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La situazione di Levi era pesante: era un pubblicano. Cioé: collaborazionista con l’invasore romano da cui appaltava le tasse, ladro perché faceva la cresta sulla riscossione dei tributi e idolatra perché maneggiava denaro con l’effige dell’Imperatore. Era perciò un peccatore pubblico, non lo si poteva avvicinare senza contrarre l’impurità legale che impediva la partecipazione al culto di Israele. Levi era quindi una persona decisa, disposta a tutto, temuto e odiato dai suoi concittadini. Insomma: l’ultimo a cui un Profeta si sarebbe indirizzato. E invece proprio lui viene chiamato. Non è stupefacente? Dio, al solito, ci spiazza, ci mette KO.

Levi viene chiamato e si alza subito. Talmente inatteso è l’arrivo di Gesù, talmente inaudito, che non riesce a capacitarsene. Eppure proprio lui viene chiamato, lui il peccatore, lui l’evitato, lui il temuto. Che idea aveva Matteo di sé? Non lo sappiamo, ma lo possiamo intuire dalla sua reazione che è simile ad una pentola a vapore che esplode: Matteo molla tutto e dà una festa straordinaria. Quanta rabbia, quanta sofferenza aveva Matteo nel cuore! Ed è bastata una semplice scossa perché tutto crollasse come un cartello di carte. Lo sguardo di Gesù ha aperto la diga del suo cuore.Sapete, amici? La nostra fragilità, il nostro peccato non sono sufficienti a tagliarci fuori, non bastano a scoraggiare Dio. Avete l’impressione di non essere degni? Di non essere capaci? A Dio non importa. Dio non ci ama perché siamo buoni ma amandoci ci rende buoni. Di che abbiamo paura? Di essere malati dentro? Guai se ci sentissimo a posto: non avremmo nel cuore quell’arsura che ci permette di essere continuamente alla ricerca di Dio. L’ostacolo del nostro peccato, della nostra fragilità è nulla rispetto alla straordinaria bontà di Dio. Nulla, capite? Ma il sentirsi imperdonabili, sentirsi inutili, incapaci, questo sì ci può allontanare dalla grazia, talmente ripiegati su noi stessi da non accorgerci di essere, da subito, amati.

Capiamo allora la festa di Matteo. E capiamo lo scandalo dei benpensanti, allora come oggi. Questo Gesù che accoglie tutti e che di tutti riesce a far emergere la verità interiore, è scomodo, a tutt’oggi. Non vi é mai successo di criticare in cuor vostro la presenza a Messa di una persona di cui conoscete la vita non proprio evangelica? A me sì. E non mi accorgevo, in quello stesso momento, di passare dalla parte di chi si crede giusto e, tragicamente, non sente il bisogno di Dio. Il secondo ostacolo da cui preghiamo il Signore di liberarci è quello del giudizio benpensante, di chi si mette sempre un gradino più su e vuole insegnare a Dio cosa deve fare per comportarsi bene…

E questa considerazione mi permette di anticipare qui la riflessione sulla chiesa. la chiesa, amici, è la comunità di quelli che, come Levi, hanno incontrato lo sguardo gonfio di tenerezza del Cristo e si sono lasciati riconciliare. Non é perciò la comunità dei perfetti, di quelli che non sbagliano, come alle volte alcuni (specie non credenti) vorrebbero. Non c’é nulla di più alieno al cristianesimo di una asettica perfezione. No! La chiesa è un popolo di perdonati, non di giusti! E perciò, proprio perché perdonati, la chiesa accoglie chi nel suo cuore riconosce di essere amato e perdonato e perciò fa festa.

Vedete, in conclusione, come gli ostacoli al vangelo, in questo brano di Levi, siano sostanzialmente tre: la disistima di sé, il sentirsi imperdonabili, il peccato e il giudizio. Verifichiamo allora il nostro atteggiamento e, se avete ancora voglia, andiamo avanti nella riflessione…

80 Comments

  • laura, 12 Ottobre 2009 @ 08:01 Reply

    X Paolo: ? Bissiamo? 😉

  • Paolo, 12 Ottobre 2009 @ 11:01 Reply

    @laura
    Osp!

  • laura, 12 Ottobre 2009 @ 12:09 Reply

    Si, caro Paolo, continua a succedere ancora oggi quello che è capitato a Matteo. Gesù continua a cercare tutti, e il Suo sguardo lascia il segno! A me ha lasciata piena di stupore, mi sono chiesta perchè proprio io, possibile che stava proprio succedendo a me?!che lo avevo sempre offeso, cancellato dalla mia vita, e avevo fatto di testa mia fino a quel momento, cosa poteva volere da me? cosa potevo offrirgli io! Ma tra una domanda e l’altra il mio cuore si riempiva di stupore, gratitudine, di gioia. Alla fine mi sono arresa,e mi sono lasciata amare!
    Mi sto ancora godendo il momento, mi sento ancora la pecorella portata sulle Sue spalle, il figlio che torna e che riceve una festa invece di una sgridata memorabile. Che bello!
    Difficile concepire il Suo modo di amare, ma è così, non ci ama se siamo buoni, se facciamo i bravi…quello è magari il nostro modo di voler bene. Lui ci ama gratuitamente, al di la dei nostri limiti, e più ne abbiamo, più Lui sa che abbiamo ancora più bisogno del Suo amore e non ce lo nega, anzi viene addirittura a cercarci…e il Suo amore ci cambia, ci stravolge la vita 😉

  • Maddalena, 12 Ottobre 2009 @ 14:52 Reply

    « Ritornate a me con tutto il cuore » (Gl 2,12)

    S. Bernardo:« Convertitevi, dice il Signore, con tutto il cuore ». Fratelli, se egli avesse detto : « Convertitevi » senza aggiungere altro, forse avremmo potuto rispondere : ecco fatto, puoi prescriverci qualcos’altro. Invece Cristo qui ci parla – se intendo bene – di una conversione spirituale che non si realizza in un giorno solo ; anzi, potesse compiersi entro questa vita ! Quindi sii attento a ciò che ami, a ciò che temi, a ciò che ti rallegra o ti addolora : vedrai che, a volte, sotto l’abito religioso, rimani un uomo di questo mondo. Infatti il cuore si concentra interamente su questi quattro sentimenti ed è rispetto ad essi che dobbiamo intendere le parole : « Convertitevi al Signore con tutto il cuore ».

    Il tuo amore si converta in modo tale da non amare nulla se non il Signore, oppure da non amare nulla se non per Dio. Anche il tuo timore si rivolga verso di lui, perché ogni timore che ci fa temere qualcosa all’infuori di lui e non a causa di lui è cattivo. La tua gioia e la tua tristezza si convertano a lui ; sarà così se tu soffrirai e ti rallegrerai soltanto in lui. Quindi, se ti affliggi per i tuoi peccati o per quelli del prossimo, fai bene e la tua tristezza è salutare. Se ti rallegri dei doni della grazia, questa tua gioia è santa e puoi gustarla in pace nello Spirito Santo. Devi rallegrarti, nell’amore di Cristo, della prosperità dei tuoi fratelli e compatire le loro sventure secondo questa parola : « Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto » (Rm 12, 15).

    Condivido con voi tutti questo pensiero di S.Bernardo dedicato a tutti noi perdonati, che come Levi, hanno incontrato lo sguardo gonfio di tenerezza del Cristo e si sono lasciati riconciliare, come ci ammaestra Paolo (nostro fratello maggiore).
    Per sempre uniti come tutto il popolo che si radunò come un solo uomo(Ne 8,1).

  • Faben, 12 Ottobre 2009 @ 16:13 Reply

    Mi colpisce sempre la rapidità con cui Levi abbandona il suo banchetto per seguire il Rabbi. Lo invidio, perché il Maestro continua a passare anche oggi per chiamarmi come Matteo e pure non me ne accorgo.
    Un bacio Paolo

  • Brunason, 12 Ottobre 2009 @ 17:17 Reply

    “La chiesa è un popolo di perdonati, non di giusti! … Gli ostacoli al vangelo, sono sostanzialmente tre: la disistima di sé, il sentirsi imperdonabili, il peccato e il giudizio.”:-D

    Come Matteo, mi sono facilmente lasciata guardare e amare da Gesù … Mi sono lascaita sconvolgere la vita e Gli ho permesso di tirarmi fuori dal mio ripiegamento su me stessa. Ho desiderato il Suo amore e la Sua Grazia come Bartimeo. E Lui è passato e mi ha stravolto la vita.

    E’ vero Paolo, siamo un popolo di poveracci amati da Dio.
    Ma gli altri, quelli che (ci) giudicano non amabili, non stimabill, non perdonabili, lo sanno?

  • miriam, 12 Ottobre 2009 @ 18:07 Reply

    La cosa che più mi piace di paolo, è che riesce sempre a rispondere ai nostri interrogativi …Forse pur senza saperlo…Quindi la cosa che più mi piace di paolo è il fatto che si fa Dimora di Dio!Eccolo qua il nostro affascinante Gesù!Esce,incontra e fa colpo!!!Eh si,non si accontenta di noi che lo cerchiamo(parrocchia,chiesa ecc.)ma esce x incontrare…È chiaro no,il nostro compito?Qui Gesù esce,incontra ed impone!Mamma mia a me le imposizioni non sono mai piaciute…Ma quelle che mi salvano la vita mi piacciono eccome!!!Seguimi ci dice Gesù!Per seguire Cristo non possiamo restare vincolati nella nostra forma mentis..Ma rompere definitivamente con il nostro stile di vita sbagliato per adottare lo stile di Gesù.Spesso noi cristiani abbiamo un antifurto incorporato: col terrore che qualcuno visitandoci sconquassa i nostri programmi…E levi che fà?SPALANCA LA SUA CASA!E cena con Gesù! CENA…una cena romantica? esclusiva?Macché!!! Pubblicani,peccatori…Si misero a mensa insieme!!Levi fà festa xk la GIOIA DELL’ INCONTRO NON SI PUÒ C-O-N-T-E-N-E-R-E!!! Ma eccoli là gli spettatori della cena cercono di danneggiarla…Essi non partecipano alla CENA….Criticando Gesù ed i suoi discepoli..Bloccando magari anche gli altri in comunità …E il nostro Gesù che fà?Ci rivela il Volto di Dio…La Misericordia del Padre!E noi,siamo ancora seduti al nostro banco delle imposte?Che cena prepariamo con Gesù e con i fratelli che Lui ci fa incontrare?Mica siamo ancora spettatori alla cena di Gesù?

  • elena, 12 Ottobre 2009 @ 18:08 Reply

    bellissima riflessione come sempre. Caro Paolo, dopo averti letto mi sento sempre meglio. Grazie. Ti verrò a sentire quando sarai a Genova! Non vedo l’ora.

