercare ai giovani un “amore” che li tenga sempre al caldo, riparati da un mondo freddo, senza che debbano sforzarsi in nessun modo […]).
    […] E’ un mondo corrotto [dal peccato originale], il nostro, e non c’è armonia tra i nostri corpi, la nostra mente e l’anima.
    Tuttavia, la caratteristica di un mondo corrotto è che il meglio non si può ottenere attraverso il puro godimento […]; ma attraverso la rinuncia, la sofferenza. La fede nel matrimonio cristiano implica questo: grande mortificazione. Per un cristiano non c’è alternativa. Il matrimonio può aiutarlo a santificare e a dirigere verso un giusto obbiettivo i suoi impulsi sessuali; la sua grazia può aiutarlo nella battaglia; ma la battaglia resta. Il matrimonio non lo potrà soddisfare [mai pienamente] […]
    Queste cose non vengono quasi mai dette – nemmeno a quelle persone cresciute nella fede della Chiesa.
    […] Quando l’innamoramento è passato o quando si è un po’ spento, [gli esseri umani] pensano di aver fatto un errore e di dover ancora trovare la vera anima gemella.
    […] Solo un uomo molto saggio, arrivato al termine della sua vita, potrebbe esprimere un equo giudizio su quale persona, fra tutte, avrebbe fatto meglio a sposare! Quasi tutti i matrimoni, anche quelli felici, sono errori: nel senso che quasi certamente ( in un mondo migliore, o anche in questo, pur se imperfetto, ma con un po’ più di attenzione ) entrambi i partner avrebbero potuto trovare compagni molto più adatti. Ma la vera anima gemella è quella che hai sposato.
    […] Al di là di questa […] vita oscura, tanto frustrata, io ti propongo l’unica grande cosa da amare sulla terra: i Santi Sacramenti. […] Qui tu troverai avventura, gloria, onore, fedeltà e la vera strada per tutto il tuo amore su questa terra […]. ”

    da:
    J. R.R. Tolkien,
    La realtà in trasparenza, Lettere 1914-1973,

  • laura, 22 Luglio 2009 @ 19:35 Reply

    @alba
    grazie Alba! spero di arrivarci, a volte spero presto! 😉 e di trovarci il mondo intero…regolari e non… 🙂

  • Paolo, 22 Luglio 2009 @ 20:29 Reply

    @alba
    D’accordo: urgono coppie di separati/risposati santi che ci dicano come gestire queste situazioni. Sbrigatevi.

  • sandro, 22 Luglio 2009 @ 21:15 Reply

    @laura
    se ti ringraziavo prima x la tua preghiera x me, ora ti ringrazio x quanto dici a paola B…scommettere sull’amore!! e poi credere nella Misericordia… fa si che non si cada nel vittimismo o nella disperazione… Si. ha ragione Paolo …dopo tanti secoli son arrivati agli onori degli altari( cosi’ si dice!?) coppie di sposi…(prima solo i martiri … i Papi… i monaci) chissa’ un giorno…. \\intanto proviamo a santificarci…. amando. perche’ su questo saremo giudicati da Dio!!! e nell’amore nessuno e’ perfetto… perche’ Dio solo– che e’ AMORE– ama ..perfettamente.

  • laura, 22 Luglio 2009 @ 21:22 Reply

    @Paolo
    premetto che non mi sento santa, che personalmente la mia situazione mi sta bene così, perchè “a braccetto” con la sofferenza mi sono trovata anche un’amore e un rispetto crescenti per il Corpo di Gesù che forse sarebbero rimasti superficiali…se tutto mi fosse stato facile.
    Ma ti butto lì una provocazione, che non vuole essere cattiva, vorrei solo capire un po meglio: il sacerdote o la suora sono sposati con Cristo, giusto? quando “divorziano” e si risposano possono fare la comunione? Se si, che differenza c’è con l’altra situazione?

