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Commento al Vangelo del 15 Ottobre 2022 | Lc 12,8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Lc 12,8-12

Lo abbiamo riconosciuto davanti agli uomini, a volte prendendoci qualche sguardo di commiserazione, lo abbiamo proclamato sui social anche quando qualche leone da tastiera paladino (secondo lui) di spirito critico ci ha attaccati, lo abbiamo vissuto nel concreto, come siamo capaci, andando spesso controcorrente rispetto alla mentalità del mondo. E lui, il Signore, il Maestro, l’Amato, ci riconosce, ci riconoscerà. Ma se ci siamo vergognati di lui, se abbiamo disconosciuto quanto siamo stati amati, se abbiamo temuto il giudizio della gente, se, in una parola, abbiamo rinnegato l’opera dello Spirito santo in noi, allora neanche il Signore Gesù può colmare quell’abisso che abbiamo creato. Viviamo tempi difficili, in cui essere discepoli, a volte, richiede forza e pazienza, ma confidiamo nell’opera incessante di Dio in noi, lasciamo che sia lui a colmare i nostri cuori e a mettere sulle nostre labbra le parole giuste per dare testimonianza alla sua opera.

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