Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo
Commento al Vangelo del 04 Settembre 2021 | Lc 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».

Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Lc 6,1-5

I farisei conoscono bene la Legge, obiettivamente. Soprattutto per usarla come randello da dare in testa, specialmente per ferire e accusare. Usano la norma per sentirsi a posto davanti a Dio, per far pesare la propria specchiata virtù. Che Dio ne tenga conto, gentilmente. Sempre pronti a notare le altrui trasgressioni, anche se minuscole, anche se minime. E Gesù, invece di irrigidirsi, di irritarsi, tenero!, argomenta, entra nel loro campo, dimostra di conosce bene la Scrittura cui i suoi oppositori si appellano. È vero: Dio ha dato il sabato per ricordare ai figli di Israele di comportarsi da figli, non da schiavi. E ogni altra norma è stata donata perché l’uomo diventi più uomo. Ma la Scrittura stessa parla di eccezioni, di casi particolari, come quello che Gesù cita riguardo ai pani sacri che hanno illegittimamente sfamato il fuggiasco Davide con i suoi compagni. La norma ci è data per vivere da liberi non da castrati e, soprattutto, non per essere usata come corpo contundente.

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbero interessare