  • Rosaria, 22 Luglio 2009 @ 21:31 Reply

    Maria, che hai trovato il tuo Signore per sempre…
    Maria, che hai bagnato i suoi piedi con le tue lacrime…in quel gesto così carico di tenerezza….oserei dire sensuale….
    Maria, che hai molto amato…insegnaci a superare il nostro dolore e convertire il nostro cuore all’Amato…
    grazie a tutti voi

  • lidia, 22 Luglio 2009 @ 21:39 Reply

    Uffa! (è una sbuffata pr i benpensanti) … Se dovessimo entrare in tutte le coppie sposate e REGOLARI ci troveremmo di quelle cose così “irregolari” da farci rizzare i capelli (si rizzerebbero anche i capelli dei calvi).
    Sono partiti dei “testa a testa” mica da ridere con la storia de no-Eucarestia ai separati risposati.
    Obiezioni ne ho poste un miliardo, di risposte poche e per niente esaustive. Ma come? E’ l’unico Sacramento in cui c’è l’Autore stesso dei Sacramenti e noi andiamo a dire a Gesù Cristo: “no, qui non devi andare!!!”? No, dico, ma ci rendiamo conto? Colui che si è fatto mettere le mani addosso, Colui che si è avvicinato e fatto avvicinare da tutti, a Dio che si china su ognuno, noi andiamo a dire “Guarda che qui non puoi! Guarda che questa/o è nel peccato!” ma dai!!!!

    Certo, obbedisco alla Chiesa, come no??? Ma che non mi si venga a dire che è giusto, perchè mi oppongo con tutte le forze.
    Il bello che Gesù stesso ddice che è “venuto per i malati” e non “per i sani” … ma evidentemente i “sani” sono quelli più malati di sé stessi e di tale supponenza che “comandano” a Dio quello che deve e non deve fare.

    Insomma, sono passati 2000 anni … anno più/anno meno, ma il fariseismo è ancora vivo e brillante … e si è ficcato proprio tra gli apostoli/discepoli di Gesù!!!
    Ma fosse solo questo l’unico problema della Chiesa!!!
    Eppure ci credo … ci credo LA Chiesa (esattamente come è scritto nel nostro Credo) credo LA Chiesa perchè crredo IN Dio ed in tutta la Trinità … ma da qui a dire che è tutto giusto quello che fa la Chiesa … bé .. ce ne passa!!!

  • Janus, 22 Luglio 2009 @ 22:50 Reply

    @lidia
    Cara Lidia,
    io ho imparato che la Chiesa (intesa come Magistero) non solo non può, ma non deve concedere terreno a questa deriva che insinui.

    Anzi per me di “derive” ne sono già state assimilate un bel po’ 🙂 Tu vuoi spingere la cosa un po’ troppo in la.

    Non sono discorsi piccoli, c’è di mezzo la Santità dei Sacramenti … ovvero di ELEMENTI/CONDIZIONI DEL PERCORSO DI FEDE DELL’UOMO, ISTITUITI E RESI SACRI da CRISTO STESSO … non bruscoletti!

    Capisci Lidia che non vale prendersela con la Chiesa … quando ce la si dovrebbe prendere con se stessi … perchè nessuno oggi impone di unirsi in matrimonio davanti a Dio … e se lo si fa … non si risponde più a gli uomini, ma a Dio Stesso … che ama così tanto il Matrimonio di Uomo e Donna da farne uno dei 7 (no mille … 7) Sacramenti.
    Se sciogli in terra questo vincolo (senza la morte del coniuge … ma tu non uccidere nessuno 🙂 ) hai rotto un Sacramento … no briscola … Dio ti volgerà comunque uno sguardo di compassione, perchè non lascia mai sola una sua creatura (che non voglia essere abbandonata o che non abbia scelto un altro signore)…
    Ma occorre vivere comunque con dolore quest’offessa arrecataGLI … e vivere la sofferenza della privazione della Comunione …
    … e la sofferenza è condizione del penitente e già in parte rimedio al peccato … peccato che comunque rimane e che la Chiesa non può dire che non c’è!
    Se questo accadesse si compirebbe un danno ancor più grave.

    Consapevole della Salvezza che Dio concede anche ai peccatori (che si pentono), alla Chiesa rimane però da tutelare l’Ordine Naturale della Creazione … che esiste a prescindere dalle vicende di ciascuono di noi …

    L’abitudine a paragonare le cose Belle e Sante (il Matrimonio , ma anche la verginità x esempio) con esempi degradanti (“Se dovessimo entrare in tutte le coppie sposate e REGOLARI ci troveremmo di quelle cose così “irregolari” da farci rizzare i capelli (si rizzerebbero anche i capelli dei calvi)”), non aiuta ad avvicinarsi alla Verità… che è Bellezza Assoluta.
    Prova a scegliere esempi alti cui tendere … tutto cambia, cito:
    “Infatti, ciò che sembra bello solo in rapporto a ciò che è brutto non può essere molto bello; quello che invece è la migliore delle cose considerate buone, è la cosa più bella in senso assoluto (San Giovanni Crisostomo, De virginitate)”

    … Io quando ho qualche dubbio o turbamento … assieme al Vangelo mi leggo il Catechismo della Chiesa Cattolica (anche quello on-line sul sito del Vaticano va bene 🙂 🙂 ) … ti consiglio di fare lo stesso …
    … e quella è la Via … se non ti ci trovi … allora devi trovare un Sacerdote con cui parlare … perchè non credo ci siano composizioni diverse possibili.