  • lucia, 12 Ottobre 2009 @ 18:15 Reply

    E’ meraviglioso avere un Dio che non la pensa come noi, che ci ama nella nostra grande misera. A Lui non interessa, ciò che a noi uomini sembra importante, Lui guarda il di dentro, il ns. cuore.

  • laura, 12 Ottobre 2009 @ 21:12 Reply

    @miriam
    Hai ragione, le imposizioni non piacciono a nessuno…e difficilmente “conquistano”: per questo credo che quel “Seguimi” di Gesù deve essere suonato non come imposizione, ma talmente carico d’amore da arrivare dritto al cuore di Matteo come una dichiarazione, che non poteva essere rifiutata, tanto era dolce e forte allo stesso tempo!

  • Magis, 13 Ottobre 2009 @ 00:05 Reply

    Salve a tutti!
    ..forse dovrei dire buonanotte a tutti! 🙂
    Volevo solo dire che il SEGUIMI! secondo me.. non è stato nè un’imposizione.. nè una forte carica d’amore.
    Lo immagino come un imperativo autorevole.. a cui Matteo.. non poteva sottrarsi. E’ passato uno sguardo.. penetrante.. e molto breve. In un istante.. senza capire la ragione.. ti alzi e cammini.. ancora con la testa piena delle tue cose.. dei tuoi interrogativi.. dei tuoi dubbi. Ma lo segui con il tuo passo.

  • SPINA, 13 Ottobre 2009 @ 01:05 Reply

    Ho letto tutti i vostri commenti dei giorni scorsi….ed ancora siete stati per me motivo di riflessione, riflessione anche un pò dolorosa, ma proprio per questo utile.
    Personalmente non faccio molta fatica a sentirmi una perdonata…perchè per abitudine non mi racconto “balle ” da sola e sò perfettamente la bestia che sono ed altrettanto abbastanza bene riconosco le pulsioni più forti che muovono la mia istintività….poche storie sono sempre dietro l’angolo, ho imparato ad accettarle e a pilotarle il più possibile verso il bene…questo è incredibilmente un frutto del rapporto con Dio cercarto e trovato,non per merito mio.
    Molta ma molta più fatica faccio a vedere negli altri dei perdonati…specie se tali perdonati dovrebbero essere consapevoli di tale loro condizione !
    E’ una difficoltà che continua a ripetersi ciclicamente nella mia vita come se Dio me la riproponesse a distanza di tempo per vedere se sono cresciuta ed io tutte le volte la affronto in modo sbagliato, capisco il concetto ma non lo vivo nel cuore e per questo non riesco ad incarnarlo nei miei giorni e per questo perdo la serenità.
    Peggio invecchiando tendo ad amare la solitudine, ed imparo a fare a meno dei perdonati che si sentono tali ed anche di quelli che lo sono ma non lo capiscono.
    Insomma sto diventando autonoma in modo pericoloso…fortunatamente continuo a sentire una forte spinta a donare quello che contengo,penso che sia un modo per andare verso gli altri….credo che mettere a nudo la propria esperienza e sottoporla al giudizio altrui con gratuità sia ancora un potente mezzo di conversione per gli altri e per me.
    Fatico comunque e sempre più spesso mi capita purtroppo di dover confermare sensazioni negative legate a persone conosciute da poco dopo un lungo e penoso lavorio di avvicinamento.
    Lotto per non perdere totalmente fiducia nell’entità uomo o donna anche se mi rendo conto che la società moderna esaspera personalità e finalità nei rapporti intrpersonali…probabilmente anche nei miei.
    La chiesa in senso di comunità di perdonati non è esente da questo fenomeno, anzi…quindi per me è durissima.
    Sono sicura che dietro a questo mio penare c’è un messaggio per me ….e non è esattamente “volemose bene…..”,c’è la misura dell’amore gratuito che punta dritto alla croce,ma vi dico la verità….non mi fa piacere! Spina.

  • stefano, 13 Ottobre 2009 @ 09:29 Reply

    quando si comprende la dimensione del peccato non c’è momento della vita in cui non ci si riconosca peccatore, ma questo deve essere trampolino per sentirsi amati altrimenti è come fare un viaggio a metà.
    un abbraccio a tutti

  • Maddalena, 13 Ottobre 2009 @ 12:28 Reply

    Baldovino di Ford ( ?-circa 1190), abate cistercense:”Il Signore conosce i pensieri e le intenzioni del nostro cuore. Indubbiamente, lui li conosce tutti; noi invece conosciamo soltanto quelli che egli ci rende manifesti mediante la grazia del discernimento. Infatti lo spirito dell’uomo non sempre sa ciò che è dentro di lui; persino quando si tratta dei propri pensieri, siano essi voluti o non voluti, si fa di essi un’idea che non sempre corrisponde alla realtà. Non può discernere con precisione neanche i pensieri che gli si presentano con evidenza allo sguardo dello spirito, tanto il suo sguardo è ottenebrato.
    Spesso succede che, per un motivo umano o che dipende dal Tentatore, il nostro pensiero ci porti a ciò che è soltanto l’apparenza della pietà, che agli occhi di Dio non merita assolutamente la ricompensa promessa alla virtù. Infatti certe cose possono assumere l’aspetto di virtù vere, come pure di vizi, e ingannare gli occhi del nostro cuore. Con la seduzione possono turbare la vista della nostra intelligenza, così da farle spesso scambiare per bene delle realtà cattive e, viceversa, farle discernere il male là dove, in effetti, il male non c’è. Questo è un aspetto della nostra miseria e ignoranza, che bisogna deplorare e temere seriamente…
    Chi può accertare se gli spiriti vengono da Dio, salvo aver ricevuto da Dio il discernimento degli spiriti ? … Tale discernimento infatti è all’origine di tutte le virtù”.

