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Un popolo di cercati (18,12-14)
“Che ve ne pare? Un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una; non lascerà forse le 99 sui monti per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.”

Il sogno di Dio, la Chiesa, è un popolo di cercati, di persone che fanno l’esperienza dell’essere torvati e ricondotti all’ovile della verità e dell’amore, proprio come la pecora della parabola. La Chiesa è un popolo di perdonati, di peccatori ritrovati. Gesù ci dice:”Hai un cuore di bambino? Lasciati ritrovare, lasciati portare sulle spalle.” Attenti al rischio del sentirsi come le altre 99 pecore che aspettano all’ovile. Attenti all’atteggiamenti ipocrita di chi, di fronte a Dio, non ha nulla da chiedere, nulla da scusare. Se togliete Cristo, la Chiesa non ha senso di esistere. Se togliete la sua passione, il suo progetto, il suo sogno, la Chiesa non si può spiegare. Chi di noi avrebbe scelto quei dodici? Chi di noi, al posto di Dio, avrebbe corso il rischio di vedere il proprio messaggio di vita stravolto dalla miseria degli uomini? Dio avrebbe potuto scegliere migliaia di modi per stare in mezzo a noi. Modi più accessibili, più immediati, di presentarsi all’umanità, di restare presente, di consigliare. Che so: magari attraverso un net-work costrito “ad hoc” … No: Dio sceglie di stare in mezzo a noi attraverso il volto quotidiano, banale, mdiocre degli uomini, di questi uomini che compongono la chiesa. Tutto ciò accade in perfetta sintonia con la logica dell’incarnazione, per dirci ancora una volta che l’umanità è benedetta, che benedetto è il nostro agire, il nostro vivere sulla terra.

Un popolo che si fa carico (18,15-18)
“Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni; se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea e se non ascolterà neppure l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano”

Il sogno di Dio è un popolo di cercati, un popolo che si fa carico gli uni degli altri, la “prise en charge.” Rifletteremo poi sul rischio di esprimere giudizi, sul fatto di costruire cappotti addosso agli altri, magari con entusiasmo cristiano. Per ora riflettiamo sul rischio di disinteressarci gli uni degli altri, di vivere appartati, di non volere avere guai, di elaborare contratti taciti per cui io non ti disturbo ma tu, per cortesia, non mi disturbare … Ho ricevuto in questi giorni la fotocopia di una lettera che un mio amico prete francese ha indirizzato ai suoi liceali all’indomani dell’ennesimo suicidio (due in tre mesi). E’ un atto d’accusa contro l’ipocrisia degli adulti che si rifiutano di vedere la solitudine e il vuoto dei giovani, un’impressionante serie di “assez!”, “basta!”, buttato in faccia al mondo degli adulti. Mi raccontava come il preside l’abbia preso da parte pregandolo di non creare allarmismi. Al secondo suicidio! In questa lettera aperta Vincent dice: “Basta nascondere le proprie paure dietro alla parole “libertà”, per cui tu sei libero di fare ciò che vuoi solo perché io non so dirti come fare altrimenti! E concludeva aprendosi alla speranza, indicando il senso nell’Amore incarnato che è Dio.
Questa è la correzione fraterna: vedere la fragilità e farsene carico, senza nasconderla in una presunta e ipocrita libertà di azione. A risposta dell’inquietante vuoto che ci circonda, occorre reagire con una professione di fede chiara, fiduciosa, in Dio e nell’uomo. Davanti all’ipocrisia e alla menzogna del mondo dobbiamo tacere?  Dobbiamo tacere, dire rosari e non rompere? No, scusate, correzione fraterna siginifica dire la Verità, con tutto rispetto per chi sbaglia. Papa Giovanni diceva: occorre odiare il peccato amando il peccatore.”
Nulla: il nostro mondo non sa cosa dire, dove indirizzare. A scuola un ragazzo ha un problema e nessuno se ne prende cura, scherziamo? Ci vuole lo psicologo, e così nessuno educa, nessuno indirizza.
Gesù sogna una comunità che si fa carico, senza giudizio, con discrezione. La difficoltà ( e dobbiamo invocare lo Spirito che ci aiuti) è di aiutare senza invadere, senza fare violenza alla libertà e alle scelte altrui, ma essere vicini, essere disponibili.


