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Commento al Vangelo del 05 Agosto 2022 | Mt 16,24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

Mt 16,24-28

Spiega le sue ragioni, il Messia, ad un attonito Pietro che pretende di insegnare a Dio come si fa a fare Dio. Gesù è disposto a morire pur di non rinnegare il volto del Padre. È talmente innamorato del Padre da non avere paura della morte. Lo annuncerà, ne parlerà, lo difenderà. Chi vorrà lo seguirà. Ma chi lo vuole seguire deve essere disposto, come fa lui, il Maestro, a dare la vita: spezzettarla, distribuirla, regalarla. La croce non ha a che fare col dolore ma con il dono di sé. E Dio non manda le “croci”, gli altri lo fanno, i nostri giri di testa ci crocifiggono, ma non Dio. Perché mai dovrebbe? Se voglio seguire il Maestro deve sapere che seguire lui può voler dire morire per amore. Questo significa diventare discepoli del Signore, seguire le sue orme per accedere al Padre ed innamorarsi così tanto da essere disposti di donare la propria vita perché i fratelli conoscano Dio e si lascino amore.

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