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Commento al Vangelo del 29 Aprile 2021 | Mt 11,25-30

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Mt 11,25-30

È una donna di fuoco, Caterina, determinata al punto da rifiutare, a soli 12 anni, qualsiasi tentativo da parte dei suoi genitori di darla in sposa. Sarà lei a spuntarla vestendo l’abito del terz’ordine domenicano, cosa inusuale visto che normalmente era vestito da vedove anziane. E da mantellata lei, che non sa nemmeno leggere e scrivere, riceve intellettuali, artisti, nobili, ecclesiastici che ne restano affascinati. La sua conoscenza della Parola, meditata e pregata, il suo amore per i poveri e la sua risolutezza tutta femminile e tutta toscana la porta a rimbrottare il Papa che prolunga il suo esilio ad Avignone. Una figura spettacolare, intensa, vera, che richiama la nostra Chiesa ancora troppo legata a paradigmi maschili ad aprirsi, sul serio!, al carisma femminile. E Caterina, dottore della Chiesa illetterato, richiama tutti noi al fatto che non occorrono lauree in teologia per diventare santi.

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