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Il Regno di Dio, ci spiega Matteo, è una bella festa di nozze riuscita.

Pensate alla miglior festa cui avete partecipato, là dove era l’amore a fare la festa, non la lunghezza del menu o il lusso degli addobbi floreali. Una festa bella perché composta da persone belle, che si vogliono bene, che gioiscono per la gioia degli altri.

Ecco, dice Gesù: la presenza di Dio è qualcosa di simile.

Non per niente san Giovanni inizia il suo vangelo con una memorabile festa nel villaggio di Cana! L’incontro con Dio è festa, gioia, danza, sorriso, bellezza indescrivibile.

Travolgente come un innamoramento, vera come il desiderio di donarsi e di vivere insieme, feconda come un talamo nuziale, l’esperienza di Dio ha a che fare con l’aspetto più gioioso dell’esistenza umana, quello dell’amore.

Il Dio di Gesù invita l’umanità ad una splendida festa di nozze in cui lo sposo è Gesù stesso.

Che splendida notizia!

Ma allora – scusate – perché molti pensano alla fede come al più triste dei funerali?

Perché fatico così tanto a testimoniare ai giovani in cerca di senso che l’incontro con il Vangelo è un’esperienza straordinaria?

La sfida del cristianesimo in questo terzo millennio consiste nel passare da una fede crocifissa ad una fede risorta, perché la gioia cristiana è una tristezza superata, è partecipare al banchetto nuziale che inizia qui e finirà nell’eterno cuore di Dio.

Io credo perché non ho incontrato nulla di più bello nella mia vita del Signore Gesù e, ad oggi, nulla mi ha mai dato altrettanta durevole e autentica gioia.

Ma, lo sappiamo, l’amore lascia liberi.

La libertà è l’altro nome dell’amore: nessuno può costringere una persona a riamarti, nessuno può obbligare una persona ad accogliere e restituire l’amore che gli doni.

Dio, il grande amante, si pone un limite rispettando la libertà degli uomini, non viola la nostra privacy, la sua presenza è discreta, il suo invito stenta a farsi udire in mezzo al frastuono delle nostre città.

E, in effetti, l’invito cade nel vuoto.

Le scuse, oggi come allora, sono le stesse: non ho tempo, non è il momento, non mi piacciono gli altri invitati o i cuochi (la Chiesa!), ci penserò. Come se ci fosse qualcosa di più importante, nella vita, dello scoprirsi amati da Dio!

Certo, il tempo in cui viviamo è un tempo che divora il tempo, che uccide le coscienze, che ci rende (sul serio!) schiavi dell’agire. Me ne rendo conto benissimo, lo vivo sulla mia pelle: restare cristiani, oggi, richiede uno sforzo enorme.

Non si scoraggia, il padrone dell’Universo; se i devoti rifiutano l’invito, il padrone lo allarga ora a chi non se lo aspetta e Matteo specifica (pensa alla sua esperienza!): buoni o cattivi.

Non pone condizioni Dio, tutti sono invitati a partecipare, ogni uomo è reso capace di Dio.

E sono invitate persone sconosciute, barboni e rom, prostitute e alcolisti.

Dio ribalta le posizioni sociali e i ruoli: nel Regno non conta chi è riuscito, ma chi ha accettato di partecipare al banchetto, chi si fida di Dio. Il vangelo esprime una preferenza inquietante per gli ultimi: come le prostitute e i pubblicani che ci passano davanti, come i disoccupati dell’ultima ora…

A noi, operai della prima ora, figli del padrone della vigna, affittatoli, invitati per primi, cristiani di lungo corso, catechisti, preti, il Signore chiede di stare attenti a non crederci salvati.

Ancora una volta il Signore ci chiede di non sederci sulla nostra fede, di non pensare di avere acquisito una posizione di privilegio, ma di avere sempre un cuore da mendicanti, pieno di stupore.

Cosa abbiamo di meglio da fare del lasciarci amare da Do?

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86 Comments

  • Vera, 9 Ottobre 2011 @ 19:11 Reply

    A proposito del Vangelo di oggi,
    le nozze il banchetto la festa
    solo un pensiero che mi gira attorno da un paio di giorni:
    Dio si sposa e ci invita!
    E forse l’altra meta’ della Coppia siamo proprio noi.
    (sono io)
    (per questo “geloso” “si arrabbia” se non andiamo, perché senza di noi non si si può far nulla! e chi dirà il Sì che spetta a NOI?!)

    Noi non più invitati soltanto ma protagonisti indispensabili.
    raccolti e trovati per le più diverse strade del mondo,
    angoli incroci piazze vicoli bui mare e montagna sottopassaggi e scorciatoie

    Vestiti a festa nei nostri modi più stravaganti,
    per il nostro banchetto di nozze.
    E Lui ha un vestito migliore per noi, da farci indossare…
    è lì che ci aspetta.
    Tutto pronto. Anche l’Amore.
    (Bello farsi amare così)

    (IoChiesa – IoVera sposa di Gesù,
    mi piace pensare così oggi.)

    • Lucia1, 10 Ottobre 2011 @ 07:34 Reply

      Grazie Vera, di questa riflessione: non ci avevo pensato, ma lo farò oggi.

      Un abbraccio

  • Vera, 9 Ottobre 2011 @ 19:20 Reply

    Bella e festosa l’immagine che hai scelto Paolo,
    perfetta, come sempre!

  • Jenny, 9 Ottobre 2011 @ 21:46 Reply

    Bello il tuo post Paolo, grazie, è tanto che non dicevo niente, mio nipotino è stato operato, grazie a Dio e alle vostre preghiere è andato tutto bene. Grazie di nuovo ciao a tutti, Don Sandro?

  • fabiana, 10 Ottobre 2011 @ 19:51 Reply

    Grazie Paolo!
    Hai ragione: cosa abbiamo di meglio da fare?
    Io, personalmente, ho proprio accettato di essere
    anche sua ‘sposa’, nel suo amore e nella sua fedeltà.
    E’ inspiegabile la vocazione se non dentro questi 2 nomi suoi.

  • Carola, 11 Ottobre 2011 @ 10:49 Reply

    …non mi piacciono gli altri invitati o i cuochi (la Chiesa)…
    Qualche volta mi è proprio successo di pensare così…anche due domeniche fa, a messa, l’omelia fortemente antisemita basata sulla teoria della sostituzione (prima Ia vigna fu affidata a Israele, poi è stata affidata a un altro popolo) … mi chiedevo dove fossi finita io e soprattutto dove fosse finito tutto il Concilio Vaticano II

    • Janus, 12 Ottobre 2011 @ 00:09 Reply

      Cara amica, mi sento dire che tu, due domeniche fa, hai avuto la fortuna ed il privilegio di ascoltare un Sacerdote che non ha paura e non si vergogna della Verità ….
      … se mi dici dov’è … prenoto una panca 🙂

      … il Vat II …. beh è li dove è sempre stato … per gran parte incompreso …. per buona parte abbandonato …. per piccola parte in fase d’opera.

      Salut
      Janus

    • Vera, 12 Ottobre 2011 @ 11:37 Reply

      Ciao Carola,
      non ti ho risposto prima perche’ effettivamente non so cosa abbia detto di preciso il tuo sacerdote… e ci pensavo…
      adesso pero’ voglio dirti:
      che la vigna ora e’ di tutti e che l’annuncio si e’ esteso poi a tutti…
      questo e’ vero!
      Che Cristo e’ stato rifiutato dai suoi , questo pure… che iil loro rifiuto prevedeva anche il nostro possibile rifiuto di oggi,
      che cioe’ in essi c’eravamo gia’ anche noi a dire “no grazie!” (=”uccidetelo”)
      questo pure e’ vero!
      come puo’ essere vero e possibile e succede infatti che oggi rifutiamo la vigna anche noi, che pure ci diciamo cristiani.

      poi io mi sento a disagio e
      non mi piace veder appllicati concetti “politici” alla nostra visione crsitiana, il termine “antisemita’ ad esempio… io lo lascerei fuori, da qui, non ci serve, non e’ utile. La chiesa si e’ gia’ espressa su questo. E a me va bene cio che ha detto.

      Grazie infine a Janus, io capisco e condivido qui quello che ti ha detto, anche sul Concilio vaticano II!!

  • Vera, 11 Ottobre 2011 @ 12:08 Reply

    Salve a tutti,
    Paolo Curtaz da qualche giorno è su Facebook!

    Questo è il link, se qualcuno di voi su Facebook c’è già!
    o se ha voglia di ritrovarsi anche lì:

    http://it-it.facebook.com/people/Paolo-Curtaz/100002989744850

    ( ci sono anch’io, ci sono tanti altri amici… allora ci vediamo anche di là?!)
    ciao! Vera

  • Molly, 12 Ottobre 2011 @ 10:29 Reply

    Confesso che sono un tipo un po’ romantico perche’ penso spesso al mio giorno delle nozze con mio marito… una giornata strapiena di emozioni .. che bella… (ogni mio giorno con mio marito e’ cosi’ e ho voglia di dirlo perche’ detesto tutti quelli che anche solo per scherzare fanno del matrimonio scioccamente la tomba dell’amore!) una giornata piena di Grazie “ne porto ancora i segni” figuriamoci le nozze con il Figlio del RE! Eppure (sig sig me misera e tapina) spesissimo sono una di quelle del club della musoneria domenical!!!
    Ma se le nozze del Figlio sono la SANTISSIMA EUCARESTiA ed essere invitati all’assemblea della Messa una Grazia, perche’ e mi ripeto perche’ non ho piena coscienza di questo immenso, bellissimo, meraviglioso mistero? sono di quelle che non mette l’abito nuovo? dove per abito intendo le abitudini, cioe’ mi lascio addosso le cose vecchie? Ma stare con Cristo e’ mettersi un abito nuovo bellissimo, e’ un dono, e’ cambiare. So che c’e una gioia infinita da prendere eppure il mio abito non lo cambio! A volte penso che questo mi serve per non “sedermi sulla mia piccola e povera fede” o e’ solo una scusa? Son tanto brava a trovarne, e chi non lo e’?
    Allora grido GRAZIE mio RE perche’ sono l’operai dell’ultima ora e mi doni la tua misericordia…

    un sorriso per tutti

  • Stefano (Perugia), 12 Ottobre 2011 @ 14:22 Reply

    La similitudine tra presenza di Dio e banchetto di nozze è, nella mia vita, una recente consapevolezza. Prima non facevo tanto caso al fatto che in varie parti del Vangelo si fa riferimento proprio alle nozze. Per uno scapolone quale ero io, forse, quelle non erano le corde giuste da solleticare.

    Strano, però, come il mio matrimonio sia stato l’occasione per me di riavvicinarmi a Dio in maniera – diciamo – un po’ più convinta. Sono tentato di ammettere che al banchetto di Dio io sia stato invitato per il tramite delle mie stesse nozze. Più vado avanti nel cammino, più sono convinto che la mia chiamata ad essere sposo sia la strada che Dio ha scelto per me per giungere a Lui.

    Ho la netta sensazione di essere un invitato atteso e voluto, come lo sono tutti d’altronde. Non credo di essere stato raccattato per strada per riempire un posto lasciato vuoto da altri ma anche se così fosse non ne farei un dramma: l’importante è esserci. Certamente non sono un imbucato! Mi sembra piuttosto che quel posticino – magari in fondo alla tavola – sia un cantuccio pensato su misura proprio per me. Mi ci trovo bene, anche se qualche volta mi sembra di essere un pesce fuor d’acqua o di venire trascurato dal Padrone di casa per qualche altro ospite di riguardo.

    Ma queste probabilmente sono solo mie insicurezze.

    Qualche volta la gioia di essere stato inviato al banchetto di Dio viene soffocata dalle preoccupazioni, dalle incombenze della vita frenetica, dai traguardi prestigiosi che devo raggiungere per emergere. Qualche volta quel mio posto mi sta un po’ stretto: vorrei avanzare, magari fino a capotavola, ma poi, quando la tempesta dentro di me si placa e vedo chi mi è seduto vicino, capisco di essere seduto proprio nel luogo giusto.

    Qualche volta mi è difficile accettare l’invito perché ciò vuole dire abbandonare le prospettive che ho sempre utilizzato per altre che sono completamente nuove ed opposte a quelle a cui sono abituato. Mi rendo conto che il difficile non è il venire alla festa (siamo tutti invitati!) quanto piuttosto parteciparvi con l’abito giusto (il nostro modo di considerare le cose).

    Dice bene Paolo: la fede può diventare il più triste dei funerali! Per me ciò accade ogni qual volta pretendo che mi risolva i problemi, mi faccia vedere chiaramente i meccanismi ed i perché delle cose. Quando l’incontro con Dio consiste nel placebo della mia insicurezze e delle mie paure, forse il mio credere diviene un luogo di dolore. Dio mi assiste e mi cura a suo modo – questo l’ho imparato sulla pelle di chi ho molto amato! – ed io sono triste quando non lo fa alle mie condizioni: come voglio io. La fede è relazione, prima che risposte. Poi verranno anche quelle…

    Molto spesso non mi comporto da invitato, quanto piuttosto da padrone del banchetto. Allora le vesti sontuose che indosso per l’occasione si stracciano. Non riconosco nell’altro quel commensale che è piacevole incontrare, quanto piuttosto uno che non si merita di stare alla mia stessa tavola: è un invitato che “non è come me”!

    Molti miei sentimenti di ostilità verso l’altro risentono di questo mio atteggiamento egoistico. Proprio ieri, durante la pausa pranzo, mi trovavo al supermercato per fare un po’ di spesa. Sempre di corsa e con l’implacabile orologio che non la smetteva di camminare velocemente, mi ritrovai in coda alla cassa. Su mia richiesta ne venne aperta un’altra, visto che la fila era abbastanza consistente. Davanti a me c’era un energumeno in jeans, cravatta e giacca scura. La sua espressione del viso non era certo rassicurante. Per spesa: quattro bottiglie di birra e due di superalcolico.

    Appena la seconda cassa venne aperta si creò subito una nuova fila, parallela alla prima. Il tizio rimase fermo in mezzo alle due casse, indeciso su dove andare. Io ero abbastanza innervosito da quella stazza che impicciava e che non si muoveva né a destra né a sinistra. Mi sporsi da dietro verso di lui è chiesi semplicemente: “indeciso?”. Il tizio, forse indovinando il mio atteggiamento di ostilità mascherato da ironia, si arrabbiò molto e mi disse, in malo modo, che ero troppo agitato. Ne nacque un breve diverbio con quel tale che appariva sempre più innervosito. Chiosai con un (evangelico?): “cerchi di stare sereno!” che provocò come risposta: “ma io sono sereno!”. Finì lì con qualche mia battuta al cassiere (ovviamente dopo che quella persona se ne era andata!) del tipo: “andrà a finire che prima o poi le prenderò di santa ragione!” e con: “guardi che se quello mi picchiava lei sarebbe dovuto accorrere in mio soccorso!”.

    Io ed il cassiere ridemmo di quel tizio e del suo atteggiamento antipatico, anche se, a ben considerare, quello che aveva provocato la reazione di quell’uomo ero stato proprio io. Forse il vero energumeno sono io! Ecco cosa significa considerarsi al di sopra degli altri commensali del banchetto: vedere il prossimo come un ostacolo oppure fermarsi alle apparenze di un contegno o di un modo di fare. Forse la violenza irrazionale e gratuita di cui spesso sentiamo parlare risente proprio di questo modo approssimativo ed egoista di incontrare l’altro.

    Già, spesso vedo nell’altro la causa del mio rifiuto a partecipare al banchetto e dico: “se c’è pure quello lì io non vengo!”. Avere come commensali prostitute, ladri, omicidi mi fa sentire accomunato a loro e per me ciò è scandaloso. La mia superbia mi porta a ritenermi migliore di loro, migliore di molti, migliore di tutti! Invece dovrei essere felice che ci sia gioia e festa per tutti: primo perché anche io – come tutti e forse più di tutti – ho bisogno di essere perdonato (anche dall’energumeno di prima!), poi perché l’invito dell’altro rende la festa più bella, più affollata e chiassosa. L’amore di Dio è infinito, cosa ho mai da temere? Forse che non ce ne sia abbastanza? Forse di essere accomunato con chi – a mio giudizio – della sua vita non ha saputo fare nulla di buono? Posso, sinceramente, ritenermi un giusto con i miei atteggiamenti egoistici e prevaricatori?

    Ecco forse chi è veramente colui che rifiuta di andare al banchetto; ecco forse chi è colui che partecipa con il vestito sbagliato: io, sempre e solo io!

    *****

    Domenica scorsa, poco prima di pranzo, sono sceso a gettare l’immondizia. Appena mi sono affacciato sulla strada ho notato una station wagon di colore grigio avvicinarsi. Dalla macchina hanno suonato il clacson ed io mi sono subito domandato chi mai fossero gli occupanti che sembravano conoscermi. Con grande sorpresa e gioia sono usciti dall’abitacolo Michela e Massimo, i genitori di Emanuele e miei cari amici. Anche se io e Michela ci siamo sempre sentiti al cellulare con una certa frequenza, era da tempo che non l’incontravo di persona, visto che la malattia di Emi ha assorbito completamente lei e la sua famiglia. È stato tra noi tre un rincorrersi di sorrisi e di abbracci. Per me fu una gioia insperata rivederli insieme – ho avuto l’impressione che fossero anche abbastanza sereni – e di essere anche fisicamente presente, sebbene per pochi attimi, nella loro vita.

