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Commento al Vangelo del’11 Giugno 2022 | Mt 10,7-13

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Mt 10,7-13

Ci sono santi che tutti conosciamo, diventati famosi nella devozione popolare per qualche loro gesto o per qualche caratteristica. Della prima comunità cristiana sono conosciutissimi Pietro e Paolo e, in parte, i loro collaboratori. Ma Barnaba, bisogno ammetterlo, è poco conosciuto dalla stragrande maggioranza dei cristiani. Peccato, però, perché è un assoluto protagonista della Chiesa nascente e del fatto che abbia spinto per far accogliere il neo-convertito Saulo alla riottosa e diffidente comunità. Barnaba va a cercare Saulo e lo pone sotto le sue ali, lo spinge alla predicazione e alla testimonianza, lo protegge e lo incoraggia. E il soprannome che gli viene affibbiato, figlio dell’esortazione, che potremmo cambiare, oggi, con colui che incoraggia gli sta a pennello. Ce ne fossero, di Barnaba, nella Chiesa odierna in cui si nota quasi sempre e solo il negativo, in cui la logica mondana avvelena i rapporti fra i fratelli! Diventiamo un po’ Barnaba in questa nostra giornata.

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