Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo
Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2022 | Mc 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Mc 2,1-12

Ci sono momenti nella vita in cui siamo paralizzati, immobili, incapaci di andare avanti. Momenti in cui gli eventi della vita ci hanno duramente colpiti oppure scelte sbagliate ci hanno condotti in un angolo apparentemente senza via d’uscita. È bello, allora, avere accanto fratelli e sorelle nella fede che ci prendono di peso nella preghiera e ci conducono davanti a Cristo. Anche a questo serve la nostra piccola preghiera quotidiana: per portare davanti al Signore i fratelli e le sorelle che sappiamo sofferenti o lontani o paralizzati dal peccato o dal dolore. Così, oggi, vogliamo condurre a Cristo le persone che sappiamo essere in difficoltà. Non siamo noi a salvare il mondo né abbiamo la capacità di risolvere i problemi altrui, lo sappiamo bene. Ma abbiamo conosciuto la salvezza che ci proviene dal Vangelo e abbiamo imparato che non è la realtà a dover cambiare, ma il nostro modo di vederla.

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *