Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo

Commento al Vangelo del 03 Novembre  2022 | Lc 15,1-10

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Lc 15,1-10

Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una… Nessuno, Signore, fidati. Nessuno corre il rischio di lasciare le novantanove pecore per sbattersi e faticare andando a cercare il ribelle o la svampita. Nessuno lo fa. Non la società, che ormai ha smarrito la quasi totalità delle pecore, fabbricando marginalità. A volte nemmeno la Chiesa, più preoccupata di salvare il salvabile che di trovare atteggiamenti e linguaggi nuovi per dire Cristo agli smarriti. Preferiamo le nostre certezze. Il danno minore. L’assenza del rischio. Preferiamo non mettere in discussione le cose acquisite, anche nella fede. Invece tu vai. E se la trova, annota Matteo, dando per scontato che è in gioco la libertà. Con la sottile distinzione fra smarrita e perduta. Perché ci possiamo smarrire, sì, e spesso, ma perderci è un’altra cosa. E tu ci provi. Ti stanchi per cercare quella pecore, per cercare noi, per cercare me. E quando la trovi non sfoghi su di lei la stanchezza e la rabbia per una giornata passata inutilmente a correre sulle colline. Non la bastoni, irritato, coma avrei fatto io. La prendi sulle spalle. Le eviti ulteriore stanchezza. Una pecora, non un agnellino. Un bel peso. Un’ulteriore fatica. Così è Dio. Il Dio di Gesù, che continuamente cerca. Mi cerca, ovunque io mi sia perso.

5 Comments

  • Elisabetta Aggio, 2 Novembre 2022 @ 23:18 Reply

    Grazie

  • Guidotti Maria.A, 3 Novembre 2022 @ 06:23 Reply

    Leggo ogni giorno i suoi commenti al Vangelo ! Semplici (non semplicisti..) e chiari . Il Vangelo alla portata di tutti, il Vangelo della quotidianità! Grazie !

  • Marianna, 3 Novembre 2022 @ 06:44 Reply

    Ci possiamo smarrire si, ma perderci e in altra cosa… bellissima , bisogna riflettere
    Grazie

  • Lidia, 3 Novembre 2022 @ 09:29 Reply

    Fotografia perfetta di noi “umani”,
    Del nostro Dio e della ..”chiesa”

  • Anna Maria Berselli, 3 Novembre 2022 @ 11:07 Reply

    Dio ne inventa di ogni pur di salvarci. Quanto amore senza misura!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbero interessare

Venite 

Scritto da  

Se riesce

Scritto da  

Cose prodigiose

Scritto da  

Compassione

Scritto da