    Condivido con voi tutti anche questo pensiero, con la speranza che il Signore ci illumini a riconoscere il peccato: per sentirci perdonati, per avere più stima di noi stessi…di sentirci amati, che bello sentirsi amati,sentirsi amati completamente e non a metà, come ci suggerisce Stefano, ma amore pieno e per poter far festa.
    Baci

  • mariateresa, 13 Ottobre 2009 @ 14:10 Reply

    non è meraviglioso sapere che c’è chi ci ama come siamo, incondizionatamente, non solo: è evidente che amiamo più intensamente Lui quando decidiamoo di accettare noi stessi. grande è la Sua misericordia è sempre pronto a perdonarci!strano!! un personaggio di più di 2000 anni fa atttualissimo che ci insegna che per amore tutto è possibile. certo gli eventi della vita non sono semplici, ma che stupida che sono quando dimentico tutto questo facendo diventare tutto ultra difficile!!!! lasciare tutto per ritrovarsi più colmi di prima!!!! ci vuole abbondanza di Spirito Santo in me, ma ciò non vuol dire impossibile 🙂 Grazie Padre

  • Molly, 13 Ottobre 2009 @ 16:11 Reply

    @SPINA
    carissima mi hai fatto riflettere molto!! quanto cammino ho ancora davanti!!!

    sono sempre concentrata su di me che spesso dimentico che gli altri sono dei perdonati che sono fratelli che sono coloro che il signore mi ha messo vicino insomma io spesso li vedo come qualcosa da combattere e non ho pazienze per i loro difetti, le loro mancanza … insomma spesso mi chiedo Signore ma che ci trovi in lui/lei … capito che pretese… mi vorrei perfetta e così vorrei dei fratelli perfetti!!! sono assurda lo capisco ma più spesso questa mancanza di pazienza verso l’altro mi porta ad escluderlo e a controllare solo il mio orticello… per cercare nel mio piccolo quella felicità che il mio cuore spera ….
    stupore tanto stupore per il mio Re che ama tutti nonostante le mie stupitate!

    grazie per avermelo fatto ricordare

  • lidia, 13 Ottobre 2009 @ 16:19 Reply

    Per Paolo:
    grazie … :-)… anche se la mia esplosione nn l’ha capita nessuno, anzi …

  • Janus, 13 Ottobre 2009 @ 18:45 Reply

    @Paolo

    Uhmmm Paolo … dove vuoi arrivare ?

    La lettura della chiamata di Matteo è convincente, ed il messaggio che vuoi far passare è chiaro … (Chi può scagliare la prima pietra ? … o per rimanere in tema : “la parabola del fariseo e del pubblicano al tempio” )
    … tutto bene … (le solite piccole divergenze, che non evidenzio neanche e che, alla fine, ci uniscono 🙂 )

    Insomma tutto Ok … ma dove vuoi arrivare ?
    C’è qualcosa che non colgo … e che mi inquieta !

    Salùt

  • Paolo, 13 Ottobre 2009 @ 19:22 Reply

    @Janus
    Bho? Janus, sei malato di dietrologia! Io medito la Parola a voce alta, ognuno trova quello che lo Spirito gli suggerisce, come dice il midrash “La Torah ha 70 volti”, ho semplicemente commentato un testo (in maniera anche abbastanza usuale, fra l’altro). Che altro?

  • miriam, 13 Ottobre 2009 @ 20:56 Reply

    @Janus
    forse paolo e’ lo strumento che DIO sta usando per farti suonare la tua canzone d’ amore a LUI….non ti inquietare,ma lasciandati andare….non con la mente ma con il CUORE ….spero non ti dia fastidio questo mio intervento janus,ma lo sento forte nel cuore e te lo dico….cogli DIO col CUORE….fratello in Cristo…

  • SPINA, 13 Ottobre 2009 @ 21:59 Reply

    @Molly
    Allora siamo sullo stesso tipo di cammino….”difficoltà verso l’altro “, occorre armarsi del rampone dell’amore e tenersi ben stretti alla corda della fede ,la passione per le Alte Vette ci farà osare l’impossibile. ciao Molly non sò come mai ma questa sera mi sento montanara e scalatrice…sarà perchè il prossimo fine settimana me ne torno ad Antey…..(Valle D’Aosta )? Spina.

  • miriam, 13 Ottobre 2009 @ 23:06 Reply

    Tu ci hai amati

    per primo.

    “Tu ci hai amati per primo, o Dio.

    Noi parliamo di te

    come se ci avessi amato per primo una sola volta.

    Invece continuamente,

    di giorno in giorno per la vita intera

    tu ci ami per primo.

    Quando al mattino mi sveglio

    ed elevo a te il mio spirito,

    tu sei il primo,

    tu mi ami per primo.

    Se mi alzo all’ alba

    e immediatamente

    elevo a te il mio spirito e la mia preghiera,

    tu mi precedi,

    tu già mi hai amato per primo.

    E’ sempre così.