45 Comments

  • ww, 2 Febbraio 2010 @ 01:30 Reply

    Trovo veramente difficile e foriero di dubbi l’argomento della correzione fraterna.
    Quando qualcuno mi vuole correggere, deve essere veramente bravo a non farmelo pesare.
    Mi succede di dover correggere fraternamente; preferirei evitarlo.
    A volte penso che sbagliando si impara, che a sbagliare siamo bravissimi già da noi e che non siamo nessuno per indicare a un altro che sta sbagliando.
    Altre volte mi pento di aver lasciato qualcuno libero di sbagliare.
    Diciamo che la maggior parte di volte, in preda ai dubbi, la soluzione che cerco di adottare è quella di “farmi prossimo”, però ci vorrebbe un libretto di istruzioni.

    Mi sa che la linea guida è la Verità e il manuale d’uso è il Vangelo.

  • Jenny, 2 Febbraio 2010 @ 09:53 Reply

    Come si fa ad aiutare il prossimo,se non ti ascolta? Ti dice che sei una bigotta.
    Sono piena di problemi,ho affidato tutto a Dio spero che mi aiuti,per mia sorella x mia figlia e tanti altri minori problemi.Vorrei tanto che mia sorella,malata grave, facesse la pace con l’altra sorella,ma non so come affrontare il caso. Saluti a tutti.A don Sandro una preghiera reciproca.

  • alex, 2 Febbraio 2010 @ 12:32 Reply

    (sul secondo paragrafo)
    Caro Paolo,
    sono d’accordo – come sempre – con te, ma a volte mi dico:”ma cosa possiamo fare noi? Noi non siamo ‘servi inutili’? Quante parole dico, e il 90% delle volte nessuno mi ascolta… O l’uomo riesce ad ascoltare l’azione di Dio nel suo cuore oppure… in virtù del libero arbitrio, continueranno le tenebre, ma cosa possiamo fare noi”?

    Ma allora: siamo “servi inutili” o no?

  • Lucia1, 2 Febbraio 2010 @ 12:56 Reply

    Vedere la fragilità e farsene carico: parole pesanti come macigni.
    Non è affatto facile. Bisogna saperlo fare altrimenti corri il rischio di fare danni peggiori. Io non so come si fa, so però che una mia “fragilità” è il non saper gestire emotivamente le “fragilità” altrui: le vivo in “empatia”, le soffro sulla mia pelle, ma non so mai cosa fare.
    La maggior parte dei miei 25 alunni dimostra una fragilità impressionante, mai incontrata in 37 anni di insegnamento ed io sono completamente impotente davanti a genitori (hanno anche essi i loro problemi, per carità!) che chiudono occhi ed orecchi davanti a quelle che sono le vere difficoltà dei loro figli. Basta che vadano bene a scuola, che siano i migliori, ma che si sentano bene e a loro agio nella vita sembra che abbia poca importanza: devono essere competitivi!
    Avrei montagne d’inchiostro da scrivere su questi bambini, il nostro futuro, la speranza del domani, ma non vi tedio; io mi limito a parlare molto con loro, ad ascoltarli, a dir loro che gli voglio bene e ad abbracciarli stretti quando li vedo in difficoltà (non avete idea quanto desiderano essere cocccolati anche se hanno ormai 10 anni).
    Scusate lo sfogo, ma l’argomento per me tocca un nervo scoperto: mi sento così incapace ed impotente!

    Un abbraccio sconsolato da una maestra ormai vicina alla pensione.

  • mario, 2 Febbraio 2010 @ 14:31 Reply

    “Quando si ha il cuore libero da qualsiasi amarezza e colmo di sincera amicizia per il prossimo, allora soltanto gli altri possono accettare osservazioni e insegnamenti” (Roger Schutz).

  • Paolo, 2 Febbraio 2010 @ 14:35 Reply

    @ alex
    Siamo servi inutili a cui il Signore affida l’annuncio del Vangelo, per preparare la strada alla sua venuta. Non siamo noi a salvare il mondo, il mondo è già salvo! Possiamo, però, vivere da salvati. E il resto lasciamolo fare al Signore, il seme cresce, come il contadino non lo sa…

  • molly, 2 Febbraio 2010 @ 21:20 Reply

    mi è sempre piaciuto pensarmi pecorella smarrita perchè ero quella che veniva cercata… che bella soddisfazione però il Pastore ha lasciato ben 99 pecore per cercare solo me! wow! poi mi chiedevo chi fossero quelle 99 se io ero la smarrita…
    pensavo anche: lasciare le altre sui monti era lasciarle in dei pascoli freschi senza pericolo tipo Heidi avete presente (va bhe quelle erano capre ma fa lo stesso!!)
    Ecco: la Chiesa sono le 99 pecore che stanno sempre con il pastoreche se Lui la lascia lo fa in tutta sicurezza e con tanto cibo!!!

    scusate torno tra poco….

  • Lucia1, 3 Febbraio 2010 @ 08:26 Reply

    @ Paolo
    Scusa Paolo, tu dici spesso che il mondo è già salvo; è una cosa che teologicamente capisco, ma che a livello di esperienza faccio fatica a credere e capire. Potresti darci lumi maggiori, per favore?
    (Sempre se ne hai voglia e tempo naturalmente)
    Grazie.

  • lucia viani, 3 Febbraio 2010 @ 16:06 Reply

    “come è lungo, Signore, arrivare a capire che soltanto di pietà possiamo essere amati. E che nessuna stima, nessuna ammirazione, nessuna fiducia può venirci da Te, senza che sia passata la tua misericordia” Madaleine Delbrel.

    Grazie Paolo.
    Se solo ci lasciassimo amare….beh, tutto sarebbe molto più semplice. Semplice anche e soprattutto accogliere se stessi, nelle proprie debolezze e fragilità, che con l’amore di Dio diventano forze!
    Correggere? Che bello quando qualcuno corregge me!

  • Maddalena, 3 Febbraio 2010 @ 16:29 Reply

    Il sogno di Dio è un popolo di cercati, un popolo che si fa carico gli uni degli altri”
    Sant’Agostino ci istruisce dicendo: “Ti confesso che trovo quanto mai naturale abbandonarmi interamente all’affetto degli intimi amici, specie quando sono oppresso dagli scandali del mondo: nel loro cuore trovo riposo scevro di preoccupazione, essendo persuaso che in esso c’e’ Dio, e in Lui mi abbandono sicuro e sicuro riposo”.
    Poter avere persone amiche in cui rifugiarsi, ci può rinfrancare nelle vicissitudini quotidiane. Quando si inizia a non essere più disponibili, a non farsi più carico dei problemi altrui, quando si inizia ad essere tiepidi, in quel preciso istante bisogna invocare lo Spirito e chiederGli l’unione, e’ nell’unione dello Spirito che riparte il ritmo del nostro cuore e ci fa essere: UN CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA.

  • Paolo, 3 Febbraio 2010 @ 20:05 Reply

    @ lucia 1
    Il Regno è in mezzo a noi, dice il Signore Gesù, a noi di scoprirne le tracce, di intuirne i percorsi, di individuarne le manifestazioni. La grande guerra di luce e tenebre l’ha vinta il Signore Gesù, noi ora vediamo le battaglie di un nemico sconfitto, in attesa del ritorno del Signore nella gloria. Questa è la nostra fede…

  • Lucia1, 4 Febbraio 2010 @ 08:22 Reply

    @ Paolo

    Grazie, mi sembra di capire che è solo una questione di occhi e di come noi guardiamo…
    La mia fede ha ancora molta strada da fare!

  • lucia viani, 4 Febbraio 2010 @ 10:08 Reply

    @lucia1
    che bel nome ce hai!!! 🙂

    grazie per la tua bella condivisione. Ognuno nella propria esperienza quotidiana, vive molte situazioni di fragilità.
    senza la pretesa di aiutare nessuno, ho imparato che per aiutare concretamente chi soffre di inceretezze, bisogna innanzitutto vedere le proprie, averne pietà e sorriderne…sapendo per fede che il Signore ci guarda con soddisfazione, perchè Lui ci ha scelti e per Lui siamo unici e irripetibili.
    Troppa severità, talvolta verso noi stessi, non fa altro che metterci il prosciutto sugli occhi anche nei confronti delle debolezze degli altri, e trattiamo tutto e tutti con lo stesso metro di misura: durezza e razionalità!.
    Non vi può essere misericordia per gli altri, se non abbiamo misericordia verso noi stessi.

    Eppoi, guardiamo Gesù!! Dio in Gesù ha misericordia di se stesso!!! e resuscita!

    Che bello!

    un abbraccio!

    ps.
    @Paolo
    ma Tatia è sicuro che Gesù sappia di cartone? a mia figlia pare che sappia più di polistirolo!!!
    Grande e bellissimo racconto!

  • Molly, 4 Febbraio 2010 @ 10:38 Reply

    Grazie Paolo per le parole che hai detto a Lucia1 … spesso me le ripeto quando la morte mi travolge, quando il buio sembra prevalere… il mio cuore trova riposo in questo: il Signore ha già vinto, e per sempre, quando tornerà troverà la fede?
    io mi dico spera cuore mio, sempre nel tuo Signore, nel tuo Re. quanto è difficile a volte confidare che il nemico è già sconfitto, come portare anche agli altri queste parole di speranza? gli altri!
    il prossimo tuo, quello che ti è vicino…
    il nemico invece cerca di farti ritirare nel tuo piccolo, farti gurdare solo il tuo orticello, è molto forte in città questo fatto, l’altro da fastidio e ti è nemico …

  • Janus, 4 Febbraio 2010 @ 15:01 Reply

    @ Paolo….
    … ni Paolo … ni 😉

    Come sai, io non sono poi così convinto che il mondo sia salvo … ho la certezza che si salverà e che le tenebre non prevarranno … ma nel frattempo credo che ci sia un bel po’ di lavoro da fare 🙂

    Io ho capito che Cristo è non solo compimento di attese anterioriori, ma è “sintesi” anche di tutto il pensiero posteriore.

    Leggendo il tema del post mi è venuta in mente la famosa frase di M.L.KING “Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti” … parole divenute famose … già scritte nei Vangeli, già espresse da Gesù… ma forse i profeti sono proprio coloro che sanno dire col vestito nuovo cose antiche (parafrasando Guccini)… ovvero le rendono attuali, comprensibili e ne fanno sentiero per il futuro.

    Esser cercati , esser trovati .. in un gioco di specchi dove, basta cambiar prospettiva … siamo contemporaneamente cercati e cercatori … di Verità.

    Io non so se, come dici tu, sono “salvato” … so per certo però che la Salvezza esiste … e questo già mi basta e mi conforta 🙂

    Un tempo dalle mie parti si diceva “esser esempio” … come dire … le parole non servono … serve vivere … integralmente!

    Salùt

  • Paolo, 4 Febbraio 2010 @ 15:52 Reply

    @ janus
    Siamo nelle sottigliezze teologiche. Fa parte del deposito della fede credere che Gesù ci ha salvato, ci ha redento, non è qualcosa che ancora deve accadere. Dio desidera la salvezza di ogni uomo (cfr. Gv 6) e si opera affinché questo accada, la salvezza che è avvenuta è nelle mani della libertà del singolo uomo che può rifiutarla, nonostante l’impegno di Dio.
    Non si tratta quindi di una salvezza data anche se uno non la vuole, o ancora da realizzare. Possiamo partecipare attivamente al desiderio di salvezza di Dio aiutando i nostri fratelli a incontrare Dio in Cristo nello Spirito.
    Quindi: certo il buon esempio, operiamo per la nostra salvezza, ma accogliendola, non meritandola, e portando frutti di conversione.
    E’ sempre un piacere disquisire con te, specialmente quando non prendi fuoco (io, diversamente da te, sono nato diplomatico, fin troppo!).
    Un abbraccio fraterno

  • Molly, 4 Febbraio 2010 @ 15:56 Reply

    caro Janus mi piace sempre quello che scrivi, mi fai sempre riflettere. mi fai sempre andare oltre le mie piccole idee.
    grazie.

    forse sembrerò sempliciotta in quello che scrivo … eppure ne sono convinta, eppure lo dico con il cuore. grido spesso a me stessa che il Signore ha già vinto e non è solo un risorto è lui stesso resurrezione, la morte è già vinta! già vinta, già vinta quella notte, in quel sepolcro freddo.
    non devo convincere nessuno ne volgio annoiare nessuno ma sento profondamente vero quello che ha scritto Paolo: noi ora vediamo le battaglie di un nemico sconfitto, in attesa del ritorno del Signore nella gloria! qual’è il problema allora?
    è che noi, IO per PRIMA, non viviamo come figli della luce ma delle tenebre che hanno fatto in modo di imbavagliarci (il silenzio degli onesti) tutti per farci credere che tutto è perduto, ma non lo è! io sono una di quelle che ha scelto di cercare, si mi sono messa in testa un giorno di sfidare il Signore e gli ho detto che se il suo vangelo era vero lo era anche per me ed anche io avrei potuto e voluto incontrarlo, poi ho scoperto che lui stesso mi cercava… bhè si mi aspettava sotto la croce ma questo è un altro discorso!

    ciao fratello un sorriso
    Molly

  • Tiziana, 7 Febbraio 2010 @ 22:17 Reply

    C’è una preghiera che il sacerdote recita nella santa messa, dopo il Santus, e dice:… non guardare ai nostri peccati ma guarda alla fede della tua Chiesa….E’ la mia consolazione perchè Gesù sa quanta fatica faccio ad essere una buona cristiana.
    Nella preghiera chiedo di aumentare la mia fede affichè io possa credere veramente nella Salvezza, nella sua Misericordia. Si,siamo un popolo di cercati attraverso le nostrte opere di bene e di carità verso gli altri e verso noi stessi. Mi piace questa Chiesa formata da tante persone che vanno nella stessa direzione, ognuno con il proprio fardello di bene ma anche di male. E mi piace che con il sostegno , la solidarietà, la carità ci aiutiamo a vicenda per arrivare alla meta. E il Signore, nonostante tutto, è la ad aspettarci.
    Grazie a voi per quello che scrivete, anche questo è un modo di sostegno e di correzione fraterna per tutti.

  • laura, 8 Febbraio 2010 @ 10:10 Reply

    @ Paolo
    vorrei chiederti di spiegarmi una parte del vangelo che da un paio di anni “mi fa scervellare” perchè se è vero che il Signore ci ha già fatto dono della salvezza e sta a noi accoglierla o rifiutarla, e se è vero che Lui non aspetta altro che noi diciamo”si”, come è possibile che poi leggiamo:
    “Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi e Dio gli darà la vita (come) a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte. Ma vi sono peccati che conducono alla morte; per questi dico di non pregare. Ogni iniquità è peccato; ma vi è peccato che non conduce alla morte.”
    1 Gv 5,16-17
    Non è un controsenso? Come se per qualcuno non ci fosse speranza di salvezza, come se pure Lui non ne avesse. Ma se togliamo la speranza…

  • Paolo, 8 Febbraio 2010 @ 10:38 Reply

    Bella domanda!
    Penso che sia legato al peccato della bestemmia contro lo Spirito Santo anche quello di difficile interpretazione…
    Penso che si intenda (e condivido) che c’è un’ostinazione che ci allontana da Dio e Dio rispetta la nostra libertà.
    A livello storico questo brano è servito per motivare il fatto che non preghiamo per chi ha fatto la scelta definitiva di allontanamento da Dio (le anime all’inferno che spero che sia vuoto)

  • laura, 8 Febbraio 2010 @ 10:46 Reply

    @ Paolo
    lo spero anche io che sia vuoto! E sono contenta di poter continuare a sperare e pregare per tutti.
    Grazie Paolo!

  • Janus, 8 Febbraio 2010 @ 14:58 Reply

    @ Paolo
    Caro amico, ben sai che invidio la mitezza, tua come quella di chiunque altro 🙂

    In merito alla questione posta, io credo che Sant’Agostino ci abbia ben illuminato con la riflessione (enigma del tempo) sul “presente” della nostra Fede.
    Presente delle cose passate, presente delle cose attuali, presente delle cose future.

    Come ben dici tu, Cristo ha vinto le tenebre … ed offre questa vittoria a tutti gli uomini … ma è in questo presente che si itera la Fede … che si conferma , che si svela… come animata da una principio incoativo perenne (ciò che ricomincia ogni volta … nell’esperienza di ciscuno).

    Dio è l’Essere … e come tale ha un principio fondamentale… che è quello della non contraddizione di se 🙂

    Anche la Genesi (che in alcune parti è un vero e proprio proto-Vangelo) contiene la profezia del tallone della Donna che schiaccerà il serpente 🙂

    Dio non ritira mai i propri doni e le proprie promesse.

    Hai ragione … in molto … ma più che dire che Cristo ha salvato il mondo … direi che Cristo ha portato la Salvezza per il mondo … ora sta la mondo 😉

    Questo è solo per evitare poi gli errori (a mio modestissimo avvisio) alla Hans Kung … io, che invece credo … l’inferno sia pieno 🙁

    A presto.
    Salùt.

  • Lucia1, 8 Febbraio 2010 @ 15:16 Reply

    @Janus

    Che tristezza, Janus, che disperazione ciò che tu credi.
    Io non lo so se l’inferno sia abitato (le profondità del cuore umano le conosce solo Lui), ma spero che non sia così.
    La mia speranza risiede nella Parola: San Paolo scrive che “alla fine Dio sarà tutto in tutti”, non so come e non mi importa saperlo, si arrangerà Lui….
    Non ti pare svilente che Dio si sia incarnato e sia morto in quel modo solo per alcuni di noi?
    Io non ne so di teologia più di tanto, ma il mio Dio lascia le 99 pecore e va cercare quella che si è smarrita, non è lei che lo cerca o si fa trovare, è Lui che la cerca, lei è solo destinataria dell’infinito amore del pastore.
    Non pretendo di convincerti di nulla, ti chiedo solo di cercare di aprirti alla possibilità che le cose non siano proprio e sicuramente come credi tu, come d’altra parte provo a fare anch’io.

    Un abbraccio

  • Paolo, 8 Febbraio 2010 @ 17:59 Reply

    @ janus e lucia1
    Può essere utile la catechesi sui Novissimi di Giovanni Paolo II:

    La dannazione rimane una reale possibilità, ma non ci è dato di conoscere, senza speciale rivelazione divina, se e quali esseri umani vi siano effettivamente coinvolti. Il pensiero dell’inferno – tanto meno l’utilizzazione impropria delle immagini bibliche – non deve creare psicosi o angoscia, ma rappresenta un necessario e salutare monito alla libertà, all’interno dell’annuncio che Gesù Risorto ha vinto Satana, donandoci lo Spirito di Dio, che ci fa invocare “Abbà, Padre” (Rm 8, 15; Gal 4, 6).