    A presto.

  • lidia, 23 Luglio 2009 @ 00:01 Reply

    @Janus
    No, non voglio spingere in là proprio niente! Solo che il dubbio mi rimane sempre e comunque.
    Di motivazioni evangeliche e dal catechismo e dalla psicologia e pedagogia ne ho proprio tante e le ho sempre affermate per quanto riguarda il matrimonio cristiano in cui credo più che nel fatto che sono viva.
    Non vado alla deriva, ma su quel punto dell’Eucarestia … mi impianto sempre … ci tento ogni volta, ma niente da fare.
    E’ vero è una questione di Carità, ma anche il Magistero deve essere carità, altrimenti …
    La Verità ci sovrasta da ogni parte e cerco questa Verità, la desidero perchè solo la Verità è pura bellezza.

    L’ho detto e lo ripeto che mi sottometto alla Chiesa ed al Magistero della Chiesa, ma sarei falsa se nascondessi questo mio dubbio.
    Ma non continuo su questo argomento per rispetto profondo di chi vive in queste situazioni dolorose … Personalmente io le vivo da “regolare”.

    E per “un sacerdote” (che buffo l’hai scritto con la S maiuscola)con cui parlare … bé … lasciamo perdere, ma sarà sicuramente un problema mio … Oltre ad essere stupida, sono anche testarda … che ci vuoi fare … càpita!!!

  • Janus, 23 Luglio 2009 @ 00:51 Reply

    … che dire Lidia … non cambio idea … forse sbagliamo tutti noi, ma mi consola pensare che nella novella di Dostojiewski … alla fine … Cristo bacia sulla fronte il suo inquisitore 😉 “…quel bacio gli brucia nel cuore, ma il vecchio non muta la sua idea”… però non lo manda più al rogo… lo lascia libero di andare per le vie della città.
    Buona notte.

  • Lucia S, 23 Luglio 2009 @ 04:52 Reply

    C´è una cosa che non mi sembra coerente nella chiesa: da una parte distribuire “sacramenti” del matrimonio come caramelle, la maggioranza dei quali non sono validi, e non informare circa le possibilità di dichiarare nullo un sacramento che tale non è mai stato. Per il mestiere che faccio, ho avuto spesso a che fare con il tribunale canonico della mia città, e con questioni relative alle condizioni per celebrare un sacramento valido. E vi assicuro, confrontato
    con amici preti, si calcola che fra il 50 e il 70% dei matrimoni celebrati sono invalidi. Visto che la chiesa ci mette un sacco di tempo a dichiarare detta nullità, perché cavolo i preti permettono di sposarsi in chiesa a persone che non stanno per celebrare nessun sacramento, ma una semplice riunione sociale? Va´poi a dimostrarlo… quando le cose non vanno come sarebbe bene andassero.
    Boh? mi spiego? ricordate che abito mooooooolto lontano, nel più profondo sud….
    un affettuoso abbraccio
    Lucia
    dall´argentina

  • Brunason, 23 Luglio 2009 @ 07:34 Reply

    @cinzia
    “Gesù l’accoglie e la ama così come lei è”.
    Ecco, Cinzia. E’ questa la “base” da cui partire, questa è la strada per “vivere” la fede, anche da sola: l’amore; non l’amore nostro verso Gesù, altalenante e deludente (un giorno siamo come Pietro, pronti a camminare sull’acqua, pronti a dare la vita per Lui, il giorno dopo diciamo “Non lo conosco”). Ma l’amore grande, infinito, “folle” di Gesù per noi. Un Amore personale, sorprendente.
    Lasciati sorprendere da Gesù. Come Maria di Magdala, che un giorno Gli permise d’irrompere nella sua vita e di stravolgerla.
    Lascia che Lui dica il tuo nome, con tuta la Sua tenerezza.
    Lascia che Lui ti mostri il Suo amore per te.
    Buona strada!:D

  • lidia, 23 Luglio 2009 @ 07:40 Reply

    @Janus
    Credo che sia la più bella risposta al mio tormentoso dubbio. Grazie!

  • lidia, 23 Luglio 2009 @ 07:56 Reply

    @Lucia S
    … io abito nel “profondo” nord, ma quanto tu dici lo confermo in toto. Ultimamente ne parlavo, tra l’altro, con un “addetto al mestiere”.
    La risposta sul perchè i preti permettono e acconsentono a matrimoni cristiani invalidi credo stia nel non anteporsi alla forza Sacramentale. Voglio dire, quanti si accostano ai Sacramenti in modo distratto e per nulla coinvolti eppure, e non si sa bene come, magari proprio a quei “Sacramenti distratti” un bel giorno si innesca la conversione … quella giusta, quella che ribalta tutto, quella che sconvolge.
    Ed è appunto per questo che dico “ma come, ogni Sacramento non viene negato, ma confessione ed Eucarestia sì?”.
    Ma come Janus dice, lasciamoci baciare dall’ardente bacio di Gesù e poi, con coraggio esterniamo (con prudenza) i nostri dubbi, ma restiamo al nostro posto, restiamo dentro quella Onniscienza divina che guida e corregge ogni errore.
    Non crocifiggiamo nessuno, non allontaniamo nessuno e lasciamo che agisca la forza dello Spirito Santo … anche se questo potrebbe voler dire un bel po’ di sofferenze.
    Di certo, quello che io temo sempre è quello di trasformare la Fede, la Chiesa ed ogni problema in una questione “accademica”, in un argomento da salotto cristiano, mentre dovrebbe diventare preghiera insistente di Verità e Luce … dovrebbe diventare una questione di capire con la logica di Dio …

    Ma è bene parlarne, è molto bene parlarne perchè la Chiesa è un popolo di persone che pensa, che agisce, che – magari – contesta … un popolo di figli appunto.

