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Commento al Vangelo del 05 Maggio 2022 | Gv 6,44-51

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Gv 6,44-51

Molte cose nutrono il nostro corpo e le civiltà hanno fatto del cucinare un’arte che ci permette di degustare pietanze prelibate e salutari. Poche cose nutrono la nostra anima e, soprattutto, diventa difficile discernere cosa veramente ci permette di saziare il cuore e di innalzare lo spirito. A volte confondiamo il desiderio e la soddisfazione con la sazietà: appassionato di qualcosa, di case, di motori, di vestiti, di gloria, investiamo molta energia a cercare di soddisfare le nostre passioni e, quel che è peggio, viviamo con frustrazione quando non riusciamo ad ottenere l’oggetto del nostro desiderio. E quando abbiamo con fatica raggiunto un obiettivo subito nel cuore sorge il desiderio di qualcosa di più nuovo, di più bello, di più accattivante. Gesù, tenero, ci svela la ragione della nostra insoddisfazione perenne e velata: solo il cibo che lui dona sazia veramente il cuore. Solo Dio colma il desiderio di infinito che portiamo nel cuore. E se avesse ragione?

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