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In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Gv 8,1-11

Una pagina dal forte sapore lucano apre la nostra giornata lavorativa. Si fronteggiano due modi di vedere Dio e la vita: da una parte le regole, la legge, l’odio sottile e la misoginia verso una donna (non ha nome!) colta in adulterio. Non c’è l’adultero, solo lei, usata per mettere in difficoltà Gesù, per far vedere a tutti, infine, che il Nazareno è un folle anarchico. Dall’altra il volto di un Dio misericordioso, non mollaccione, che ha, sì, dato una legge ma perché porti l’uomo a crescere, non ad essere schiacciato dalle norme. Un Gesù pensieroso, triste, che rifiuta di incrociare lo sguardo carico d’odio di chi gli sta accanto, che scrive sul selciato del tempio. Cosa scrive? Forse le parole della legge, che Dio aveva dato per la libertà, non per uccidere le persone. Tace, il Signore, riflette, smorza la tensione. Certo, questa donna ha peccato. Ha tradito la fiducia di suo marito. È colpevole, forse merita la morte. Ma chi non ha mai peccato? Se il metro di giudizio è la severità e l’intransigenza, chi potrà mai sopravvivere? Dio ha dato una legge e va rispettata, ma se la trasgrediamo, Dio non ci aspetta forse per perdonarci? Ora tutti tacciono. Già, messa così è tutta un’altra faccenda. Ora se ne vanno, la donna resta sola con Dio.

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1 Comment

  • Anna Maria Carlini, 30 Marzo 2020 @ 09:10 Reply

    Buongiorno caro Paolo , oggi nella partecipazione alla messa del Santo Padre ho chiesto al Signore la consapevolezza del mio peccato, perché in fondo non siamo proprio convinti di essere peccatori. Grazie per il tuo esserci e gloria a Dio per ciò che fa in ciascuno di noi se solo gliene diamo la possibilità. Buona giornata

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