    Michela ha aperto lo sportello posteriore della macchina: c’era il piccolo Emi, seduto sull’ovetto. “Ciao Emanuele, è bello incontrarti!” dissi. Poi mi sono lasciato andare alla considerazione (di rito!) che per quanto riguarda le somiglianze non sono di certo attendibile! Abbiamo parlato un po’ e gioito molto di quell’incontro casuale!

    Per tutto il tempo non abbiamo smesso di sorridere. Io e Massimo, in particolare, ci siamo dati alcune pacche sulle spalle, come a testimoniarci a vicenda simpatia e solidarietà tra papà. Ancora Emi deve continuare a curarsi e le visite di controllo sono quasi a cadenza settimanale. Anche nell’incertezza della situazione, il vedere la gioia di questa famigliola, così giovane eppure già così tanto provata, nell’andare insieme ad un pranzo domenicale è stato per me come un rigenerante sospiro di sollievo. Pian piano stanno recuperando una normalità insperata e tanto agognata.

    Il loro banchetto nuziale è forse uno dei più difficili a cui partecipare ma anche quello più bello! Non smetterò mai di chiedere preghiere per questa bella famigliola di amici, ringraziandovi per quelle che già avete speso per loro.

  • michaela, 12 Ottobre 2011 @ 16:53 Reply

    Stefano, tu dici :”di venire trascurato dal Padrone di casa per qualche altro ospite di riguardo”

    Secondo me, davanti a Dio non ci sono ospiti di riguardo, davanti a Dio, siamo tutti uguali e tutti fratelli; certo è che gli eletti porteranno il Suo nome scritto sulla front così come è certo che chi non ha l’abito nuziale non dico che non sia gradito ma provoca molta sofferenza.

    L’abito Nuziale, cos’è quest’abto Nuziale se non la predisposizione del cuore ad amare, essere amto, perdonare, farsi perdonare; è meglio non accettare l’invito e non partecipare alle nozze pittosto che partecipare solo per non dire no grazie, un altro banchetto?

    Sono felice per i tuoi amici e per il piccolo Emanuele, possa il Signore metterlo sotto le ali della Sua protezione.

    Continuerò a pregare per lui.

    • Stefano (Perugia), 12 Ottobre 2011 @ 18:08 Reply

      Grazie Michaela. Quello che ho provato a condividere è uno dei miei (tanti!) limiti caratteriali che spesso mi pongono fuori dal banchetto. Quello che credo sia importante è indossare il vestito giusto e non scoraggiarsi per gli inevitabili fallimenti. Credo che l’invito resti comunque sempre valido… Grazie infinite per le preghiere che sono sempre molto bene accette!

  • Carola, 12 Ottobre 2011 @ 17:49 Reply

    @ Yanus e Vera

    Gesù non ha mai pensato di sostituire il popolo d’Israele con un altro popolo, ma ha invitato Israele alla conversione e a riconoscere i
    “segni” di Dio in mezzo ad esso, fino ad arrivare al segno supremo:
    dare la Vita.

    Il tema che sviluppa la “teologia della sostituzione” secondo la quale
    la Chiesa avrebbe preso il posto dell’ Israele di Dio e gli apostoli quello
    dei capi dei giudei è una riflessione posteriore che si sviluppa nel clima di contrapposizione tra Sinagoga e Chiesa e che culminerà negli anni
    90 d.C. nella scomunica e nella separazione.

    Nel CVII e nel documento NOSTRA AETATE una nuova era è stata inauguratacon la cancellazione della teoria della sostituzione.

    Giovanni Paolo II nella visita alla Sinagoga di Roma chiamò gli ebrei “fratelli maggiori”

    Il popolo ebraico resta il popolo scelto da Dio per dare al mondo la Bibbia e gli ebrei non hanno bisogno di cambiare religione per meritare la redenzione.

    Volevo condividere un’esperienza… ed ora mi sembra dovuta questa precisazione. Per favore non tiratemi fuori l’ermeneutica della continuità o dellla discontinuità del Conclio…
    GRAZIE

  • Janus, 12 Ottobre 2011 @ 18:33 Reply

    @ Carola

    Cara amica … come vuoi tu 🙂

    Che ti devo dire .. se sei convinta e felice così …
    … buon per te 🙂

    Salùt
    Janus

  • Vera, 12 Ottobre 2011 @ 18:35 Reply

    Certo che vai giù pesante coi termini tu, Carola!
    ok, lo so, son termini che sono stati usati,
    “antisemiti”, “sostituzione”
    ma sono parole che io reputo “non appropriate” al contesto della nostra fede. ne ieri ne mai. e non oggi.
    è solo un problema mio?!

    E certo che ne hai di certezze!
    Buon per te.
    pensa:
    Io non so di cosa abbia bisogno un popolo per salvarsi,
    appena appena riesco a capire di cosa ho bisogno IO per salvarmi!!!

    io poi, che, come ripeto a volte
    spero e penso e desidero che la salvezza sia offerta
    anche ai buddisti ai musulmani e ai senza-dio agli hindu…
    semplicemente perché
    ne conosco tanti che sono molto “più cristiani” dei cristiani nel loro comportamento
    coerente con la loro fede (e misericordioso coi loro simili…)
    e Dio (sia lode a Lui!) è più grande persino delle mie speranze!
    dunque tranquilla io, e tranquilli i fratelli maggiori!
    cito da:

    IL POPOLO EBRAICO E LE SUE SACRE SCRITTURE NELLA BIBBIA CRISTIANA
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_20020212_popolo-ebraico_it.html

    “Il Nuovo Testamento esprime quindi al tempo stesso il suo legame con la rivelazione dell’Antico Testamento e il suo disaccordo con la Sinagoga. Questo disaccordo non può essere qualificato come « antigiudaismo », perché si tratta di un disaccordo al livello di credenza, fonte di controversie religiose tra due gruppi umani che, condividendo la stessa base di fede nell’Antico Testamento, si dividono poi sul modo di concepire lo sviluppo ulteriore di questa fede. Per quanto profondo possa essere, un tale dissenso non implica affatto ostilità reciproca. L’esempio di Paolo in Rm 9–11 dimostra che, al contrario, un atteggiamento di rispetto, di stima e di amore per il popolo ebraico è il solo atteggiamento veramente cristiano in questa situazione che fa misteriosamente parte del disegno, totalmente positivo, di Dio. Il dialogo resta possibile, poiché ebrei e cristiani posseggono un ricco patrimonio comune che li unisce, ed è fortemente auspicabile, per eliminare progressivamente, da una parte e dall’altra, pregiudizi e incomprensioni, per favorire una migliore conoscenza del patrimonio comune e per rafforzare i reciproci legami.”

    IL FATTO E’ CHE I DISEGNI DI DIO SONO DIVERSI DAI DISEGNI DEGLI UOMINI.
    SEMPRE!

    per il resto lascio stare molto volentieri l’ermeneutica del Concilio Vaticano II
    (vivo giorni faticosi, preferisco leggere un po’ questa sera,
    e a te pure Carola, auguro una buona serata!)

    P.S.
    ho qualcosa da dire a Stefano! e lo faccio più tardi…

  • Carola, 12 Ottobre 2011 @ 20:05 Reply

    Vera,
    la mia replica voleva essere una precisazione con i termini usati ufficialmente dalla Chiesa, dai teologi, dagli esegeti quando si riferiscono a quella pagina evangelica. Non sono io che vado pesante coi termini e uso parole non appropriate … anzi !
    Il fatto è proprio questo, che io sono rimasta stupita quel giorno della violenza dei termini con cui il sacerdote ha parlato di quella pagina evangelica …e non solo io. Eravamo un gruppo di persone adulte, credenti e consapevoli… e oltrettutto conosciamo bene anche quel sacerdote…
    La tua seconda replica mi trova d’accordissimo con te…
    Io ho ben poche certezze, mi hai fraintesa evidentemente…
    e credo in Dio Amore, Misericordia, Bontà aperta e accogliente , Padre di ogni creatura…
    A te non è mai successo di sentire cose che non puoi condividere e magari poi scoprire che ci sono dei documenti ufficiali che avallano quelle posizioni?
    Io sono nata prima del concilio, sono una nonna che ha vissuto attivamente quel periodo storico e se mi cambiano le carte sotto il naso, quando me ne accorgo lo dico….
    Buona serata e buone meditazioni anche a te… Nuccia

  • Federica, 12 Ottobre 2011 @ 21:55 Reply

    “antisemiti”, “sostituzione : non mi piacciono questi termini perchè

    “Il mio cuore è pronto per te, per te, mio Dio”

    dal salmo 107: Saldo è il mio cuore, Dio, saldo è il mio cuore; voglio cantare inni, anima mia.

    da Isaia 62: come la sposa è la gioia dello sposo,
    così tu sarai la gioia del tuo Dio.

    E tutti, con un cuore solo e un’anima sola, dovremmo essere lieti di partecipare al banchetto nuziale.

