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Commento al Vangelo del 10 Marzo 2021 | Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Mt 5,17-19

Gesù viene considerato dai custodi della Legge, da coloro che pensano di essere i retti interpreti della Tora, i pretoriani della fede, come un anarchico, una testa calda: contesta gli atteggiamenti ipocriti dei devoti, fa emergere le contraddizioni di chi afferma dei principi irrealizzabili, ridicolizza umanissime e intangibili tradizioni falsamente attribuite a Dio… Ma non è così, e lo ribadisce: Gesù non è venuto a cambiare le norme ereditate da Israele, ma a riportarle alla loro origine, alla volontà benevola di Dio che le ha consegnate perché fossero un percorso di liberazione, non un’opprimente cappa di severe regole morali. Distingue, il rabbì quanto proviene da Dio da quanto, furbescamente, è stato aggiunto da umanissime tradizioni umane per soggiogare i fedeli. Il progetto di Dio non è cambiato di una virgola: il modo di applicarlo, di interpretarlo, è sempre soggetto ad approssimate interpretazioni, a visioni ristrette e riduttive, a palesi errori. Vigiliamo per non commettere lo stesso errore anche noi!

1 Comment

  • Claudio, 10 Marzo 2021 @ 18:07 Reply

    Grazie Paolo.
    Anche noi spesso privilegiamo le forme (ombre) anziché la sostanza del vivere da cristiani, che è credere in Lui che ci ha salvati. Per fortuna che la nostra salvezza dipende dal Suo amore e non da noi.
    Ciao.
    Claudio Cavaletto

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