    E noi ingrati,

    che parliamo come se tu ci avessi amati per primo

    una volta sola…”

    S. Kierkegaard

  • rosaria, 14 Ottobre 2009 @ 06:23 Reply

    chi può scagliare la prima pietra, infatti io l’ho fatto, quante volte ho detto a me stessa “ma quella che ci fa qui? Stessa domanda ieri sera in chiesa ma poi vedendo quelle poche persone rivolte verso di Lui, nei loro sguardi ho visto la stessa cosa,chiedevano tutti pietà perdono e ringraziavano il Signore e allora… mi sono ricordata di me quando sono entrata in chiesa quella volta che……è vero, siamo un popolo di perdonati e non di giusti, siamo tutti levi perchè chiamati, siamo tutti uguali perchè Suoi figli…quante poche volte apriamo il cuore!!!!quante poche volte ci rendiamo conto che i nostri peccati sono grandi rispetto a quelli degli altri!!!quante poche volte vediamo la nostra trave piena di chiodi o buchi!!!!quanto siamo piccoli rispetto al Suo amore grande ,immenso ,pronto a chiamarci e a salvarci…..Gesù abbi pietà di me

    un abbraccio a tutti e buona giornata

  • rosaria, 14 Ottobre 2009 @ 06:23 Reply

    🙂

  • Maddalena, 14 Ottobre 2009 @ 09:35 Reply

    Sant’Isacco Siriano (VII secolo), monaco nella regione di Ninive (nell’Iraq attuale)
    Sentenze 117,118

    « Guai a voi dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili »

    Non disprezzare il peccatore, poiché tutti siamo colpevoli. Se, per amore di Dio, ti alzi contro di lui, piangi piuttosto su di lui. Perché lo disprezzi ? Disprezza piuttosto i suoi peccati e prega per lui, per essere simile a Cristo, che non si è irritato contro i peccatori, bensì ha pregato per loro (Lc 22,32) … Perché, o uomo, disprezzare il peccatore ? Sarà forse perché non è stato giusto con te ? Ma dov’è la tua giustizia, se non hai l’amore ?

    Sant’Isacco ci illumina, è proprio questo il punto, noi tendiamo sempre a disprezzare la persona e non il suo peccato e così facendo ci allontaniamo da Gesù. La nostra forza è imitare Gesù, dobbiamo pregare per loro e per noi che Gesù ci dia sempre tale forza: guardare con i Suoi occhi, i Suoi occhi d’amore. Dopo che ci ha chiamato, come ha chiamato Matteo, dobbiamo solo seguirlo, imitandolo.
    Ciao e grazie di cuore a voi tutti. Siete speciali!

  • Molly, 14 Ottobre 2009 @ 10:31 Reply

    @SPINA
    nonostante sia una cittadina spudorata conosco le alpi e ne ho tanta nostalgia… il cammino in montagna è l’ideale per la fede … a casa ho scarponcini e piccozze… forse è ora che le tiro fuori…

    grazie 🙂

  • Janus, 14 Ottobre 2009 @ 14:34 Reply

    @Paolo
    Olà Curtaz, dopo avermi fatto ridere a crepapelle con quel :
    “canti strascinati da pie devote che mettevano la pelle d’oca a qualunque giovane normo-dotato”, della precedente discussione … con questo : “Janus, sei malato di dietrologia!” … hai veramente colto nel segno 🙂 … e mi hai strappato un altro sorriso 🙂
    Non sai quanto siano vere le tue parole!
    La dietrologia è una scabbia contratta in gioventù da altri malati che ne erano stati colpiti negli anni ’70! … ora me la porto dietro … e mi rendo conto essere ostacolo alla Grazia.
    Ti chiedo quindi scusa.

    Però un rovello mi è rimasto … e rivolgo a Te ed a Tutti la questione:
    “… perchè diciamo “perdonati” ?”
    … io non ho la sicurezza di aver già ricevuto il perdono … ho la consapevolezza del mio peccato … ho la speranza del perdono … e la certezza dell’Amore di Dio … ma per il resto … saprò se la mia penitenza e la mia contrizione e la mia riparazione saranno bastate solo dopo la morte … su questa terra … non mi sentirò mai perdonato … ma “peccatore in via di perdono” 🙂

    La prospettiva del “non siamo una comunità di perfetti o di giusti” la condivido abbastanza dal punto di vista “esperienziale”, però non dobbiamo farne un “abito mentale” che rischia di non farci trovare, vedere ed ammirare quei rari uomini/donne “giusti” e “molto vicini alla perfezione” che in ogni epoca … Dio ispira e ci dona.

    Condivido molto questo tuo pensiero che sarebbe importantissimo approfondire, perchè è alla base dell’apologetica contro-relativista:
    “Non é perciò la comunità dei perfetti, di quelli che non sbagliano, come alle volte alcuni (specie non credenti) vorrebbero. Non c’é nulla di più alieno al cristianesimo di una asettica perfezione.”