    C’è uno che ci ha chiamati, chiamati insieme a vivere ogni giorno il banchetto che il Signore Gesù, quale altare, vittima e sacerdote, prepara per noi nella Celebrazione Eucaristica : “Prendete e mangiate questo è il mio Corpo, prendete e bevetene tutti, questo è il mio sangue”; e noi dovremmo essere ben lieti di rispondere alla chiamata e dire Signore dacci sempre di questo Pane.
    Infatti: “ilPane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo.”

  • Vera, 12 Ottobre 2011 @ 22:25 Reply

    Ciao Stefano, tu chiedi sempre!.. e noi non smetteremo mai di pregare
    per quella bella famiglia, e per la tua bella famiglia,
    e per le tante (più o meno!) belle famiglie che noi rappresentiamo, qui!
    A proposito del tuo incontro al supermercato…
    Sapessi cosa sta succedendo a me in questi giorni!, e proprio col Vangelo di oggi e la Parola di questi giorni (Guai a voi… ecc ecc ): mi tocca misurarmi con la Correzione Fraterna.
    e sono guai davvero!
    Perché io sono calma, diplomatica, serena; ma ad esempio, al tuo omone delle birre,
    io avrei detto molto di piu’ di quello che hai detto tu!!!…

    Non è certo facile dire a qualcuno
    “guarda che il tuo vestito qua dove siamo non e’ adatto”
    E farlo indipendentemente dal nostro vestito… stracciato intanto e lurido pure il nostro…
    Perche’ non penseremo certo di avere prima o poi il “vestito perfetto” per la cerimonia nuziale, vero? Non credo che ci capitera’ mai di essere “perfetti e a posto” davanti a Dio!
    perché mai NEMMENO il nostro vestito sarà all’altezza della Festa e del Banchetto a cui siamo tutti invitati e però
    davanti a certe EVIDENZE non possiamo neanche star zitti:
    ora esagero un po’ per farmi capire:
    Se vedo qualcuno che ammazza certo posso dire “io pure sono un’assassina…”
    o qualcuno che ruba io posso pensare… “ma pure io sono una ladra…”
    o se vedo una prostituta per strada… posso pensare “che storie! lo siamo tutti, no?!”
    Perche’ in potenza tutti siamo tutto, e a volte lo siamo anche davvero nei fatti nascosti delle nostre vite… (quelli dentro gli armadi!)

    ma comunque è necessario che qualcuno
    che non si ritenga puro ecc ecc e quindi in grado di poter giudicare dall’alto della sua “innocente purezza” …

    è necessario che qualcuno col suo umile vestitino di stracci abbia il coraggio di dire a qualcun altro: “fratello stai sbagliando.”
    (aggiungendo sempre: “come ho sbagliato io” o “come sbaglio io in altre cose”)

    Perche’ e’ davvero difficile dire a qualcuno “tu stai sbagliando” e nello stesso tempo non perdere di vista i nostri propri errori.
    Sempre ci serve pensare che anche noi sbagliamo, sia pure in altre cose, in molte altre cose, per non correre il rischio di sentirci puri e perfetti. (polvere e travi)

    E se io sbaglio voglio che me lo si dica!
    mi auguro che qualcuno, che mi vuole bene, (e deve volermene tanto!) lo faccia!

    Invece spesso davanti agli errori (o al peccato) dei nostri vicini ci è piu’ facile parlarne alle spalle, con altri, e criticare compiangere biasimare, piuttosto che “dire apertamente” alle persone coinvolte, faccia a faccia.

    E questo perché è davvero difficilissimo restare umili di fronte agli errori degli altri.
    Come e’ difficilissimo accettare i propri in umilta’.
    —————————–
    Ancora una cosa: anch’io credo che sia piuttosto facile dire Si’, ad un certo punto, di fronte alla sontuosita’ dell’offerta divina e alla seduzione del suo Amore per noi. (irresistibile)
    Credo pero’ che sia piu’ difficile rimanere poi fedeli nella vita che scorre
    nella buona come nella cattiva sorte, nella salute come nella malattia,
    insomma finche’ morte non ci separi.
    La fedelta’ dei giorni. Negli anni. Quello e’ per me il vero ostacolo. Sempre.

    • Stefano (Perugia), 13 Ottobre 2011 @ 07:48 Reply

      Cara Vera,
      hai proprio ragione! Quanto è difficile testimoniare Cristo quando sono io stesso ad avere la veste stracciata! Eppure, credo, Dio mi chiede una testimonianza anche se i miei mezzi sono così limitati. Non sai quante volte, parlando con amici o conoscenti, mi sono sentito rinfacciare qualche mia debolezza, qualcuna delle mie innumerevoli incoerenze. Quando cerco di testimoniare Dio, magari criticando un comportamento che ritengo ingiusto, mi sento spesso rispondere: “E tu, allora?”. Forse è per questo che sento la necessità di essere credibile, di sostenere quello in cui credo e che testimonio all’altro con una maggiore coerenza. Non è facile, soprattutto per uno con il mio carattere spigoloso, ma certamente ho la responsabilità di parlare di Dio a chi mi conosce partendo dalla mia stessa vita.
      Qualcuno ha detto che parliamo agli altri di Dio con la nostra stessa vita. Ne sono convinto, come credo fermamente che Dio mi voglia Suo testimone nonostante i miei limiti evidenti. È bello sapere che Lui mi ama e mi voglia Suo discepolo nonostante le mie vesti non siano adeguate.
      Ti ringrazio infinitamente per le tue preghiere. Da quello che ho capito sei fisicamente alquanto lontana ma ti assicuro che riesci a trasmettere a tutti noi una bella sensazione di vicinanza.

      • Vera, 13 Ottobre 2011 @ 09:35 Reply

        Ciao Stefano,
        Stavo per pregare e mi sono resa conto che qualcuno era arrabbiato con me, da ieri.
        Per la storia della correzione fraterna necessaria che ti ho detto… ho piantato tutto e ho telefonato con la coroncina in mano stavolta. Per riprendere a pregare dopo aver fatto quello che andava fatto… (le offerte presentate a Dio non abbiano voci di fratelli che gridano il nostro nome con vendetta e richiesta di giustizia… non siano sporche di questioni irrisolte… almeno nelle nostre intenzioni del cuore)
        Sì che è difficile essere cristiani! quando i nostri abitini hanno colori sbiaditi.
        E quando gli altri chiedono “ma allora?… e tu?…” costringendoci a testimoniare comunque…
        anche quando non ne avremmo molta voglia.
        Ma e’ con la nostra vita che parliamo di Dio, vero!, e che portiamo il messaggio e invitiamo al banchetto e ci sediamo infine a tavola tutti insieme!
        anche senza molto appetito talvolta,

        o magari sotto il tavolo
        a rattoppare altre volte i piccoli buchi
        nella stoffa ferita della nostra vita,
        in silenzio
        sperando che nessuno ci veda
        o si accorga di noi per sbatterci fuori.
        (ma in fondo i cagnolini mangiano le briciole, vero?, e sotto le tavole imbandite si trova sempre qualcosa!)

        Sono lontana Stefano sì,
        da Perugia e dal mio passato,
        abbastanza…
        e se cerchi mi trovi da qualche parte
        in questo mondo reale e virtuale che siamo…

        In Dio non c’è tempo né spazio… pensa…
        ieri in videoconferenza con un gruppo di donne in espatrio come me
        ho incontrato “per caso” una signora che mi ha riconosciuto
        si ricordava di me 6 anni fa
        durante le Messe in italiano del sabato,
        io leggevo le letture ed ero più visibile…
        io la ricordavo di meno infatti…
        A quei tempi sia io che lei abitavamo altrove da dove abitiamo adesso.
        E’ stato incredibile ritrovarci così.
        Avevo i brividi
        al pensiero che siamo
        state allo stesso Banchetto!…
        abbiamo mangiato il Corpo di Cristo insieme senza conoscerci allora per nome…
        e ci siamo ritrovate poi ieri “per caso”,
        con memorie comuni
        di giorni e di luoghi e persone
        lontane anche noi oggi ma vicine nell’affetto
        per la nostra Chiesa per il nostro Pastore.

        E così anch’io lontana da voi,
        sento voi vicini, Noi Chiesa e i nostri Pastori.
        Grazie Stefano.
        buona giornata

  • Vera, 12 Ottobre 2011 @ 22:32 Reply

    Carola Nuccia, grazie! io sono nata nel 1964, ho fatto in tempo ad andare in Chiesa da piccolina con il velo in testa… e ancora piccina ricordo che cantavamo in latino!…

    Comunque certo tu anche saprai della confusione che si e’ fatta intorno al ruolo della Chiesa durante la seconda guerra mondiale… e alle sue responsabilita’, quelle che anche a torto le sono state attribuite!, (tirata in ballo la sua responsabilita’ sempre per tutto… e credo che la Chiesa abbia chiesto perdono negli ultimi anni per molte cose, troppe!, anche un po’ per come noi donne (e streghe) siamo state trattate in passato!… e qui mi va molto bene!)