    Testo completo su http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1999/documents/hf_jp-ii_aud_28071999_it.html

  • lucia viani, 8 Febbraio 2010 @ 19:29 Reply

    Cari amici,
    che bella questa condivisione sui misteri che non ci è dato penetrare….che bello essere limitati!!!:-)
    Beh, riguardo all’inferno a volte mi domando, quando recitiamo il Credo, cosa affermiamo dicendo che anche Gesù discese agli inferi dopo la morte?
    Io credo che questa sia l’ultima e grande opera messianiaca del Cristo che ridona luce là dove ci sono le tenebre.
    Ovvero, ha ridotto « all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo », liberando « così tutti quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita » (Eb 2,14-15)
    Cristo risuscitato ha « potere sopra la morte e sopra gli inferi » (Ap 1,18) e « nel nome di Gesù ogni ginocchio » si piega « nei cieli, sulla terra e sotto terra » (Fil 2,10)

    Con questo credo fermamente che se la nostra fede è ferma sulla meravigliosa certezza che Cristo ha vinto la morte, io credo che essa non esista più….ed in qualche modo non c’è libertà di scelta. 🙂
    Coloro che vivono convinti, contenti e coerenti nel peccato in questo mondo, alla fine della fiera vivono già il loro inferno nella vita presente.

    Forse è una convizione un po’ azzardata la mia, ma mi dico, se Cristo ha vinto, ha vinto, punto e basta….non c’è stato pareggio! o no?

    Buona serata a tutti!

  • Lucia1, 8 Febbraio 2010 @ 22:07 Reply

    @ Paolo

    Grazie mille della segnalazione: mi sembra chiara e rasserenante (continuo però a sperare che il Signore cerchi di afferrare per i capelli ognuno di noi, anche all’ultimissimo momento).
    Ciao!

  • cinzia, 9 Febbraio 2010 @ 02:16 Reply

    credere che l’inferno sia “vuoto” è una speranza x tutti… anche che il Signore si adoperi x acchiapparci x i capelli anche all’ultimo momento; (forse è il caso che mi faccia crescere i capelli così sono + acchiappabile ).
    Condivido con voi un esperienza:
    Qualche mese fa mi è stato proposto di prestare servizio in parrocchia come aiuto catechista.
    Ho accettato, anche se questo tipo di esperienza pastorale ancora mi mancava .
    La suorina preposta a gestire la catechesi dei bimbi di 2 elementare ha una concezione tremenda della suddivisione tra “inferno e paradiso”.
    Più di una volta l’ho sentita dire frasi del tipo: “Se fate un peccato, bambini, l’angelo della morte scrive su un quaderno nero tutti i vostri errori, poi quando morite Dio se legge un peccato vi manda all’inferno e per voi sarà la disperazione senza fine”.
    Ovviamente io (e non solo io) abbiamo fatto presente la cosa a chi di dovere e in corsa stiamo tutti cercando di “aggiustare il tiro” con le catechesi cercando di condurre i bambini verso la Misericordia immensa del Signore e del suo smisurato amore x noi…
    A casa con lorenzo ci siamo interrogati su come alcune persone vivano ancora una fede così “triste”.
    La novità è che Gesù è morto per questo e molti ancora non lo sanno….

    grazie per le vostre belle condivisioni…
    A proposito di catechismo e di prima comunione:
    Paolo l’ultimo libro “Mattia va alla prima comunione” è splendido.
    Lo stiamo leggendo con la bimba e anche lei gradisce…;D

  • Paolo, 9 Febbraio 2010 @ 10:15 Reply

    La volontà di Dio di salvarci è assoluta! (cfr Gv 6), il problema è se vogliamo essere salvati o meno! E’ in gioco la libertà degli uomini, se siamo “costretti” ad amarlo siamo dei burattini! L’inferno è la possibilità di rifiutare l’amore, quindi il Signore, come dice Dt, “ci perseguita con i suoi benefici” ma non ci costringe mai!

    Nel brano di GP2 si dice una cosa molto bella, che non sappiamo quale sia il destino degli uomini che rifiutano Dio. La Chiesa, nella sua splendida prudenza, proclama i beati e i santi, ma non i dannati! Non esiste un processo di demonizzazione, perciò continuiamo sempre a sperare.