    Questa frase invece trovo un po’ infelice … un po’ “calvinista” 🙂 :
    “Dio non ci ama perché siamo buoni ma amandoci ci rende buoni”

    In ultimo solo un appunto :
    Per fortuna il Vangelo e la vicenda di Matteo … non sono della Torah 😉
    Il vantaggio indubbio che abbiamo col Vangelo è proprio questo … non ci sono 70 interpretazioni possibili … e tutte vere 😉

    Salùt

  • miriam, 14 Ottobre 2009 @ 16:30 Reply

    @Janus
    “… perchè diciamo “perdonati” ?” caro Janus a volte mi sembra che tu sia un po’ confuso o troppo sicuro delle tue certezze….quindi non ti capisco spesso sinceramente 😉 ,ma vorrei provare a rispondere alla tua domanda “xk diciamo di essere perdonati?” sacramento della conversione,della penitenza,della confessione,del perdono,della riconciliazione….insomma chiamalo come vuoi , tu sei molto informato giusto 😉 riconciliare = legare di nuovo , in questo caso a DIO,dopo essere stati sciolti = assolti dal peccato e dai suoi legami rientrando in comunione con DIO e la comunita’,recuperando la dignita’…..”IL PADRE GLI CORSE INCONTRO LO ABBRACCIO’ LO BACIO’…” veniamo perdonati,la pena viene rimessa,recuperiamo la grazia,abbiamo la pace,la serenita’,aumentano le forze spirituale x il combattimento 🙂 DIO CI ACCORDA IL SUO PERDONO E LA SUA PACE….

  • Maddalena, 14 Ottobre 2009 @ 16:46 Reply

    Siamo perdonati perchè siamo stati lavati dal peccato col Battesimo e dopo se quotidianamente saremo nel giusto (per quello che un uomo può essere nel giusto), il Signore non ci abbandonerà.
    Nella mia semplicità è l’unica certezza che ho!

  • rosaria, 14 Ottobre 2009 @ 17:13 Reply

    se un padre o una madre riescono a perdonare gli sbagli dei propri figli perchè non dovrei essere certa del perdono di un Dio buono che ha dato addirittura la sua vita per noi.Se l’amore di un genitore è immenso come potrebbe essere l’amore di Dio padre di tutti noi? esistono termini per descrivere il suo amore?
    come Maddalena ,anch’io, nel mio poco è l’unica certezza che ho

  • Paolo, 14 Ottobre 2009 @ 17:31 Reply

    @Janus
    Quando riceviamo il perdono sacramentale viviamo una dimensione di grazia che il Signore ci aiuta a conservare fino alla prossima confessione! Nessuna certezza di salvezza, ovvio, ma visto che il Signore la desidera per me più di me non ho a che fare con la Guardia di Finanza! Mi pare che sia tu a diventare Calvinista (ah!ah!) con tutta quest’ansia del peccato. La frase del “ci rende buoni” è un modo di esplicitare l’iniziativa gratuita e salvifica di Dio, che trovi in tutta l tradizione della Chiesa e nelle encicliche degli ultimi papi. Rispetto al VAngelo: noi crediamo che la Rivelazione, data da Dio agli apostoli e manifestata definitivamente, sia compiuta ma non completa, continuiamo a scovare una comprensione delle verità di fede perchè la verità è manifesta ma non del tutto acquisita. Quindi: settanta volte anche per il vangelo, ma sempre nella stessa direzione (in questo il ministero del magistero di conservare il deposito della fede ci aiuta).

  • Janus, 14 Ottobre 2009 @ 18:58 Reply

    @Paolo
    🙂 🙂 Nessun’ansia … un po’ di dispena … sai i chili 😉

    La Grazia del Signore è come dice il nome stesso “gratis” 🙂 (ed in questi tempi di crisi…la Chiesa dovrebbe pubblicizzare di più questa incredibile Offerta 🙂
    … ma non scordiamoci la strada … che dobbiamo compiere per la Riconciliazione … tutto qui.

    Vedi io sono molto d’accordo, in realtà, con quello che dici e con il taglio che dai e che trovo nel Blog in relazione al peccato/perono.
    Anch’io con amici e conoscenti cerco sempre di trovare uno sguardo compassionevole nei confronti del “peccatore”… perchè io sono il primo peccatore ed il più fetente che conosca 🙁 … e poi perchè di ritrovarmi giudice ed inquisitore … con la mia biografia, proprio non mi va 🙂

    … ma so anche che viviamo in tempi di “guerra aperta” e di “realtivismo assoluto” e so, occupandomi di comunicazione, che alcuni concetti dovrebbero essere saldamente spiegati ed assimilati dai Cattolcii oggi (Apologetica)…
    .. perchè il rischio di giustificare il peccato passando per il peccatore … è molto elevato … sopratutto tra i non-credenti, che noi invece dobbiamo “avvicinare a Cristo” e verso i quali dobbiamo cercare il frutto della nostra “testimonianza di Cristo” …
    … non so se son riuscito a spiegarmi 🙁

    Io credo che oggi il problema non sia testimoniare che c’è un Dio pronto ad accogliere il pentimento di chiunque, perchè è Amore puro, grande immenso … questo viene dopo.

    … oggi il problema è porre il dubbio a molta gente che certi atteggiamenti, certe azioni, alcuni stili di vita SONO PECCATO!!
    Oggi c’è molta tendenza ad “auto assolversi” o … che è peggio … a rendere normale, giusto, legale, nobile … il peccato !

    Non riusciremo a testimoniare Cristo oggi se prima non facciamo capire a chi incontriamo che è in errore … se non capisce d’essere in pericolo come fa ad apprezzare la Salvezza.

    Ecco la battaglia … non so se mi sono spiegato.

    @rosaria
    @Maddalena
    @miriam
    😉
    … Bene così, grazie!
    Per Miriam aggiungo : ri-conciliazione … è molto di più :
    Ri= Nuovamente
    Cum= Assieme
    “Cil-“= ha due ipotesi … cito la più probabile e quella che mi piace di più:
    _da Kèllo/Kinèo = che sono verbi di moto/azione (spingere, andare, muoversi)

    Quindi = “si torna a camminare assieme” … 🙂

    Fuor di semantica è anche bello il livello semiotico di
    Conciliare = unire/condurre alla pace … ristabilire la pace fra amici, l’amicizia tra litiganti.

