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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Gv 15,1-8

E ancora di donne parliamo oggi, donne scelte come patrone d’Europa. Dopo Santa Caterina da Siena e Santa Edith Stein, papa san Giovanni Paolo ha voluto la mistica svedese medievale a vegliare sulle (mala)sorti del nostro continente. Brigida è stata madre e sposa e col marito, aristocratici, terziari francescani, passano la vita a studiare  la Scrittura e a servire i poveri. Una volta rimasta vedova si trasferisce a Roma con una figlia (Santa anch’essa) dove continua la sua missione presso i poveri e diventa una grande pellegrina in giro per l’Italia e fino in Terrasanta. La sua figura ci richiama il primato della vita interiore in questo nostro mondo tutto basato sugli interessi e sull’economia. Sarebbe bello se l’Europa riscoprisse sul serio la propria anima così intimamente legata al Vangelo e al Signore Gesù!

 

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