    • Paolo, 23 Luglio 2009 @ 08:32 Reply

      Mi permetto di riportare alcune riflessioni dal mio “In coppia con Dio”:
      “La cosa più difficile nell’affrontare questi temi è, credetemi, mettere tra parentesi i tanti pregiudizi e le approssimazioni di cui siamo vittime, cercando di ragionare col Vangelo in mano e la verità come obiettivo.
      Occorre, cioè, evitare di pensare alla Chiesa come ad un piccolo gruppo di prelati (single e invidiosi) inaciditi e rancorosi, che vogliono far tribolare le persone,
      Cerchiamo allora le ragioni soggiacenti alle (difficili e non definitive) scelte della Chiesa.
      Gesù era esplicitamente contrario al divorzio.
      Perché Gesù si è messo in testa di contestare una prassi consolidata da secoli a vantaggio del pio israelita e che neppure le donne mettevano in discussione?
      Gesù afferma con decisione che Dio ha pensato all’amore come ad un’unione indissolubile e che Mosè ha dovuto cedere alle pressioni del popolo.
      In breve: nel pensiero di Dio l’unione fra uomo e donna era indissolubile, fate voi, comunque, quello che volete…
      È splendido sapere che la storia dell’amore che cresce e che dura è un’invenzione di Dio e non una desueta abitudine sociale dell’epoca contadina!
      Ciò che dice Gesù è un’opportunità che ci è donata: è possibile volersi bene.
      Il Vangelo è piuttosto chiaro: se due discepoli, consapevolmente, decidono di sposarsi nel Signore, si affidano a Lui, ne ricevono la benedizione, quel gesto è definitivo, irrevocabile, un sigillo.
      È Dio che mantiene la promessa, è lui che si mette in gioco, è lui che si gioca la faccia.
      (Che la Chiesa accolga due persone adulte che si fanno una promessa, dopo averci riflettuto e avere scelto liberamente di farlo, mi sembra una cosa positiva, un segno di maturità: io prendo sul serio la vostra promessa!)
      La prima conclusione è bella e impegnativa: nessuno può sciogliere un matrimonio validamente celebrato, nemmeno il Papa (Per una cosa del genere abbiamo perso l’Inghilterra!)
      Ma quanti sposi che unisco in matrimonio sono consapevoli?
      Quante delle persone che mi chiedono di sposarle vengono col desiderio di vivere la promessa come un segno dell’amore di Dio per l’umanità?
      Io speravo, amici, che il calo della pressione sociale e della tradizione aiutasse le persone a riflettere sulle proprie scelte. “Senza i genitori e le zie che sognano l’abito in bianco – pensavo – i giovani saranno coerenti con le loro idee!” Ingenuo e sciocco…
      Il conformismo è duro a morire e malgrado tutto molte persone approdano “naturalmente” al matrimonio cristiano. Sarà la “cerimonia” (aaaaargh! È una celebrazione. Le cerimonie si fanno al ballo delle debuttanti!), la chiesa, gli addobbi, l’organo, abitudini e ritualità consolidate (con paradossi tragicomici: persone conviventi da tre anni che alla vigilia del matrimonio tornano ognuno a casa propria…), l’assenza di concorrenza (sindaci!Non potete inventarvi una ritualità meno fredda della lettura degli articoli del Codice Civile?), quel “non so che” che ancora seduce troppe persone e fa scegliere loro di sposarsi “in chiesa”, molte persone arrivano a celebrare il matrimonio cristiano dopo decenni di latitanza di fede…
      E non venitemi a dire che sette incontri di preparazione al matrimonio cambiano la situazione!
      Possono aiutare, ovvio, ma se l’educazione all’affettività di base manca…
      Sarò franco: molte delle persone che chiedono di sposarsi secondo la fede cristiana non sanno bene che cosa stanno facendo.
      A queste persone posso proporre un itinerario di consapevolezza, posso affidarli al Signore nella preghiera, ma non si può fare un vero percorso di fede e di discernimento in così poco tempo, magari con la partecipazione alle nozze già stampata!
      È difficile vivere con serietà la vita. Amarsi con responsabilità, accogliersi l’un l’altro, è ancora più impegnativo…
      Un po’ per abitudine, un po’ per scaramanzia, ci si sposa senza una vera progettualità, senza quella consapevolezza che la celebrazione di un sacramento richiede; crescendo, ci si rende conto di avere fatto la scelta sbagliata con la persona sbagliata.
      Peggio: frequento coppie che si sono sposate per tradizione ed hanno avuto figli. Si sono conosciute, innamorate, separate e risposate. Poi, durante un ritiro, il Signore ha toccato loro il cuore, spalancandole alla grazia, convertendole al Vangelo. E complicando loro la vita…
      Conosco coppie separate che pregano assieme tutti i giorni, che partecipano alla vita della comunità e che soffrono di non poter ricevere l’eucarestia.
      Forse lo avrete sentito dire: una delle soluzioni proposte dalla Chiesa è quella di vivere da “fratello e sorella”, di togliere, cioè, il linguaggio della sessualità dalla loro relazione. È una proposta difficile, che molti (giustamente) non sentono di poter vivere senza compromettere l’equilibrio di coppia.
      Allora?
      Allora dobbiamo capire, cercare, intuire.
      Da una parte abbiamo la Parola del Signore Gesù, cristallina e forte.
      Dall’altra la prima regola del cristianesimo: l’accoglienza e l’amore.
      Questo incrocio difficile porta con sé alcune conseguenze.
      La prima è la richiesta di distinguere sempre le varie situazioni: altro è chi abbandona il proprio coniuge colpevolmente, altro chi è abbandonato; altro chi è libero e sposa una persona separata o chi proviene da un matrimonio fallito; altro chi vuole condividere un cammino di discepolato e chi si ricorda di essere cattolico solo quando gli viene chiesto di fare il padrino e allora tira fuori la questione del “diritto a…”.
      La seconda è l’affermazione perentoria che una coppia separata e risposata è parte della comunità, partecipa alla vita della comunità, porta il suo contributo a partire dal proprio vissuto. Dio non si stanca mai, egli è fedele e tutta la storia di Israele ci dice che Dio non abbandona mai il suo popolo, anche quando questi è infedele all’alleanza.
      Come segno di questo percorso doloroso la Chiesa chiede ai coniugi risposati di non ricevere la comunione; è un segno forte, indubbiamente, e anche discutibile, ma che non vuole essere “punitivo”. I fratelli separati non sono esclusi dalla comunione perché non “degni” (siamo tutti “indegni” di ricevere Dio, è lui che vuole donarsi!), ma per segnalare alla comunità il loro percorso di conversione.
      La terza è che dobbiamo ancora capire come fare: occorre ribadire fortemente il valore dell’indissolubilità, senza schiacciare le persone che hanno sbagliato o che fanno scelte di vita in cui sono coinvolte persone separate. La strada, come vedete, è ancora piuttosto lunga…
      La Chiesa, perciò, sta ancora riflettendo su questa delicata questione.
      Il Papa ha illustrato i limiti della soluzione anglicana e ortodossa che, pur prevedendo una riammissione della coppia separata (Ricordate il “mea culpa” di Carlo e Camilla?), continua a considerare come unico matrimonio il primo che si è celebrato. Questa possibilità di accedere al perdono fino a quattro volte in Grecia, ad esempio, ha creato, dati alla mano, un vistoso indebolimento dell’unicità del matrimonio cristiano.
      Infine, riguardo all’eucaristia, Papa Benedetto ha ricordato che la sofferenza di una fragilità affettiva resta, anche facendo la comunione.
      L’essenziale dell’eucarestia, ha ricordato, è proprio il sacrificio in croce di Cristo, sacrificio condiviso pienamente da chi partecipa alla Messa con un dolore nel cuore.
      Ha perciò indicato una via di comune-unione col Cristo nella sofferenza, un Mistero ancora tutto da scoprire e che mette in seria difficoltà la faciloneria con cui, troppo spesso, ci accostiamo al sacramento della comunione eucaristica.

