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In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. Mc 16,15-20

In questa giornata la Chiesa celebra con gioia la memoria dell’evangelista Marco. Il suo Vangelo, il più breve, il primo, probabilmente è stato suggerito dal suo amico e maestro, l’apostolo Pietro. Che compagnia!

Il Vangelo di Marco ha avuto una strana storia all’interno della Chiesa. A causa di una scorretta e approssimativa interpretazione quasi da subito è stato interpretato come se fosse un riassunto del Vangelo di Matteo, ben più sviluppato e corposo. Solo grazie agli studi di critica testuale della seconda metà dell’ottocento, si è invece capita la straordinaria importanza di questo testo all’apparenza così semplice. È Marco ad avere inventato il Vangelo è lui che ha voluto mettere per iscritto quello che la prima predicazione diceva a voce, destinando la sua opera ad una comunità proveniente dal mondo pagarono, forse i cristiani di Roma, che si preparavano a ricevere il battesimo. Un vangelo in presa diretta, vivace, che cerca di rispondere alla domanda: chi è veramente Gesù di Nazareth? È bellissimo pensare che persone concrete come il giovane Giovanni Marco, un adolescente ai tempi di Gesù, abbiano dedicato tanta fatica per condividere con noi la loro straordinaria esperienza di fede. Così la Chiesa avanza lungo i secoli raccontando da bocca a orecchio l’esperienza che uomini e donne come noi, e prima di noi, hanno vissuta. Ringraziamo Marco per la sua fatica, per la sua passione, per il suo coraggio.

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