    Purtroppo lo so che le espressioni che hai richiamato sono espressioni che si sono usate!
    Ma non sono del tutto sicura che siano state parte della dottrina ufficiale e della teologia ufficiale della Chiesa… condannarle nel Concilio Vaticano non vuol dire che prima si credeva in esse…
    C’e’ qualche sfumatura in questo: io posso condannare qualcosa senza che questa cosa sia mai stata davvero parte di me. Perche’dicevo, non mi suonano cristiane ne’ora ne’ mai. Dio che “sostituisce” io non lo conosco… io so solo che dopo Gesu’
    non c’e’ piu’ giudeo ne’ greco ne’ schiavo ne’ libero ne’ uomo ne’ donna
    e questo e’ dagli albori della Chiesa…

    La Chiesa storica ha fatto pure le Crociate! E nessuno le difenderebbe ancora…

    In un certo senso oggi siamo fortunati, forse meno disillusi e piu’ consapevoli di quello che possiamo essere Noi e la Chiesa. E se deve convertirsi pure la Chiesa … la sua crisi dei nostri giorni, come si e’ detto anche qui, e come ci dice anche Paolo Curtaz… puo’ essere salutare per lei e per noi, per riprendere il suo e nostro cammino con piu’ vigore, tornando alle ragioni del suo e nostro esistere.

    Una certezza in comune tu e io spero l’abbiamo!: Gesu’ Cristo Unico Figlio di Dio incarnato per opera dello Spirito Santo e’ Morto e Risorto per tutti gli uomini.
    Ripartiamo da qui.
    Poi si salvera’ chi si salvera’. Io non lo so. Ma spero.

  • fabiana, 13 Ottobre 2011 @ 18:09 Reply

    Posso farvi una domanda?
    Ma voi vi conoscete tutti tra voi?
    Che parlate così tanto di voi?
    Io mi sento ignorata, tranquillamente e quindi,
    forse non è il caso di parlarvi.
    Non so. Forse mi direte meglio voi.
    Grazie

    • Vera, 13 Ottobre 2011 @ 19:16 Reply

      Ciao Fabiana,
      certo che conosco alcuni amici del Blog! perche’ nel tempo, (lungo tempo!) c’e’ stata l’occasione di sentirci anche fuori da qui. In questo modo ad esempio:
      veraveraeveraeveramveravera@gmail.com
      Ma solo alcuni. Non tutti.
      E in queste ultime settimane davvero le mie vicende personali non mi lasciano tanto tempo ne’ voglia di parlare al di fuori del Blog!… e me ne scuso con chi da un po’ non mi legge nella sua posta… ma so che mi capisce.
      Durante l’estate ho avuto la gioia di incontrare Cinzia che abita dalle mie parti in Italia, ed e’ stato come incontrare una persona di famiglia, la famiglia Chiesa! E’ stato bello! e conosco molti altri via-email.

      Mi piacerebbe incontrare tutti certo, ogni tanto si parla di un Blog Day probabile, chissa’!!! forse se ci iscriviamo tutti a Zaccheo http://www.zaccheo.org/
      magari potremo andare insieme alla prossima Assemblea dell’Associazione e li’ incontrarci infine davvero!!… (per altre informazioni su Zaccheo, vedi la pagina Info di questo stesso Blog… https://www.paolocurtaz.it/info/ )
      E tu…
      non sentirti ignorata, e da chi?, e perche’?, e cosa significherebbe?!
      Dio non “ignora” nessuno! e tutti siamo suoi e siamo qui per Lui.
      Tu …interagisci pian piano… abbi pazienza…
      ci vuol tempo per conoscersi per capirsi e alcuni tra noi hanno tra loro piu’ affinita’ che con gli altri!
      Dipendera’ dai momenti che si vivono credo, e dalle esperienze e dalle sensibilita’… in fondo forse noi ci leggiamo davvero da cosi’ tanto tempo che a me sembra di conoscere molti realmente.
      Puoi dirci qualcosa di te, se credi, se vuoi, per conoscerci meglio mentre ci raccontiamo del nostro cammino di fede, esortandoci sempre alla fede!!! in fondo e’ per questo che siamo qui, insieme a Paolo che sempre ci stimola e ci aiuta col suo prezioso dono di spezzare la Parola!, ed e’ una cosa buona il nostro poter essere vicini e lontani e vedere aspetti delle cose che forse da soli non avremmo considerato…
      E se parliamo di NOI e’ perche’ e’ funzionale all’esperienza di fede che vogliamo capire e comunicare, e non come accade in altri luoghi per metterci in mostra, per fare club, o fare esclusivi circoli privati. Molto umilmente.
      Abbiamo pregato nei mesi, pianto e gioito insieme, e siamo stati in pena per molte cose, e poi felici, ci siamo scambiati molti auguri, e anche se Paolo dice che il Blog e’ un Porto di Mare, ci sono alcuni marinai tra noi che non vogliono levare le ancore e partire!, chissa’, magari poi diventiamo una Vigna e mettiamo radici, una bella Vigna per il Signore, che ne dici?!!
      Vigna senza recinti e senza steccati! Libera e aperta.A tutti.
      Queste esperienze condivise di cui ti ho parlato uniscono molto le persone,
      soprattutto la Preghiera.
      Un sorriso a te. E se ti senti “ignorata”, chiama qualcuno… siamo tutti qui.
      Paolo per primo.
      (Un abbraccio, e scusa per come ti sei sentita, mi dispiace).

    • Vera, 13 Ottobre 2011 @ 19:22 Reply

      Ciao Fabiana,
      ti ho risposto, ho risposto alle tue domande,
      ma poiche’ il mio commento contiene dei link e’ adesso in attesa di moderazione, aspetta cioe’ che Paolo lo sblocchi!
      al volo
      intanto volevo dirti che ti sono vicina con queste parole veloci e che e’ il caso che forse ci parliamo meglio e di piu’, se tu vuoi!
      non sentirti ignorata. per favore. grazie a te.

    • Jenny, 13 Ottobre 2011 @ 20:48 Reply

      X Fabiana, ci conosciamo virtualmente perchè a leggere i vari post ci sentiamo + vicine. Ognuna può dire la sua, io ad esempio scrivo raramente, ma leggo tutto. Ci sono quelli che si conoscono veramente, incontrandosi ai ritiri di Paolo. Ciao a tutti, preghiamo x gli ammalati!!

  • Simone, 13 Ottobre 2011 @ 19:59 Reply

    scrivi quando vuoi, qui nessuno è ignorato. Il fatto che magari certi commenti non vengono ribattuti non vuol dire che non siano validi.
    Il pubblico di Paolo è talmente eterogeneo che i nostri commenti a qualcuno piaceranno per forza.

    Poi se vuoi essere più interattiva, basta porre direttamente domande o rispondendo ad altri commenti.

  • Janus, 13 Ottobre 2011 @ 22:35 Reply

    @ Carola-Nuccia … per me chiusa qui … W il Talmud!
    Bene così? 🙂

    @ Fabiana … spara amica … raccontaci tutto …. se scrivi un post più corto di quelli di Vera o Stefano ti facciamo bannare dal webmaster 🙂

    @ Curtaz …
    … amico mio … hai appena scritto un libro sul dolore … per cui ben sai che la fede non vive di sola gioia ….
    … l’intima serenità, la consapevole armonia che ti dona la fede in Cristo … a mio avviso dona più forza che gioia.
    Forza per vincere (sopportare … via 🙂 ) le fatiche,le difficoltà …. forza per godere amplificata la felicità, quando questa si presenta.
    Insomma vivere senza paura … con pienezza.

    Credo che ai ragazzi, fino a che si presenti la fede come esplosione di felicità .. quasi una dittatura del sorriso … si continuerà a perdere … contro qualsiasi playstation o serata con un bravo dj 😉 …

    Salùt
    Janus

  • Vera, 13 Ottobre 2011 @ 22:48 Reply

    Janus! 🙂
    hai scordato di dire a Fabiana che deve metterci almeno un sorriso ogni tre parole! 🙂 altrimenti la banniamo lo stesso!!! 🙂
    ciao Fabiana! 🙂
    abbi pazienza Stefano 🙂
    e pure tu Paolo! 🙂 che ne hai gia’ tanta!!!

    sono corta cosi? vado bene?! 🙂

  • Federica, 13 Ottobre 2011 @ 23:55 Reply

    Ciao a tutti, ma come fate a mettere le faccine con le espressioni?

    Così posso sorridervi anch’io.

