Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo
Commento al Vangelo del 29 Dicembre 2021 | Lc 2,22-35

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Lc 2,22-35

Il tempio sta rinascendo grazie all’abilità politica di Erode che, ignorando le irrisolte questioni su come si sarebbe dovuto ricostruire il tempio profanato da secoli, decide di rifarlo, ampliandolo, restituendo alla città e alla nazione il cuore pulsante della fede. Eppure tanta magnificenza, tanto lavoro, tanto dispendio di denaro non hanno aiutato il vecchio Simeone, che da sempre frequenta quei luoghi, a darsi pace. Solo quella coppia di giovani venuti dal Nord, che vagano un po’ intimiditi in mezzo alla folla, ha attirato la sua attenzione. E Simeone, finalmente, capisce e vede. È solo un neonato portato per essere offerto al Signore, come prescrive la Legge, ma in lui vede la realizzazione della promessa. Possiamo stare nel tempio giorno e notte senza vedere la salvezza. E due soli minuti, il tempo per accorgersi della presenza nascosta del Messia, possono illuminare e dare senso ad una vita di attesa. Avvenga così anche per noi, come per Simeone.

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *