Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Eccola qui la Chiesa, il sogno di Dio. Quella vera, quella voluta dal Signore, quella che dovrebbe diventare il modello per ogni scoperta, per ogni progetto, per ogni piano pastorale. La Chiesa non è una società perfetta, un’anchilosata organizzazione, una scalcagnata ed improbabile accozzaglia di persone emotivamente instabili. La Chiesa che Gesù sogna nasce per sua iniziativa: egli chiama a sé coloro che egli vuole. Non si fa parte della Chiesa per decisione personale ma si risponde ad un’intima chiamata che ci scuote dalle fondamenta. Gesù ci costituisce Dodici, diventiamo un’altra cosa rispetto all’insieme formato da singole personalità, si diventa un cuor solo e un’anima sola. Dodici come le tribù di Israele, Dodici come i mesi dell’anno, la pienezza del tempo. E alcune cose devono fare i discepoli: stare col Maestro, frequentarlo, pregarlo, ascoltarlo e meditare le sue parole per essere in grado di annunciare la sua Parola e cacciare la parte oscura che contagia il mondo e la vita. Tutto il resto: l’organizzazione, i ministeri, i carismi messi a disposizione gli uni degli altri, non sono che strumenti per realizzare questo sogno. Ricordiamocelo.

Share:

2 Comments

  • Roberto Coletta, 22 Gennaio 2015 @ 15:56 Reply

    Caro Paolo
    le Tue, sono quelle pillole disintossicanti che servono a pulire dalle tossine il cuore; già, il cuore che sta diventando una “discarica” della nostra società. Signore Gesù, fa che possiamo vedere con i Tuoi occhi.
    Grazie Paolo

  • Federica, 23 Gennaio 2015 @ 01:46 Reply

    Luca 18, 40-43:
    Gesù, fermatosi, comandò che il cieco fosse condotto a lui; e, quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io ti faccia?» Egli disse: «Signore, che io ricuperi la vista». E Gesù gli disse: «Ricupera la vista; la tua fede ti ha salvato». Nello stesso momento ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Dio.
    Ricuperare la vista è ricominciare a vedere con gli occhi di Gesù.
    Bella preghiera, Roberto! Poche parole ma significative. A questo punto Gesù ti risponderebbe: “Vedi con i miei occhi, la tua fede ti ha salvato”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbero interessare

I suoi dodici

Scritto da  

Compassione

Scritto da  

Pietro e Paolo

Scritto da  

Andate

Scritto da