Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo
Commento al Vangelo del 06 Gennaio 2022 | Mt 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese

Mt 2,1-12

Il Dio venuto sulla terra per salvare il suo popolo, oggi, viene riconosciuto da tutte le nazioni, dai curiosi rappresentati dai magoi, cercatori di risposte, viandanti e curiosi che cercano una risposta alle loro teorie scientifiche e incontrano Dio. Coloro che, invece, credono di credere, di sapere, accomodati comodamente sulle loro certezze, non riescono a vedere non lo riconoscono. Epifania è la notizia di un Dio accessibile ad ogni popolo, ad ogni uomo, senz’altra condizione se non quella di mettersi in cammino, di cercare. Per riconoscere in quel bambino in braccio a sua madre Dio, cui si offre l’incenso, il re, che riceve l’oro, e il crocefisso, rappresentato dalla mirra, unguento usato per il rito della sepoltura. Non ci siamo commossi davanti ad un neonato ma siamo stati scossi nelle fondamenta dal fatto che Dio si è consegnato alla nostra indifferenza ed è, da subito, il totalmente donato. Riconosciamolo, come i magoi, come re della nostra vita!

Share:

1 Comment

  • Silvia Battini, 7 Gennaio 2022 @ 00:24 Reply

    Un cammino ”perenne e irrequieto” – Papa Francesco, 6 gennaio 2022

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *