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In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Mt 17,1-9

Un sei agosto esplose la prima bomba atomica. Un sei agosto papa Paolo VI, timidamente come era vissuto, raggiunse il Padre. E il sei agosto, nel cuore dell’estate, apriamo il nostro cuore all’immensa bellezza di Dio.

Siete già saliti sul Tabor nella vostra esperienza di fede? Dio ci dona – a volte – di assistere alla sua gloria. Raptim, diceva il grande Agostino. Fugacemente. Un momento di preghiera che ci ha coinvolto, una messa in cui siamo stati toccati dentro, una giornata in quota in mezzo alla neve con la bellezza della natura che diventa sinfonia e ci mozza il fiato. Attimi, barlumi, in cui sentiamo l’immenso che ci abita. E il sentimento diventa ambiguo: talmente grande da averne paura, talmente infinito da sentircene schiacciati, talmente immenso da restarne travolti. È la paura che prende Pietro e compagni, è il terrore che abita Abramo prima di incontrare il suo Dio. Il sentimento della bellezza di Dio, la percezione della sua maestà ci motiva e ci spinge. Pietro lo sa: “È bello per noi restare qui”. Finché non giungeremo a credere grazie alla bellezza che ci avvolge, ci mancherà sempre un tassello della fede cristiana. Sapete perché sono cristiano, amici? Perché non ho trovato nulla di più bello di Cristo. Da questa bellezza possiamo ripartire per ridire il Cristo agli uomini d’oggi.

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2 Comments

  • Lia Cocco, 6 Agosto 2020 @ 07:59 Reply

    È una vita che passo l’estate in Valle . Attimi di Trasfigirazione sono state le Messe in montagna cui partecipo arrivando a piedi con la fatica dei miei 79 anni. Mi danno la forza per tornare in pianura a donare un poco di quel Paradiso .al mio prossimo.
    Grazie Paolo mi sei stato molto vicino durante il lockdown. Lia Primula

  • Fiorenza Donà, 6 Agosto 2020 @ 10:27 Reply

    Grazie Paolo, per la fede che trasmetti con la tua riflessione! Sì percepisci l’amore nel Gesù, figlio di Dio, che risplende la bellezza e la luce del Padre 🌻

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