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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

La Chiesa è saldamente ancorata alla roccia del Vangelo, nessun vento può abbatterla. Quanto è vero! Anche nella nostra vita di fede: se ci sono dei momenti di fatica, di scoraggiamento, di prova, non dobbiamo temere. Ciò che crolla è ciò che è superfluo, non ciò che è indispensabile. I terremoti interiori, nella vita, possono farci morire sotto le macerie ma, se abbiamo costruito saldamente la nostra vita intorno ai valori del Vangelo, ciò che resta in piedi è ciò su cui poter ricostruire. L’avvento ci prepara al Natale riportandoci all’essenziale. Non ci spaventiamo se soffiano i venti, se abbiamo la sensazione di vivere un tempo destabilizzante, da fine Impero: cerchiamo il Regno anzitutto e il resto ci sarà dato in abbondanza. Non parliamo a vanvera di Dio, non scomodiamolo per giustificare le nostre prese di posizione ma, con semplicità, viviamo con coerenza la Parola che quotidianamente meditiamo…

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