    Ps
    Intendiamoci, ho massimo rispetto del Sacramento della Confessione … e mi piace che sia considerato uno dei due Sacramenti della Guarigione …

    Salùt

  • laura, 14 Ottobre 2009 @ 20:03 Reply

    @Janus
    Caro Janus, dici: “Io credo che oggi il problema non sia testimoniare che c’è un Dio pronto ad accogliere il pentimento di chiunque, perchè è Amore puro, grande immenso…questo viene dopo.
    …oggi il problema è porre il dubbio a molta gente che certi atteggiamenti, certe azioni, alcuni stili di vita SONO PECCATO!!”

    Non sono convinta affatto di questo, sai perchè? Per il semplice motivo che quello che ha avvicinato me alla fede (a parte e non ultimo il Signore), non sono state norme da rispettare e sapere che certe cose erano peccato! Sapevo bene che certe cose per i credenti non erano giuste, ma non essendo credente…non ritenevo giusto rispettare norme che consideravo assurde,e secondo me non facevo male a nessuno… Invece quello che mi ha fatto capire il senso di peccato, di sbaglio è stato proprio sentirmi accolta nonostante tutto…sentirmi amata finalmente nonostante e così com’ero…e l’idea di fare qualcosa di sbagliato (quindi di peccare), voleva dire ora perdere quell’amore che non voglio più perdere! Quindi forse è vero il contrario: Prima sapere che c’è Qualcuno che mi ama, poi decidere per questo di cambiare…Semplicemente questo.
    Ciao 🙂

  • miriam, 14 Ottobre 2009 @ 22:20 Reply

    @Janus
    sinceramente?mo’ t’ ho capito nu poch meglio!ok coosi’ si, condivido…non c’e’ perdono senza pentimento!xk se non ammettiamo di aver sbagliato…..non c’e’ salvezza…bisogna abbandonare il comportamento offensivo che ci fa peccare..se non ammettiamo i nostri peccati non veniamo trasformati dal perdono divino…DIO sa dei ns peccati,ma dopo il suo perdono non tiene i peccati contro il credente…la conoscenza c’e’,ma la trasgressione e’ stata pagata..GRAZIA caro janus…i peccati perdonati,ci donano la PACE in CRISTO…ma ricevere il perdono di DIO che sono x forza rimosse le conseguenze del nostro peccato…il SIGNORE perdono’ davide,xk si era pentito con tutto se stesso,ma le conseguenze dei suo peccato andarono avanti…in questa visuale mi trovi d’ accordo con te.

  • rosaria, 15 Ottobre 2009 @ 07:41 Reply

    @Janus
    grazie…sei grande Tu con le tue convinzioni così profonde o in ogni caso diverse dalle mie, con i tuoi ragionamenti forse un pò troppo filosofici e con le tua conoscenza m’impegni di più a ragionare a capire e a meditare insomma, stuzzichi quel mio piccolo cervellino tante volte assopito o meglio che tante volte dorme un sonno profondo.
    ciao buona giornata

  • Janus, 15 Ottobre 2009 @ 15:02 Reply

    @laura
    .. cara Laura ..forse è sbagliato dire “peccato” in questo contesto , perchè effettivamente il concetto di peccato lo apprezzi pienamente in un percorso di fede e di salvezza.

    Diciamo errore, diciamo pericolo, diciamo bisogno, diciamo mancanza , diciamo malattia, diciamo quello che reputi più consono,
    ma il punto in cui credo fortemente è che solo “conquistando” la prospettiva dell’errore … che si riesce a conquistare anche la prospettiva della salvezza.

    In realtà, nel racconto della tua conversione che hai voluto “condividere” con noi, e ti ringrazio per questo … confermi quello che ho detto 🙂
    Quel : “sentirmi accolta nonostante tutto…sentirmi amata finalmente nonostante e così com’ero” … è esattamente la conferma … hai capito che c’era qualcosa che non andava … hai avuto il coraggio, al forza e la volontà di capire cosa non andava … ed hai trovato Cristo che era lì ad aspettarti… da sempre 🙂 …
    Intendiamoci l’atto di forza , l’atto di volontà dell’uomo è verso se stesso, in un percorso di fede si trasforma in una atteggiamento di “arrendevolezza”, di abbandando, di pace piena e profonda tra le braccia del Signore .

    E’ questo che voglio dire … molti hanno bisogno che qualcuno li scuota… altri hanno bisogno di esempi forti a cui riferirsi … ma di base la stragrande maggioranza ha bisogno di capire che per quanto “perfetta, giusta ed autogiustificante” la propria condotta di vita … senza Dio … è appunto arida 😉 … poi comprenderà del male che faceva, dell’offesa che recava … e comincerà il cammino 🙂

    Con questo occorre ricordare che esistono invece uomini e donne che arrivano a Cristo dalla pienezza, non dalla “mancanza” e quando li incontri ti rendi conto di quanta luce ci sia presso Dio.