      Lascio concludere a lui:
      “Anche se ( risposati e conviventi) non possono andare alla comunione sacramentale, non sono esclusi dall’amore della Chiesa e dall’amore di Cristo. Una Eucaristia senza la comunione sacramentale immediata non è certamente completa, manca una cosa essenziale. Tuttavia è anche vero che partecipare all’Eucaristia senza comunione eucaristica non è uguale a niente, è sempre essere coinvolti nel mistero della Croce e della risurrezione di Cristo. È sempre partecipazione al grande Sacramento nella dimensione spirituale; nella dimensione anche ecclesiale, se non strettamente sacramentale.
      E dato che è il Sacramento della Passione di Cristo, il Cristo sofferente abbraccia in un modo particolare queste persone e comunica con loro in un altro modo e possono quindi sentirsi abbracciate dal Signore crocifisso che cade in terra e muore e soffre per loro, con loro. Occorre, dunque, fare capire che anche se purtroppo manca una dimensione fondamentale tuttavia essi non sono esclusi dal grande mistero dell’Eucaristia, dall’amore di Cristo qui presente. Questo mi sembra importante, come è importante che il parroco e la comunità parrocchiale facciano sentire a queste persone che, da una parte, dobbiamo rispettare l’inscindibilità del Sacramento e, dall’altra parte, che amiamo queste persone che soffrono anche per noi. E dobbiamo anche soffrire con loro, perché danno una testimonianza importante, perché sappiamo che nel momento in cui si cede per amore si fa torto al Sacramento stesso e l’indissolubilità appare sempre meno vera”

      (Papa Benedetto al clero valdostano, trascrizione)

      La strada, quindi, è ancora lunga per arrivare ad una soluzione che rispetti tutta intera la volontà del Signore Gesù, che crede nel valore della fedeltà e che, nello stesso tempo, usa misericordia nei confronti di chi, troppo spesso, vede aggiungersi alla propria personale esperienza di fallimento affettivo la percezione di sentirsi ai margini della comunità.
      Da parte mia nutro la consapevolezza che, nel frattempo, dobbiamo almeno educare le nostre stanche (e moralistiche) comunità ad accogliere (sul serio!) i fratelli e le sorelle che portano le stigmate nel proprio cuore, attendendo che qualche coppia separata e risposata, santa, ci indichi la strada giusta che rispetti il dettato evangelico senza aggiungere sofferenza a chi già ne ha vissuta a sufficienza…”

  • laura, 23 Luglio 2009 @ 08:43 Reply

    Chiedo scusa a tutti per la mia domanda di ieri sera, ma è stata dettata dalla mia impulsività e dal fatto che se una parte di me accetta di non poter fare la comunione, e ne trova vantaggio…l’altra parte di me ne soffre e vorrebbe aggrapparsi a qualsiasi appiglio per poter trovare un modo per accostarsi finalmente a Lui, che sta diventando sempre più importante…
    Ciedo scusa a Paolo per la mia indelicatezza!
    Quando poco fa ho aperto il blog e ho visto che si era accesa questa discussione, e che è andata avanti fino a tardi…mi sono sentita come se avessi buttato il sasso in uno stagno e poi mi fossi andata a nascondere…ero andata a dormire, ma ora mi vorrei nascondere!!! Non volevo insinuare polemiche, io per prima non voglio prendere come ‘al supermercato’ solo quello che mi fa comodo…e voglio accettare tutto, anche se fa male…non voglio farmi un Dio su misura, e dal mio nulla non posso dire cosa sarebbe giusto fare…mi affido a Lui, e alla Sua Misericordia.

  • laura, 23 Luglio 2009 @ 09:10 Reply

    @Paolo
    Grazie Paolo per quello che hai scritto, ed è molto bello quello che ha detto papa Benedetto.