  • fabiana, 14 Ottobre 2011 @ 06:42 Reply

    Ciao,
    io uso i 2 punti, la lineetta e la parentesi,
    poi si trasforma in smile!
    Grazie a chi a risposto.
    A presto 🙂

  • fabiana, 14 Ottobre 2011 @ 06:44 Reply

    Ciao,
    io uso i 2 punti, la lineetta e la parentesi,
    poi si trasforma in smile!
    Grazie a chi ha risposto.
    A presto
    Corretto l’errore,
    scusate 🙂

    • Federica, 14 Ottobre 2011 @ 11:47 Reply

      Grazie fabiana per il suggerimento, non ci sarei mai arrivata da sola e:

      🙂 🙂 🙂

  • Stefano (Perugia), 14 Ottobre 2011 @ 07:56 Reply

    @ Fabiana (ma forse un po’ più @ Janus)
    Durante una riunione un partecipante fece delle osservazioni molto circostanziate su una questione al mio dirigente di allora, una donna in carriera molto determinata ed estremamente intelligente (certo che se non fosse per il fatto che non è più il mio capo potrebbe sembrare il mio atteggiamento estremamente riguardoso, retaggio – di cui evidentemente non mi sono ancora liberato – dei miei comportamenti ossequiosi del passato). Dentro di me pensai: “ora sono cavoli! Ti ci voglio a rispondergli!”. Il mio ex capo non si scompose ed incominciò un discorso lunghissimo, infarcito di luoghi comuni e di tecnicismi messi un po’ alla rinfusa, tanto per confondere ancora di più quell’interlocutore. Insomma, puro politichese… da manuale. Io ed un mio collega lì presente ci siamo guardati in faccia e ce ne è voluto per non scoppiare a ridere, soprattutto per lo sguardo sconcertato del pover’uomo che aveva osato l’inosabile: contestare il mio dirigente di allora! Mi mordevo le labbra per non scoppiare, mentre il tizio finì per concordare con quello che aveva detto il mio ex capo al termine di quell’assurdo panegirico.
    Quello fu un modo molto elegante per il mio dirigente di allora di trarsi d’impaccio da una situazione che sarebbe potuta diventare veramente imbarazzante. Quindi qualche volta essere prolissi può aiutare… Con esempi come questo e considerando la mia formazione giuridica non si può certo pretendere da me quella sintesi che sarebbe auspicabile!
    Posso solo dirti che a differenza del mio capo cerco di dire cose sensate perché invece di nascondere vorrei condividere.
    Mi dispiace, invece, che tu cara Fabiana ti sia sentita esclusa. Questo è un luogo (virtuale?) di condivisione della Parola che è aperto a tutti.
    Pensa, pure a me!

    • Lucia1, 14 Ottobre 2011 @ 11:13 Reply

      Grazie Stefano,
      per il tuo desiderio di condividere con noi le tue emozioni e sentimenti. Per me sono un aiuto prezioso perchè mi confortano nel non sentirmi sola.
      Anche a me piace condividere, ma poichè sono timida e riservata non riesco a farlo pubblicamente ed anch’io come Cinzia più sotto non riesco ad avvicinarmi a facebook o similari. Leggerti mi permette di confrontarmi con i miei stessi limiti, ed è un po’ come guardarmi allo specchio.
      Grazie dunque e continua così.

      Con gratitudine.
      Lucia

  • cinzia, 14 Ottobre 2011 @ 09:30 Reply

    Stefano, mi piacciono molto le tue riflessioni ma credo non sia necessario che tu ti senta in colpa per taluni tuoi comportamentim a tuo parere, poco “cristiani”. Dovremmo imparare ad accettare i nostri limiti e le nostre debolezze. Ci sono giorni che non siamo disponibili all’accoglienza perchè magari stiamo attraversando momenti difficili che ci rendono aggressivi e meno tolleranti per cui anche un tizio come quello incontrato al supermercato può irritarci fino a farci diventare provocatori. Nel desiderio di voler diventare perfetti cristiani corriamo il rischio di voler recitare un ruolo eccessivamente impegnativo e che forse Gesù neppure ci chiede.

    In questo periodo ho difficoltà a trovare l’abito giusto per partecipare all’incontro con Gesù, non riesco a trovare qualcosa in me che possa piacergli. Che importa che io partecipi o meno alla sua festa e se ci andassi e mi sentissi a disagio tra quelle persone così ben vestite e preparate per l’occasione che mi noterebbero subito a causa del mio abito malconcio ? Sarebbe disposto a prendermi per mano così come sono ? Non ne sono sicura.

    Io non sono una assidua frequentatrice di blog in genere e questo è l’unico che frequento ma c’è una cosa che non riesco a capire: perchè Paolo non prende parte (quasi mai) al dibattito e si limita soltanto a introdurre l’argomento di discussione ? Perchè non interagisce con noi ? Per coloro che come me vorrebbero dialogare con lui perchè non è possibile farlo attraverso il suo blog ? detesto Facebook, Twitter e tutto ciò che mette in piazza i fatti delle persone ma penso che in questo blog Paolo dovrebbe essere più presente.
    La mia non è una polemica ma una necessità.

    • Paolo, 14 Ottobre 2011 @ 13:30 Reply

      Carissima, come sanno i frequentatori storici del blog non intervengo se non raramente nel dibattito pre tre ragioni.
      La prima deriva dal fatto che ognuno mette un suo contributo liberamente, in teoria non ci sarebbe neanche da dialogare fra i commenti (quella e’ una chat!) . Io scrivo un articolo poi ognuno mette quello che pensa, nel rispetto delle opinioni. Calcola che chi scrive unx commento rappresenta meno dell’uno pera cento di chi legge! Molti, anzi detestano i commenti. Da tempo sto pensando di chiudere imcommenti al blog ed aprire una chat di libera discussione.
      Secondariamente, se guardi i grandi blog vedrai che quasi mai il titolare interviene, perche’ internet resta uno strumento limitato e foriero di incomprensione. Di questo me ne rendo sempre piu’ conto col passare del tempo.
      Terzo e determinante motivo: tengo famiglia, tengo lavoro, passo gia’ troppo tempo davanti al video massacrando i miei occhi malati. Pieta’!
      🙂

      • cinzia, 17 Ottobre 2011 @ 13:10 Reply

        Caro Paolo,
        credo di sapere la differenza che intercorre tra un blog e una chat. Tuttavia il mio era semplice desiderio di avere maggior opportunità di dialogare con te, poichè essendo una assidua lettrice dei tuoi libri (ho appena acquistato l’ultimo sul dolore che mi sto accingendo a leggere) e non avendo la possibilità di partecipare ai tuoi incontri serali, troverei molto utile avere l’opportunità di un “dialogo virtuale” poichè è anche grazie ai tuoi libri che mi sono avvicinata alla fede. Ma è un percorso difficile da attraversare da sola, come ti avrò certamente già detto, che necessita anche del sostegno prezioso di persone come te che, proprio perchè hai scelto di incontrare gli altri per raccontare la Parola.

        Mi rendo conto dei tuoi molteplici impegni e soprattutto del tuo problema agli occhi che non ti consente di stare troppo tempo davanti ad un video ma sono certa che se tu ci riflettessi un pochino un sistema riusciresti a trovarlo. Pensaci.

        E a proposito di dolore, anche la solitudine genera dolore e questo nostro andare sempre di corsa non ci consente di fermarci un attimo per guardare negli occhi una persona e ascoltarla. Nessuno oggi ha più voglia di ascoltare, tutti parlano, parlano, scrivono, ma non sanno più ascoltare. Io ho imparato a farlo proprio perchè incontro sempre più persone che hanno bisogno di essere viste ed ascoltate e il loro sorriso mi scalda il cuore.

        • Paolo, 17 Ottobre 2011 @ 14:20 Reply

          Hai ragione! Grazie dei tuoi suggerimenti!
          Se vuoi un incontro personale e scopro di dove sei (mandamelo su mail privata: paolocurtaz@tiscali.it) magari ci si incontra quando giro l’Italia.
          Come ben sai faccia a faccia è un’altra cosa…
          😉

          • cinzia, 18 Ottobre 2011 @ 07:17

            Grazie di cuore Paolo, ti contatterò certamente.

  • fabiana, 14 Ottobre 2011 @ 11:25 Reply

    Grazie Stefano,
    in realtà più esclusa, mi sentivo ignorata.
    Anch’io sono timida, ma ci provo,
    mi piace il confronto, mi piace ascoltare l’opinione degli altri.
    Sono cresciuto molto dentro, ascoltando gli altri.
    Amo la schiettezza, quella evangelica.
    Per cui, grazie di avermi rivolto la parola.
    Si inizia così. 🙂

  • costanza, 14 Ottobre 2011 @ 12:01 Reply

    Devo dire che l’interpretazione di questa parabola che identifica Dio con il re non mi convince tanto; alla fine si tratta sempre di un personaggio che utilizza metodi violenti, che esclude e uccide. Insomma, tutti i commenti che sento ad un certo punto debbono arrampicarsi sugli specchi.
    Non è che c’è un’altra lettura possibile?

