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Commento al Vangelo del 20 Maggio 2022 | Gv 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Gv 15,12-17

C’è l’amore: bello, inebriante, desiderato. Tutti lo sperimentano, chi più, chi meno, non c’è bisogno della fede per amare. L’amore permea la nostra vita, ogni vita. Ogni amore è emanazione di Dio, invenzione di Dio, fragile fiore affidato alla nostra custodia per accudirlo e farlo sbocciare. E proprio l’amore è esperienza comune di molte persone, sogno segreto, senso della vita. Poi c’è un amore più grande, dice il Signore, un amore eccedente, esagerato, creativo come quello di Dio. Ed è un amore che sa donare solo la vita, che vivifica, che libera. Quante volte dietro al termine amore nascondiamo egoismi e piccinerie, quante volte appellandoci all’amore facciamo leva sui sensi di colpa, su piccoli ricatti così che l’amore diventa mortificante. Mettiamoci alla scuola del Maestro, oggi, impariamo da lui ad amare donando vita, donando l’amore che abbiamo ricevuto dal Padre.

 

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