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In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».
Mt 10,7-13

Barnaba è originario di Cipro, si fa cristiano, vende quello che ha e lo consegna agli apostoli. Il suo è un gesto radicale ma lui non è affatto una persona rigida, anzi. Si fa carico del giovane Saulo, appena convertito, di cui nessuno si fida. Lo prende sotto le sue ali e lo porta con sé in missione. A Gerusalemme la comunità è turbata dalla notizia che ad Antiochia fra i fratelli si sono aggiunti dei pagani: viene inviato Barnaba che, vista la situazione, non tergiversa e li incoraggia risolutamente a perseverare nella fede. Luca nel suo resoconto dice che Barnaba fu soprannominato “figlio dell’esortazione”. Barnaba incoraggia chi incontra, vede il positivo, trova delle soluzioni. Unisce anziché dividere, il suo nome e la sua memoria sono rimasti a incoraggiare quanti si mettono alla sequela del maestro Gesù. Abbiamo urgente bisogno, nelle nostre comunità, di persone che, come Barnaba, si mettono a costruire invece che a criticare. Abbiamo bisogno di figli dell’esortazione capaci di condurre all’unità chi, invece, contrappone le diverse posizioni nella fede. Impegniamoci, oggi, a costruire anziché criticare.

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2 Comments

  • Luciana Ruggiero, 11 Giugno 2020 @ 09:36 Reply

    Come interpretare, oggi, la condizione che Gesù impone ai suoi discepoli di andare a predicare per il mondo senza portare nulla con sé, affidandosi completamente all’accoglienza ed alla generosità degli altri?
    Per lei è così o quando parte per le predicazioni prepara i suoi bagagli con ciò che le occorre e porta con sé denaro e carte di credito?
    Mi sembra un po’ difficile, in questo tempo, mettere in pratica le esortazioni di Gesù….o bisogna interpretarle come uno spogliarsi di tutto ciò che impedisca una corretta visione
    delle esortazioni evangeliche?
    Mi piacerebbe il suo punto di vista di teologo e profondo conoscitore del Vangelo.
    Grazie

    • Paolo

      Paolo, 11 Giugno 2020 @ 10:12 Reply

      La radicalità del Vangelo può essere preso alla lettera, penso a san Francesco d’Assisi, oppure nel suo intento profondo. Oggi Gesù utilizzerebbe un albergo per dormire? Probabilmente sì. Ma quello che è necessario è affidarsi alla forza dell’annuncio senza contare troppo sugli strumenti o sull’organizzazione. Possiamo avere una grande struttura ma se manca il fuoco dell’annuncio non serve a nulla.

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