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Commento al Vangelo dell’11 Novembre 2021 | Lc 17,20-25

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Lc 17,20-25

Come il lebbroso samaritano si vede guarito anche noi siamo chiamati a vedere, ad andare oltre, a spalancare lo sguardo e sollevarlo verso l’altrove. Senza correre dietro a chi vede Dio ovunque o millanta visioni, senza cedere alla lusinga dello straordinario, dello stupefacente, dell’apparizione, siamo chiamati, sul serio, a vedere il Regno presente in mezzo a noi, a vedere la presenza di Cristo, come folgore, attraversare i nostri cieli e i nostri cuori. È già in mezzo a noi, il Regno, nel volto dei fratelli e delle sorelle che amano, che perdonano, che donano la vita, che fanno fiorire le parole del Vangelo. L’apparenza ci inganna: ci fa credere che il mondo precipiti nel caos, che Dio sia sconfitto dall’odio inarrestabile degli uomini, che tutto sia stato inutile. Ci vuole fede, e tanta, per credere alle parole del Signore. Ma ci credo. Guarda.

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