    • Vera, 14 Ottobre 2011 @ 12:40 Reply

      dicono che la parabola stessa sia frutto di un collage di parole dette in momenti diversi e rimessi insieme ora cosi’.
      adattati alla situazione reale quella a a cui in quel momento si riferivano e forse i presenti non vi vedevano le incongruenze che vi potremmo trovare oggi noi!
      che nell’antico testamento il re uccidesse.. era sentita come cosa normale! (e’ dopo Gesu’ che questo a noi fa impressione!)
      normale lera a vendetta.

      comunque Dio Padre manda i profeti per invitarci al banchetto e noi li uccidiamo, e forse cosi’ da noi stessi ci autoescludiamo (siamo noi a distruggere e bruciare coi nostri peccati le nostre citta’ quelle vere e quelle dell’anima) ma il Padre poi allarga l’invito ad altri.
      a tutti oggi.

      e’ ancora il riassunto simbolico della storia della salvezza.
      quella che Dio ha iniziato con Israele
      e che si ripete in ciascuno di noi.
      L’invilto la risposta …
      la chiamata all’Amore che e’ Morte e-solo-poi Vita…
      Vita gia’ presente adesso
      ma solo per chi ha il coraggio e la gioia di morire adesso…
      chiamata e l’attesa (nel silenzio dell’universo)
      del nostro Si e del nostro No che possono creare e distruggere.

      far pianti di lutto o grida di festa ai banchetti interminabili e sontuosi di nozze (come accade ancora oggi in Palestina…)

      • michaela, 14 Ottobre 2011 @ 15:19 Reply

        Io purtroppo non riesco ad isolare la parabola ai tempi di Gesù, sarà un mio limite…..
        Comunque senza pretese e solo a mio dire:

        Oggi come ieri, se vogliamo, Dio ha scelto e chiamato gli eletti al banchetto di nozze del Figlio Suo; banchetto rappresentato dal Sacrificio Eucaristico durante la Santa Messa, sempre oggi e ieri rappresentato dalla Croce.
        Noi preghiamo “Dacci oggi il nostro Pane quotidiano”! Pane Quotidiano può essere inteso come pane quale sostentamento fisico e Pane quale sostentamento Spirituale e per me (solo per me) anche corporale.

        Bene, dpo questa breve premessa, quanti degli eletti sono presenti ogni giorno, con la veste nuziale, al banchetto nuziale?
        Ma Dio dice: la sala deve essere piena, non perchè ha bisogno di gente intorno, ma perchè vuole che la salvezza ci sia e se gli eletti rifiutano, che ci sia per tutti; solo così si compie il regno di Dio (la sala)
        Però può succedere che, una volta piena la sala, ci sia qualcuno che sia talmente ostinato e di cuore talmente duro (il vestito) che è presente si, ma senza fede, senza il dovuto riconoscimento, senza la dovuta contrizione, senza la minima intenzione di voler intraprendere un cammino di conversione; è presente solo per dire: si, Dio è Buono e pieno di Misericordia tanto da accogliere tutti indistintamente.
        E questa, sinceramente, mi sembra una sfida nei confronti di Dio.

        Ai tempi di Gesù, quando la sala (il regno) è piena e le vivande sono servite, cioè alla fine deitempi, colui che non ha la veste nuziale, sarà ucciso e gettato nella geenna e lì ci sarà pianto e stridore di denti.

        Oggi, quando la sala ( il Regno) sarà piena e le vivande servite, a colui che, nonostante tutto, non abbia dato il benchè minimo accenno di conversine o di pentimento sarà detto: “in verità non ti conosco”; il che equivale alla morte, non solo del corpo, ma anche dell’anima, dello spirito e lì ci sarà pianto e stridore di denti.

    • Paolo, 14 Ottobre 2011 @ 13:24 Reply

      Il racconto fila via liscio se escludi la violenza, proposta dal uditorio, e la faccenda del vestito (ti immagini un mendicante cin abito nuziale?). Probabilmente il nucleo originario della parabola e’ stato ampliato da Matteo inserendo frasi di Gesù dette in altri contesti.

  • Vera, 14 Ottobre 2011 @ 12:05 Reply

    A Cinzia e Lucia1 a proposito di Facebook
    il Blog puo’ essere un luogo di confronto riflessione e approfondimento,
    pacato sereno tempi piu’ lunghi ed elastici.

    Facebook ha un’incrediblie potenzialita’ di connessione immediata, di condivisione di informazioni con migliaia e migliaia di persone in tempo reale e questo puo’ portare anche alla caduta di governi e a nuove speranze… nuove opportunita’…

    l’immediatezza ha i suoi limiti evidenti e Fb i suoi evidenti rischi molti ancora da verificare nel tempo… come ogni attivita’ umana! eppure

    Facebook (come altre cose simili) e’ uno strumento di oggi, puo’ essere utile se lo usiamo per il meglio. utile anche noi cristiani per ritrovarci e non solo…

    certo occorre anche attenzione a cio’ che si vuol condividere!:
    di spazzatura ne abbiamo abbastanza nelle strade e nel web, e sapere che qualcuno in un certo giorno ha mal di pancia forse non e’ qualcosa di importante per tutti… come non lo e’ il vomito continuo di pensieri insulsi di molti “amici” che mi raggiungono di continuo non appena lo apro… comunque…

    io lo uso ormai da tempo, soprattutto “per servizio” ed ho cominciato cosi’ , perche’ anche tra persone che abitano nella stessa citta’ e’ un modo molto utile veloce economico ed immediato di condividere informazioni. spesso piu’ che le email o il telefono stesso!

    sono contenta che anche Paolo si sia deciso ad avere un suo account lassu’ e ve lo ricordavo qualche giorno fa, perche’ il Regno puo’ passare anche per facebook, ai nostri giorni, a trovare gli uomini e le donne che passano anche su facebook, ai nostri giorni!

    ognuno percorre le strade sue, quelle piu’ consone a lui, ma Dio ci raggiunge tutti in un modo o nell’altro, come gli invitati del banchetto di nozze. ci trova qua e la’. (anche attraverso Fb si puo parlare di Dio e fare del bene credetemi.)
    resta sempre il problema del vestito… e delle scarpe… il cammino e’ lungo… e difficile! talvolta certo non e’ sempre gioia o sorriso ma anche sudore e forza consapevole di se’ e della infinita forza e potenza di Dio.
    (che ci anima)

    • cinzia, 14 Ottobre 2011 @ 13:14 Reply

      Vera,

      purtroppo la mia diffidenza verso Fb e simili nasce dal fatto che ho letto e sentito dichiarazioni autorevoli sul rischio che ognuno di noi corre frequentandoli e mi riferisco alla commercializzazione che questi networks fanno dai nostri dati personali creando un vero e proprio business redditizio per loro e pericoloso per noi.
      E’ capitato che dati e immagini di bimbi siano state vendute a siti pedopornografici e per questo ci sono cause in corso (per dire la peggiore) oppure che i nostri dati interessino ad un “grande fratello” interessato a carpire informazioni su di noi per subbissarci di pubblicità, ecc.
      E questa io la ritengo una violazione della privacy alla quale purtroppo non è possibile sottrarsi, confermata da esperti del settore che ogni giorno devono affrontare problemi causati da questa forma di comunicazione, comodissima senz’altro, ma molto rischiosa.

      • Vera, 14 Ottobre 2011 @ 13:54 Reply

        ho parlato di condivisione di informazioni e non di foto!di adulti o bambini che siano!

        tanto i dati personali di tutti noi sono già’ usati da moltissimi altri, in Internet e non solo!
        anche senza Facebook!

    • michaela, 14 Ottobre 2011 @ 21:53 Reply

      Si Vera, il Regno può passare anche per facebook ai nostri giorni e se per Paolo è uno strumento per l’edificazione del Regno, ben venga!

  • michaela, 14 Ottobre 2011 @ 12:27 Reply

    Lucia1, si, confesso : neppure io sono molto portata per facebook!

    Mi piace vivere qui in piena libertà!

    Stefano, ti dico con tutta sincerità che a volte, soprattutto nei momenti di tempo limitati, vedendo la lunghezza dei tuoi articoli, ho esclamato :”caspita, quanto è lungo!” Ma solo per un breve istante, perchè poi iniziando a leggere, ho sempre desiderato che non finisse mai”.

    Resta così come sei! Fermo restando che se è vero che sei abbastanza spigoloso, dovresti smussare qualche angolo; sono certa che Gesù accetta tutti comunque, ma, secondo me, vuole anche che si migliori il nostro modo di essere per far si che si conformi sempre più a Lui.

