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Commento al Vangelo del 13 Luglio 2022 | Mt 11,25-27

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Mt 11,25-27

Coloro che avrebbe potuto e dovuto non accolgono il messaggio del Maestro. Non i dotti, i sapienti, gli scribi, i farisei, i devoti. Ma la povera gente, i semplici, i disarmati, coloro che ancora desiderano e che si sanno stupire dell’azione di Dio. Il Vangelo non è riservato ai migliori o a coloro che pensano di esserlo. È proposto a tutti ma, di fatto, solo coloro che hanno il cuore libero (o vuoto) lo sanno accogliere. E Gesù gioisce nel Padre per quanto lo stupisce perché ribalta le logiche di questo mondo, ancora oggi. Solo chi è capace, ricco, spregiudicato merita successo, nella logica asfissiante di questi nostri tempi. Dio, invece, dona a ciascuno non secondo i propri meriti ma secondo le proprie necessità. Chi è più ai margini, più povero, più in difficoltà riceve maggiori attenzioni. Non ci sono asticelle da superare per incontrare Dio, ma solo un cuore che sappia ancora desiderare di amare e di essere amato.

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