  • Saulo, 23 Luglio 2009 @ 09:53 Reply

    Paolo :
    ….
    Ma quanti sposi che unisco in matrimonio sono consapevoli?
    Quante delle persone che mi chiedono di sposarle vengono col desiderio di vivere la promessa come un segno dell’amore di Dio per l’umanità?
    Io speravo, amici, che il calo della pressione sociale e della tradizione aiutasse le persone a riflettere sulle proprie scelte. “Senza i genitori e le zie che sognano l’abito in bianco – pensavo – i giovani saranno coerenti con le loro idee!” Ingenuo e sciocco…
    Il conformismo è duro a morire e malgrado tutto molte persone approdano “naturalmente” al matrimonio cristiano. …

    Caro Paolo, intanto l’errore di battitura del titolo del tuo libro, suggerisce un altro titolo possibile ;-).

    Riguardo a quanto da te detto ed in particolare quello quotato, se il Sacerdote, conscio dell’importanza Sacra e indissolubile agli occhi di Dio, di quanto hanno chiesto di fare una coppia impreparata e/o inconscia, che lo fa per puro conformismo (duro a morire, come giustamente hai detto tu), celebra comunque il Sacramento, non diventa corresponsabile del fallimento e peccato di quella coppia ?

    Non sarebbe più cristiano rispondergli: siete sulla strada sbagliata o non siete ancora pronti ?

    D’altronde a un bambino di 5 anni che chiede di fare la Prima Comunione, gli viene risposto che non è ancora pronto per accogliere Cristo ….

  • Paola B., 23 Luglio 2009 @ 11:14 Reply

    Buongiorno a tutti.
    Mi è successo di voler fare di testa mia . Durante una vacanza a Torgnon , saranno state le montagne che mi avevano caricato a dovere , sono andata alla S.Messa e ho fatto la Comunione. Dove abito, in un piccolo paese della provincia milanese, non avrei osato perché conoscono tutti la mia situazione, in primis il parroco che mi aveva sposato, ma lì, tra sconosciuti, ho osato . Il risultato è stato che ,al di là dell’euforia del momento, non sono stata bene ! Da quella volta ho evitato , sebbene tantissime volte mi catapulterei sull’altare. Per come sono io , per come vivo la mia Cristianità io ho bisogno dell’avvallo della Chiesa perché , nonostante tante volte riconosca un’ingiustizia oggettiva, poi non riesco ad essere così presuntuosa da mettermi davanti a tutto. Quindi aspetto … aspetto che la Chiesa faccia il passo ( semmai lo farà) , altrimenti me ne starò buona buona al mio posticino. D’altronde , come già emerso nei commenti , non posso che condannare me stessa per la superficialità con cui è stato trattato il Sacramento del matrimonio. Potrei anche giustificarmi ( vivevo una situazione davvero pesantissima e quello era il mio modo di riscattarmi ) , ma nulla toglie che l’errore è stato commesso da me .
    Concludo raccontandovi questo episodio. Qualche anno fa sono andata a fare servizio a Lourdes con l’Oftal . Ovviamente tutti i miei sensi di colpa hanno fatto capolino e mi sentivo uno straccio. Alla fine del pellegrinaggio c’e stata una Messa dove i Sacerdoti impartivano il Sacramento dell’Unzione ai malati. Io ero arrivata in ritardo e con la chiesa ormai gremita mi ero dovuta mettere in fondo. Ad un certo punto i Sacerdoti hanno cercato fra le dame presenti ( eravamo davvero tantissime) delle “aiutanti” e ,non so come, ma un Sacerdote è venuto da me . Credetemi ero nascosta in mezzo a migliaia di persone. Io in quel momento sono rinata . E’ come se Gesù mi avesse chiamato e mi avesse detto “Tranquilla Paola … anche con tutte le tue miserie io ho bisogno del tuo aiuto ! “ . Ancora adesso ricordo quel momento con enorme commozione e vi assicuro che da allora , sebbene caschi in mille paure e dubbi ogni giorno , so che il Signore troverà il modo per “usarmi” 🙂 !
    Auguro a tutti una buona giornata !