    Cinzia tu dici: “Sarebbe disposto a prendermi per mano così come sono”

    dal diario di Suor Faustina Kow Alska:

    “Figlia mia, mia delizia e mio compiacimento, nulla mi trattiene dal concederti le grazie. La tua miseria non è un ostacolo per la mia misericordia. Figlia mia, scrivi che quanto più grande e la miseria, tanto maggiore è il diritto che ha alla Mia Misericordia, ed esorta tutte le anime alla fiducia nell’insondabile abisso della Mia Misericordia che venne spalancata dalla lancia sulla Croce per tutte le anime; non ho escluso nessuno:”

    7.VII.37. Nei momenti di dubbio, cioè se l’anima è debole, preghi Gesù perchè agisca Lui, sebbene sappia che dovrebbe agire lei con l’aiuto della Grazia di Dio, ma in certi momenti lasci che Dio faccia tutto Lui.

    Intanto, “Amami come se”i dice Gesù :se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non amerai mai.
    Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei”.

    Fabiana, amica, fissa bene nella tua mente che Gesù non ignora mai nessuno; pertanto, anche se dovessi avere la sensazione, ma così non è, di sentirti ignorata dagli uomini, tu sii sempre certa che hai un amico che pensa e tiene a te!

    :-):-):-)

    • fabiana, 14 Ottobre 2011 @ 21:35 Reply

      Grazie, a te.
      Fabiana

  • Stefano (Perugia), 14 Ottobre 2011 @ 13:29 Reply

    Vorrei ancora una volta promettere di essere più breve nei miei interventi, anche perché mi rendo conto di risultare alquanto “indigesto”. Vi consoli però il fatto che non dovete sopportare un logorroico come me al vostro fianco tutto il giorno. Mi viene da dire, pensando a mia moglie: “Maria Chiara Santa subito!”.

    @ Costanza (ma anche @ me stesso e @ mia suocera)

    Mi sembra di sentire mia suocera! Anche lei, come me d’altronde, spesso rimane scandalizzata dal comportamento del Padre/Re/Padrone/Dio che in alcuni passi del Vangelo appare molto duro e così lontano da quel Dio misericordioso che sappiamo essere in realtà. Ma forse – accetta, ti prego, l’opinione di uno che come cultura teologica può solo vantare l’avere visto il “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli – l’argomento centrale della parabola non è tanto il comportamento del re quanto, piuttosto, quello degli invitati. Ciò che dovrebbe renderci perplessi è il loro rifiuto di fare festa e la pervicacia con cui quelle persone dicono di “no”. D’altronde l’essere uccisi e cacciati non è altro che il frutto della libera scelta di non seguire Dio: è, insomma, la rappresentazione – un po’ cruenta – del nostro volergli rimanere lontani. Io sono convinto che scegliere una vita senza Dio sia come venire uccisi o cacciati da se stessi!

    Guardare troppo il particolare può spesso sviare: considera che i Vangeli sono comunque stati scritti in un determinato luogo e contesto storico e che certi comportamenti, se non vengono letti alla luce degli usi e costumi di quell’antica società, possono sembrare quantomeno incomprensibili all’uomo di oggi.

    • anna, 17 Ottobre 2011 @ 11:22 Reply

      Ciao Stefano !!
      in maniera molto perentoria ti chiedo:
      non cambiare il tuo modo di scrivere i tuoi commenti, perché è molto piacevole leggerli, fai delle “ottime” fotografie delle situazioni che vivi e dei sentimenti che provi !
      Mi ci ritrovo molto spesso…… grazie 1000 !!!!

      Che il Signore benedica il “grande” Paolo, voi tutti che scrivete e noi (tanti…) che leggiamo……

  • costanza, 14 Ottobre 2011 @ 14:52 Reply

    Io ho l’impressione che invece possa essere letta anche al contrario: come NON si comporta Dio, l’Abbà.
    Paolo parla spesso della pedagogia di Gesù, forse andrebbe inquadrata in un discorso di svelamento della condizione di quella Galilea delle genti sotto l’oppressione romana; e quindi divenire un esempio della violeza quotidiana in cui viveva un popolo al 90% sotto la soglia della povertà.

  • edda, 15 Ottobre 2011 @ 08:26 Reply

    Il mio don domenica ha spigato semplicemente: “Quello che non aveva il vestito giusto era uno che era sì, alla festa, ma con il cuore e la testa era restato fuori, con gli altri che non erano voluti venire….”
    In quanti nelle nostre chiese, a Messa, sono lì ma con la testa e il cuore sono altrove? ( e, ahimè, a volte succede anche a me…)

  • Vera, 15 Ottobre 2011 @ 10:32 Reply

    Quando si ha più confidenza con qualcuno, smettendo un po’ la diffidenza e la paura,
    quando ci si conosce meglio… allora ci si lascia vedere di più dagli altri…
    meno maschere…

    e possiamo trovarci a scoprire che anche la persona che sembra
    maggiormente Vestita da crudele e “Cattivo”,
    indossa cucita una canottiera buona.

    (scusate la metafora, si parla di vestiti!)

    Mio figlio ama dire che la dolcezza della nostra gattina
    farebbe intenerire la persona più crudele del mondo.
    già,
    che non sia questo il segreto?!
    intenerire i cattivi con la dolcezza?!
    Vestirci noi di dolcezza, per intenerirci tra noi così?!

    meglio: lasciare che la dolcezza di Dio ci intenerisca…
    ci conquisti…
    e lasciarci andare, senza difese, al Suo amore… finalmente!

    Oggi è Santa Teresa d’Avila, mi è sempre stata simpatica!
    buona giornata a tutti

    • maria rosaria, 15 Ottobre 2011 @ 16:27 Reply

      Vera, bello l’esempio della gattina! E a proposito:

      Un paio di settimane fa, mio figlio mi ha chiesto di portare in casa un altro gattino, inizialmente ho detto no, perchè la cura, come sempre, spetta a me, oltre agli altri impegni di famiglia, di lavoro…..
      Trascorso qualche giorno è tornato a casa accompagnato dalla fidanzata dicendo di avere un qualcosa da farmi vedere, e indovina un pò? Un micetto di appena quattro mesi dolcissimo e tenero che faceva continuamente le fusa.
      Si bello! gli ho detto, ma ho ribadito anche che non avrei potuto tenerlo. Si d’accordo, mi hanno risposto loro due, lo porteremo via, sappiamo già a chi donarlo, ma non ne avevano alcuna intenzione. E indovina un po? Giorno dopo giorno, mi sono ritrovata ad accudire con gioia e con l’intenzione di non lasciarlo andare più, oltre alla gattina che già avevo, un altro birbantello più dolce che mai,che gioca, che vuol essere coccolato, che ti fa le fusa, che capisce ciò che gli dici, che ubbidisce……
      Anche l’altra gattina, inizialmente era gelosa e gli si avventava contro; ora invece dormono tranquilli nello stesso cesto.
      Questo mi ha fatto capire che, al banchetto del Regno, inizialmente siamo chiusi e scontrosi con gli altri invitati, ma poi, quando ci accorgiamo che Dio tratta tutti nello stesso modo ed è, anche se per tutti, unico ed esclusivo per ciascuno, cominciamo a capirci a volerci bene e ad essere dolci e remissivi gli uni con gli altri.

      Ciao, a presto, maria rosaria.

  • fabiana, 15 Ottobre 2011 @ 12:20 Reply

    Ciao Vera!
    Grazie di aver ricordato Santa Teresa:
    io sono di spiritualità carmelitana!

    • Vera, 15 Ottobre 2011 @ 13:27 Reply

      Ciao Fabiana questi per te:
      son piccini lo so ma qui non posso ingrandirli
      fallo tu copiando e incollandoli dove vuoi!
      ☻☺☻☺☻☺☻☺☻☺☻☺☻☺

  • Federica, 15 Ottobre 2011 @ 16:40 Reply

    Fabiana, scusa, ma come si fanno le altre espressioni?

    • fabiana, 15 Ottobre 2011 @ 19:08 Reply

      Quali altre?
      Se sei triste, giri la parentesi, cioè usi quell’altra …
      oppure?

  • Federica, 15 Ottobre 2011 @ 20:27 Reply

    L’occhiolino?

    • fabiana, 15 Ottobre 2011 @ 21:55 Reply

      Ti abbiamo risposto in 2!

  • ww, 15 Ottobre 2011 @ 21:52 Reply

    per l’occhiolino: punto e virgola, meno, chiusa parentesi tonda 😉

    un occhiolino e una preghiera per tutti voi 😉

  • fabiana, 15 Ottobre 2011 @ 21:55 Reply

    No, per quello devi scaricare, credo,
    oppure prenderlo e copiarlo,
    copia e incolla,
    per capirci.
    Guardo se ce l’ho io, oppure col punto e virgola
    al posto dei 2 punti.
    😉

  • Federica, 15 Ottobre 2011 @ 22:53 Reply

    Grazie fabiana, grazie ww!

    😉

  • michaela, 15 Ottobre 2011 @ 22:56 Reply

    Ho capito, ve la state spassando questa sera, della serie voglia di lavorare saltami addosso!
    🙂 😉

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