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Commento al Vangelo del 20 Luglio 2021 | Mt 12,46-50

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Mt 12,46-50

Accogliere la Parola, ascoltarla, meditarla, pregarla, ci introduce ad una inusuale condizione: quella di diventare concittadini dei santi e famigliari di Dio (Ef 2,19-22). I legami di sangue ci legano profondamente, nel bene e nel male: i nostri genitori, le famiglie che abbiamo creato, i rapporti con i nostri figli… Spesso le esperienze più importanti, le emozioni più intense, ci derivano proprio dalle relazioni famigliari. Nei rapporti in famiglia investiamo attese, speranze. In essi sperimentiamo traumi e delusioni. Portiamo nel cuore un infinito bisogno di amore, di bene, di accoglienza, di luce. E Gesù risponde ad entrambi questi bisogni, costruendo una rete di relazioni che supera la famiglia, il discepolato e la comunità, e orientando la nostra ricerca infinita di bene e di amore verso l’unico in grado, veramente, di colmarla: l’Infinito. Più della famiglia c’è la comunione di coloro che, come noi, hanno sperimentato la pienezza della Parola…

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