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Commento al Vangelo del 27 Agosto 2022 | Mt 25,14-3

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
Mt 25,14-30

In questo tempo di mezzo fra la venuta di Gesù nella storia e il ritorno del risorto nella gloria il Signore affida a noi l’annuncio del Regno, testimonianza di un’umanità riconciliata, profezia di un mondo nuovo. Perciò il Signore ci ha affidato dei talenti, che non sono, come erroneamente crediamo, le nostre capacità ma i suoi doni: la Parola, la sua presenza nei sacramenti, l’esperienza comunitaria… Il rischio che corriamo è quello di seppellire questi doni, sotto cumuli di abitudine e di devozione, lasciando che il fuoco che il Signore è venuto a portare lentamente si spenga sotto la cenere. Non siamo soli, non dobbiamo tenere in piedi una gloriosa e un po’ arrugginita organizzazione spirituale che sente il passare degli anni, ma custodire e far crescere i talenti che il Signore ci ha consegnato, onorandoci della sua fiducia, accompagnandoci costantemente con l’assistenza dello Spirito.




3 Comments

  • Laura, 27 Agosto 2022 @ 08:16 Reply

    Direi che “seppellire questi doni, sotto cumuli di abitudine e di devozione, lasciando che il fuoco che il Signore è venuto a portare lentamente si spenga sotto la cenere.” rende bene l’idea delle nostre parrocchie, o almeno di molte di esse, sicuramente della mia…purtroppo

    • Paolo, 5 Novembre 2022 @ 11:38 Reply

      è tempo in cui possiamo far ardere il fuoco del Vangelo anche nel nostro intimo, aspettando cieli nuova e terra nuova

  • Silvia Battini, 29 Agosto 2022 @ 23:50 Reply

    Ancora una grande lezione di Fede. Grazie Paolo. Grazie Sempre.

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