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Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2022 | Mc 2,13-17

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Mc 2,13-17

Eppure è chiaro, inequivocabile. Un detto che ha solcato i secoli, impresso a caratteri di fuoco nelle nostre menti di credenti. Una Parola che ci scuote come ha scosso Levi l’esattore, come ha colpito lungo la Storia migliaia di uomini e donne che si sono sentiti chiamati. Quindi, ribadisce il Maestro, lui, il medico, è venuto per occuparsi dei malati, non dei sani o di coloro che tali si ritengono. Ma, allora, scusate, perché passiamo il tempo a fingere di essere sani? Perché passiamo il tempo a nascondere le nostre malattie spirituali, più attenti all’apparenza che alla sostanza? Perché immaginiamo che Dio ci voglia perfetti, giusti, realizzati, compiuti? Lo ha detto con le parole e con la vita: è venuto per salvare chi si sente perduto non per fare i complimenti a chi pensa di essere in regola! Sono qui, Signore, guariscimi nel profondo, rendimi tuo discepolo.

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1 Comment

  • Lucia marocco, 15 Gennaio 2022 @ 10:08 Reply

    Proprio vero…ma perché ci ostiniamo a voler apparire in regola perfetti, pieni di qualità, quando, nel guardarci allo specchio nella solitudine della nostra casa ci vediamo così come siamo realmente con tutti i nostri limiti, difetti e povertà? È per salvarci e rinnovarci che Gesù è venuto in mezzo a noi..
    Ricordiamocelo quando ci sentiamo a terra di fronte alla nostra evidente piccolezza e imperfezione. Lui è qui per noi, per me…

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