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Commento al Vangelo del 23 Luglio 2021 | Gv 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Gv 15,1-8

È nata in Svezia agli inizi del Trecento, accetta di sposare Ulf dal quale ha otto figli. Vivono una vita ispirata alla regola francescana. Quando rimane vedova fonda un piccolo ospedale, studia sacra Scrittura (!) e il re la vuole come educatrice della regina; in seguito entra in monastero dove ha delle forti esperienze mistiche. Si reca a Roma per far approvare una innovativa regola di vita per un ordine misto composto da monaci e monache guidate, però, da una badessa. Il Papa è ad Avignone e Brigida, come Caterina di Siena, lo richiama al suo dovere di vescovo di Roma. Sarà sua figlia, proclamata santa anch’essa, a continuare il sogno del nuovo ordine. Ieri Maria di Migdal, oggi Brigida, voluta da Giovanni Paolo II come co-patrona d’Europa. È giunto il tempo (e forse è già quasi scaduto) di prendere sul serio la questione femminile anche nella Chiesa cattolica, per vedere come lo Spirito, insofferente alle tendenze maschiliste, suscita donne come Brigida a scuotere le coscienze…

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