  • Janus, 9 Febbraio 2010 @ 15:10 Reply

    @ Paolo
    Grazie per l’indicazione. Valida, solida e piena di speranza … come il Papa Polacco.

    Io, fuor di angoscia e mortificazione, terrore e paura, cilicio e punizioni corporali (condizioni che non mi sono proprie 🙂 ) voglio solo sottolineare che l’uomo è agente … non agito (come ben sottolinea il Curtaz) … ed anzi è destinatario e co-artefice del Regno.

    Ribadisco che Cristo, su questa terra è inerme senza la volontà dell’uomo di copiere il bene …

    Lo sottolineo spesso perchè a volte, colgo (non qui) un atteggiamento un po’ troppo da “scarico di responsabilità” da parte dei “cattolici” … 🙂

    Cristo ha vinto le tenebre, ed ha donato la Salvezza all’uomo … per l’uomo la Vittoria di Cristo è condizione necessaria, ma non sufficiente alla propria salvezza.

    L’immagine dell’inferno “pieno”, non è mia, ma di molti mistici … credo anch’io che Cristo aneli senza posa il fatto che l’inferno non si riempia oltre e che le preghiere qualche anima la strappino pure dalle fiamme … ma proprio vuoto non deve essere se Gesù ci ha passato 3 giorni per annunciare anche li la Vittoria sulle tenebre.

    Io ho poche certezze, molti dubbi ed una grande ignoranza, ma ho anche un grande ottimismo ed un sorriso incrollabile nei confronti del mondo e dell’uomo.

    Ad 8 anni ero già una peste e se mi fosse capitata la suorina di Cinzia … avrei detto che se all’inferno non c’era gente come lei … bhe meglio l’inferno 🙂
    Alle medie un prof un po’ troppo “inquadrato” mi disse che tutto ciò che odiavo, che non mi piaceva, che mi faceva sentire male .. tutto quello era fascismo 🙂 … io lo guardai e gli gridai in faccia “fascista!” 🙂 🙂 … poi ho scoperto che la storia aveva in serbo un altro copione per il sottoscritto.

    A presto,
    salùt

  • laura, 9 Febbraio 2010 @ 17:58 Reply

    @ Paolo
    che bella quella frase “il Signore ci perseguita con i suoi benefici”!!!
    Per favore mi diresti quale parte è del Dt?
    Grazie 🙂

  • miriam, 9 Febbraio 2010 @ 18:43 Reply

    un saluto fraterno a tutti 🙂 quanto mi piace questo post!!!!condivido tutto!!!!se diciamo di credere ,se ci impegnamo a vivere il vangelo, se questo mondo ci e’ stato dato in custodia, se siamo fratelli in cristo…..come possiamo pensare che il disagio che vive il prossimo non e’ il nostro?occorre veramente capire la LIBERTA’ D’AMORE e di AMARE ….siamo responsabile l’uno dell’altro….quando recitiamo il CONFESSO….diciamo ” confesso a DIO ONNIPOTENTE e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri,opere e omissioni….” dobbiamo soccorrere ….formandoci sempre di piu’ alla scuola di GESU’!!!!!tra l’ altro non penso che l’inferno sia pieno sinceramente….il sangue versato dal nostro signore gesu’ cristo continua a purificare ogni figlio del padre celeste….non dimentichiamoci che il giudizio divino e’ diverso da quello umano come pure il suo tempo….e poi il nostro DIO E’ IL DIO DELLA MISERICORDIA…lotta duramente per convertire il cuore dei suoi figli…e per quanto ci lascia liberi ci vuole con se….

  • Maddalena, 10 Febbraio 2010 @ 10:45 Reply

    “grande ottimismo ed un sorriso incrollabile nei confronti del mondo e dell’uomo”.
    Riporto questa frase di Janus perchè è vitale per tutti noi e vorrei aggiungere che Gesù è sceso nelle tenebre proprio per salvarci, per salvare tutti. Quando è andato laggiù, ha portato via con se molte anime, compreso Adamo. Le interpretazioni possono essere tante, lo so, ma io evinco (mi piace crederlo) che abbia portato via proprio tutti.
    Tempo fa mi chiedevo sempre:”ma tutti coloro che hanno vissuto prima della venuta di Gesù che fine hanno fatto dopo la loro morte?” Questa domanda la custodivo e non riuscivo ad avere risposta…ma un venerdì santo, leggendo le Letture in Chiesa, ho scoperto che Gesù nell’abisso delle tenebre, proprio in quei tre giorni aveva incontrato Adamo e tanti altri e che dopo li avava portati via con se. Che felicità per la loro salvezza e che sollievo per me, Dio mi aveva dato la risposta.
    Ciao a tutti e buona giornata.