    Insomma nessuno cura una malattia che non sa d’avere (tranne gli ipocondriaci :-)).
    Se tu vedi uno che è malato… e sta morendo e non glielo dici solo per “mitezza” per “quieto vivere” per – finta – pietà e compassione … non fai una bella cosa 🙂
    … donare Cristo è in ultima istanza la Carità più grande … ma Cristo è il bene più prezioso … e non può essere svenduto … va conquistato … vincendo se stessi non Lui … perchè, come dice Curtaz, Cristo si dona a tutti e gratuitamente …

    Oggi i non-credenti, ma anche molti credenti, vivono in una condizione di “legittimazione” dell’errore, sia in gruppi sociali, sia … ed è peggio … di leggittimazione dell’errore in campo soggettivo, in una sorta di “auto-deificazione” …

    Credo che la cosa sia sotto gli occhi di tutti e di non dire cose particolarmente originali … è in conseguenza a questo che credo fortemente che occorra rivendicare la dimensione del “peccato” … perchè vivamo in un mondo dove la realtà è offuscata e la Verità sovvertita … si vive senza il sentimento del peccato senza la responsabilità della propria vita e delle proprie azioni … pare che ogni perversione, ogni libido, ogni desiderio debbano, possano e sia giusto e leggittimo soddisfare.
    Ecco quest’abito mentale va combattuto … da tutti noi con una salda preparazione apologetica e con una vita che possa essere esempio e testimonianza … anche nel peccato … senza giustificarlo, ma testimoniando la fatica e la gioia della risalita … tutto qui …

    Ed eccoci al succo: ha ragione Curtaz … la nostra comunità non è fatta di perfetti o di giusti, ma di perdonati … noi dobbiamo testimoniare con la nostra vita la gioiosa fatica di cercare questo perdono, senza offuscare l’esistenza del peccato …

    Questa discussione mi permete di rivelare che è proprio il senso profondo di questo ragionamento che mi ha fatto apprezzare Paolo Curtaz … perchè Curtaz è, sul filo di questo ragionamento, un esempio da seguire … ed io ho apprezzato tutto ciò che avrebbe potuto fare … traendo (ve lo assicuro, perchè conosco il circo mediatico) un beneficio enorme in termini di “rendita materiale personale” … e non ha fatto !!!

    Salùt.

  • alba, 15 Ottobre 2009 @ 15:45 Reply

    Disistima di se’ sentirsi imperdonabili, peccato e giudizio….zavorre che mi porto dietro dall’infanzia da una rigida ed. religiosa e che sto tentando a poco a poco di rielaborare….nel passaggio RIGENERANTE dal Dio giudice al Dio AMORE….

  • laura, 15 Ottobre 2009 @ 15:48 Reply

    @Janus
    Caro Janus, grazie per la tua risposta, ora sono un po più d’accordo con te, specialmente sul dover testimoniare con la nostra vita che si può sbagliare e risalire, la “gioiosa fatica di cercare il perdono”, sapendo che certe cose sono sbagliate.
    Ma secondo me non occorre rafforzare il senso del peccato più di quanto non lo sia già…secondo me è la cosa che salta all’occhio subito, e purtroppo prima e più forte di quanto non appaia l’Amore di Gesù per noi.
    Continuo a pensare che converta di più sapere di essere amati, di poter essere perdonati, che sapere di aver peccato, e magari erroneamente disperare di essere perdonati. Credo che non si parli abbastanza invece della Misericordia di Dio…o almeno è stato “pubblicizzato” molto di più il senso del peccato…
    Non credo che qualcuno si converta sentendosi condannato, che si senta attratto da un Dio giudice, da una fede che principalmente sembra fatta di divieti…
    Ciao! 😉

  • Janus, 15 Ottobre 2009 @ 16:44 Reply

    Confesso che domenica sapevo d’esser troppo vecchio, troppo grasso, troppo stanco, troppo spompo per giocare … e mi son detto : E’ tutto vero, ma non oggi!
    … ora sono a casa , rigido come uno stoccafisso e dolente ovunque anche nelle cartilagini delle orecchie 🙂
    Ecco perchè ho un po’ di tempo 🙂 🙂

    @laura
    Laura, se ti va,
    – Fammi un esempio di come, in cosa, perchè,
    oggi un non-credente debba vivere il senso di oppressione del peccato 🙂

    – Fammi un esempio dei divieti che uccidono la libertà individuale, previsti della nostra Fede 🙂

    Grazie
    Salùt

  • Maddalena, 15 Ottobre 2009 @ 16:59 Reply

    @Janus

    …adesso ho capito!

    “Credo che la cosa sia sotto gli occhi di tutti e di non dire cose particolarmente originali … è in conseguenza a questo che credo fortemente che occorra rivendicare la dimensione del “peccato” … perchè vivamo in un mondo dove la realtà è offuscata e la Verità sovvertita … si vive senza il sentimento del peccato senza la responsabilità della propria vita e delle proprie azioni … pare che ogni perversione, ogni libido, ogni desiderio debbano, possano e sia giusto e leggittimo soddisfare.
    Ecco quest’abito mentale va combattuto … da tutti noi con una salda preparazione apologetica e con una vita che possa essere esempio e testimonianza … anche nel peccato … senza giustificarlo, ma testimoniando la fatica e la gioia della risalita … tutto qui …”

    è il Tutto.
    Il peccato non si riconosce più come tale.

    Oggi che hai un pò di tempo ti chiederei, cortesemente, una spiegazione,
    non riesco a comprendere la differenza tra:”esistono invece uomini e donne che arrivano a Cristo dalla pienezza, non dalla “mancanza”
    che cosa significa arrivare dalla pienezza e non dalla mancanza?
    Grazie di cuore.

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