Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo
Commento al Vangelo del 24 Settembre 2021 | Lc 9,18-22

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Lc 9,18-22

Lo seguono da due anni. Ascoltano le sue parole, hanno visto i segni che ha compiuto, ne hanno osservato, ammirati e scossi, l’intensa vita di preghiera, la bontà di cuore, la forza interiore. Hanno camminato con lui, e pranzato e dormito all’addiaccio. Ora è tempo di osare, di mettere le carte in tavola, di mettersi in gioco, infine. Chi sono per te? Pietro risponde: sei l’atteso di Dio. La sua è una sconcertante professione di fede: nulla faceva pensare che quel falegname di Nazareth fosse il messia trionfante atteso da Israele. E Gesù spiega a Pietro, e a noi, cosa significa per lui essere Messia: raccontare il vero volto di Dio, riportare la fede sui binari della Scrittura, ricondurre Israele al Dio dell’alleanza, costi quel che costi, disposto a soffrire e a morire per annunciare il Padre. Nessun trionfalismo, nessuna gloria, nessuna potenza in Gesù. Per lui essere Messia significa farsi servo della Parola che conduce a Dio. Fino a morirne.

Share:

1 Comment

  • Filippo, 24 Settembre 2021 @ 07:59 Reply

    “E per te chi sono?” Oggi voglio rispondere a Gesù.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbero interessare