  • lucia viani, 10 Febbraio 2010 @ 13:04 Reply

    che bello quanto scrivete! Mi riempite il cuore di gioia!

    @Paolo and Janus
    leggo tra le righe dei vostri commenti una briciola di malumore…sicuramente mi sbaglio, ma ho la sensazione che sia presa troppo sul serio la libertà dell’uomo.
    Ovvero, anche io non credo che non siamo dei burattini, ma il desiderio di amore è innato nell’uomo con o senza Dio ed ad esso tutti tendono. Magari in modo sbagliato, anche per sempre, ma non credo realmente che ci sia libertà di scelta al male in quanto tale…non ci sono persone nate per desiderare il male, fine a se stesso….anche le forme di violenza su se stessi e verso gli altri non sono altro che modi psicologicamente perversi di ricerca della propria felicità.
    Credo che l’uomo sia solo libero di cercare il bene, probabilmente solo il proprio, che talvolta prende forma in un rifiuto di Dio. Tale condizione a mio avviso è solo una incapacità anche intellettuale o psicologica di vedere veramente chiaro cosa e come sceglire.
    Con questo intendo dire che non ci sono persone palesemente cattive in sè, ma solo forme di cattiveria messe in pratica per una sincera e deviata convinzione che tali scelte o atteggiamenti siano per il bene.

    Sarò considerata troppo ottimista probabilemente, ma la libertà che si esprime nella ricchezza dell’iniziativa dell’uomo, a talvolta violenta, non è altro che l’espressione dell’immenso infinito amore che Dio ha per noi, e che non cessa nonostante tutto di avere misericordia.

    Buona giornata e scusate se sono stata inopportuna…

  • miriam, 10 Febbraio 2010 @ 13:50 Reply

    @lucia viani CONDIVIDO TUTTO CIO’ CHE HAI SCRITTO…..ANZI TI RINGRAZIO PER AVERLO FATTO 🙂

  • Paolo, 10 Febbraio 2010 @ 15:38 Reply

    @ lucia
    Credo che sia solo una questione di accenti: o più la misericordia di Dio o più la libertà degli uomini. Ma, alla fine, la ricetta da la stessa torta!

  • costanza, 10 Febbraio 2010 @ 17:30 Reply

    un ragazzo che sniffa coca, ciondola ‘ngopp a nu motorino, si aggira per periferie devastate e puzzolenti non è in qualche modo già in un inferno? E non è lì che lo cerca la misericordia, il dare il cuore ai miseri’ dell’Abbà? E’ vero che siamo liberi, così come è vero che siamo piccoli, e qualunque madre ha come primo compito aiutare il proprio figlio ad anadre verso, almeno, al serenità; e le viscere materne dell’Abbà pensate possano accettare la disperata ignoranza dei suoi figli? L’inferno è molto più qui che altrove, e insieme la speranza e la misericordia.

  • miriam, 11 Febbraio 2010 @ 11:09 Reply

    @costanza mi sembra di capire che anche tu sia napoletana 😉 ….giusto cio’ che dici..gli angeli sono si messaggeri celesti inviati dal padre….ma siamo anche noi suoi figli custodi gli uni degli altri…il SIGNORE si serve anche di noi per portare un po’ di luce nell’ inferno di ongni citta’…..nella politica nel sociale nelle scuole a lavoro nella parrocchia per la strada….insomma,tutti siamo responsabili di ognuno e non possiamo chiuderci a riccio ma con la grazia del SIGNORE saper intervenire e operare nelle varie situazioni che si vengono a creare…ognuno in base al proprio ruolo . genitore, medico, insegnante,operaio sacerdote ecc….

  • costanza, 11 Febbraio 2010 @ 11:31 Reply

    Bhé, non proprio; sono fiorentina, ma vivo a Napoli dall’88, e per il mio lavoro (scelgo attori per i film) giro molto, e vedo tanto. E ringrazio di essere in questa città, che amo profondamente, perché la sento come una prima linea dove si sperimenta oggi ciò che domani sarà di tutti, e dove si tocca quotidianamente con mano dolore e ricchezza. Napoli è un luogo dove lo Spirito soffia forte, pur nelle mille contraddizioni, per aiutarci a mandare avanti la barca.

  • miriam, 11 Febbraio 2010 @ 12:15 Reply

    @costanza mi hai commossa….xk hai scritto cio’ che sento io nel cuore x la mia amata citta’….lo SPIRITO ha soffiato anche in te 😉 grazie

  • Paolo, 11 Febbraio 2010 @ 12:53 Reply

    @ miriam @ costanza
    🙂

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