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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole.
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»

Mt 6,7-15

Non sprecate parole, non pensate di sfinire Dio a furia di giaculatorie e lamentazione. Dio è un Padre che sa, che conosce, che interviene. Spesso non come vorremmo noi, sinceramente, non con i nostri tempi e la nostra fretta. Ma agisce. E mai magicamente, risolvendo situazioni n cui, magari, ci siamo infilati noi con ostinazione. E la Quaresima è l’occasione per riprendere in mano la nostra vita di preghiera che non dovrebbe essere ridotta ad un segno di croce prima di andare a dormire ma, almeno, a cinque minuti al giorno in cui ritagliarci uno spazio segreto e sacro, leggere la Parola e rivolgerci al Dio di Gesù, attraverso di lui, chiedendo, intercedendo, lodando. La preghiera ci permette di ricordare chi siamo, a cosa siamo destinati, dove siamo diretti. Come sollevare un tombino sul marciapiede su cui cammino e vedere il mare…

1 Comment

  • Silvia Battini, 20 Febbraio 2024 @ 21:17 Reply

    Per quanto sia più che conosciuta, questa pagina di Matteo mi scuote, entra dentro di me mentre escono le lacrime… Lodo il buon Dio, per tutto quello che mi ha dato e quello che mi ha tolto.
    ”Dio sa, Dio conosce”: quanto hai ragione!

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