  • Lucia1, 23 Luglio 2009 @ 11:40 Reply

    @Paola B.
    Cara Paola, hai scritto: “Ovviamente tutti i miei sensi di colpa hanno fatto capolino e mi sentivo uno straccio.”
    Sai, io sono piena di sensi di colpa ma penso che Gesù non ci voglia così: siamo stati perdonati, fatti creature NUOVE, non dobbiamo avere sensi di colpa.
    Il nostro giudice più intrasigente siamo noi stessi, siamo noi a giudicarci imperdonabili, non Gesù. Se tu stai vivendo la tua situazione in conformità con quanto dice la Chiesa, basta! Sentiti tranquilla. Hai già pagato abbastanza per quell’eventuale errore (e non è detto che lo sia stato).
    Cerca di scacciare i sensi di colpa, non aiutano e fanno vivere male.
    N.B. Io predico bene, ma razzolo male; comunque qualche senso di colpa in meno ce l’ho da quando ho incontrato Gesù.

  • laura, 23 Luglio 2009 @ 11:51 Reply

    @Paola B.
    Cara Paola, hai sperimentato che possiamo nasconderci agli occhi degli altri, ma non possiamo nasconderci a noi stessi, e soprattutto a Lui.
    Spesso mi sono sentita dire “ma perchè non vai dove non ti conoscono e fai la comunione?” Ho sempre risposto che non lo farei mai, sarebbe una presa in giro per me stessa, e una mancanza nei Suoi confronti…non potrei. Addirittura una volta mi è capitato di seguire una messa in un’altra parrocchia, e stranamente il sacerdote al momento della comunione mi si è avvicinato per offrirmi Gesù, avevo sempre visto il sacerdote aspettare sotto l’altare che le persone si avvicinassero in fila, e anche in quella chiesa avevano sempre fatto così, ma quel giorno sembrava proprio che gesù “volesse venire da me”, ma con le lacrime agli occhi e un dolore infinito nel cuore ho fatto cenno con la testa che non volevo.
    Sono contente di non aver fatto la comunione quel giorno, e continuerò ad aspettare… Con questo non mi sento migliore di te, e capisco il combattimento che hai nel cuore. Coraggio!

  • Paolo, 23 Luglio 2009 @ 12:15 Reply

    @Saulo
    E spegnere il lumignolo fumigante? Alziamo le sbarre perché le pecore non fuggano? E come fai a misurare le fede di una persona? Dai, Saulo, non scherzare, ne abbiamo già fatti troppi di danni co questi atteggiamenti. Peggio: ormai la metà della gente non si sposa più nel Signore. E fa benissimo! Almeno sono onesti! Alziamo l’asticella così alla fine avremo uno che batte il record del mondo? No, non credo sia una strada percorribile.

  • Paolo, 23 Luglio 2009 @ 12:18 Reply

    @Paola B.
    E obbedendo con dolore a questa attesa della Chiesa dimostri di avere una grande fede nell’eucarestia! Chi vive questa fedeltà mette in crisi (credimi!) quelli che si accostano alla comunione con faciloneria! Durante la messa finale di un ritiro per coppie, dopo avere adulto la comunione, ho invitato i separati a venire a prendere un lumino acceso: era un ambiente raccolto e particolare, in parrocchia non si può. Erano emozionati e ho dato a due coppie il lumino, mentre tutti pregavano, ringraziandoli per la loro obbedienza. Alcune persone mi dissero di essere state scosse da quel gesto che li aveva richiamati alla leggerezza con cui si accostavano all’eucarestia.

  • Saulo, 23 Luglio 2009 @ 12:28 Reply

    Paolo :@Saulo E spegnere il lumignolo fumigante? Alziamo le sbarre perché le pecore non fuggano? E come fai a misurare le fede di una persona? Dai, Saulo, non scherzare, ne abbiamo già fatti troppi di danni co questi atteggiamenti. Peggio: ormai la metà della gente non si sposa più nel Signore. E fa benissimo! Almeno sono onesti! Alziamo l’asticella così alla fine avremo uno che batte il record del mondo? No, non credo sia una strada percorribile.

    Il ruolo del successore di Pietro è proprio quello di mantenere le sbarre sempre alla stessa altezza, evitando di cadere nella tentazione di adattarle ogni volta alle richieste di chi sta fuori (o dentro). Gesu’ ci ha indicato la porta stretta, non la larga e comoda, magari girevole o da saloon. Il mio intervento puntava alla prevenzione piu’ che alla cura. Ma come dicevo a Janus, il blog rimane interessante se si confrontano opinioni diverse 😉

    A proposito di “In coppia con Dio”, mi avevi pre-annunciato anni fa in una mail che avevi in mente un seguito. E’ ancora in programma ?
    Ciao

  • Paolo, 23 Luglio 2009 @ 13:52 Reply

    @Saulo
    Certo: il blog serve proprio afar girare le opinioni! 😉
    Per il proseguio di “In coppia con Dio” è in lista d’attesa (lunga, direi)

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