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Commento al Vangelo del 13 Giugno 2022 | Mt 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Mt 5,38-42

Ovvio, quanto dice il Signore è assurdo e paradossale. E va chiarito subito: non è un incitamento alla rassegnazione, le sue parole non sono rivolte a chi, da sempre, si prendono dei bei ceffoni. Ma il valore rivoluzionario di queste parole rimane: fai qualcosa che l’altro non si aspetta, stupiscilo, spezza la catena di quanto ci si aspetta da te o dagli altri. Il mondo in cui viviamo e anche il nostro cuore trasudano violenza, lo sai. Bene, rompi tutto, usa il paradosso. Chi ti schiaffeggia (più moralmente che fisicamente) lo fa per provocarti, si aspetta una reazione. Chi esercita una pressione, una manipolazione, pensa di sfinirti. Ma tu che hai preso le beatitudini come metro della tua vita cambia le carte in tavola. Porgere l’altra guancia non è in alcun modo un atteggiamento di rassegnazione ma, anzi, di forza inaudita. Ma non sempre va fatto: Gesù, schiaffeggiato durante il processo, si rivolgerà alla guardia del tempio chiedendo ragione dello schiaffo. Stupiamo il mondo, oggi, vivendo il paradosso del Vangelo!

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