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Commento al Vangelo del 03 Aprile 2021 | Mc 16,1-7

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole.
Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande.
Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».
Mc 16,1-7

Tutto tace. È tutto finito. I pellegrini hanno mangiato l’agnello pasquale, i fianchi cinti, il bastone in mano, pronti a partire per una nuova liberazione. Ma il sangue del vero agnello segna gli osceni legni fuori dalle porte della città. Il temporale improvviso ha spinto tutti a cercare rifugio nelle proprie case e il Nazareno è ormai un ricordo scalzato da altre piccole notizie della città in fermento per la Pasqua. Sono fuggiti i discepoli, scappati colmi di terrore di essere braccati e condannati. Un silenzio irreale è calato sulla città che uccide i profeti. Riposa, il corpo straziato del rabbi: l’ultimo gesto d’amore è stato quello di Giuseppe di Arimatea che gli ha donato la sua preziosa tomba scavata nel giardino. Ancora non decantano le emozioni, i pianti, il dolore di chi lo ha amato e ne ha visto il volto sbranato dalla ferocia. È finita. Ma le prime stelle annunciano una nuova giornata mentre il crepuscolo avvolge Gerusalemme come un manto.

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