Contatta Paolo Curtaz

Per informazioni, organizzazione conferenze e presentazioni

Scrivi a Paolo

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Gv 21,1-14

Sono tornati a pescare sul lago di Tiberiade. L’ultima volta erano stati chiamati da quel nazareno perdigiorno che aveva chiesto loro si lasciare tutto. E lo avevano fatto. Quante cose erano accadute da quel giorno! Quanta gioia! Quanta speranza! E quanto dolore nei giorni drammatici di Gerusalemme! Ma le cose, ora, erano cambiate: le donne avevano detto che egli era vivo e di precederlo in Galilea. Solo uno di loro sembra essere indurito, assente: Pietro. Il tradimento lo ha devastato ed è come se la resurrezione non lo riguardasse. Torna a pescare, come a chiudere una parentesi di illusione. E, come accade, alla disgrazia si aggiunge la beffa; non pescano nulla. Ma il Signore lo aspetta, sempre ci aspetta alla fine delle nostre notti. Ci aspetta per chiedere di fidarci, di riprendere il largo, di gettare le reti. Ci aspetta per farci uscire dalle nostre paure, dai nostri fallimenti. Sappiamo che è presente, anche se non abbiamo il coraggio di chiedergli “chi sei?” perché sappiamo bene che è il Signore.

 

1 Comment

  • Lucia, 5 Aprile 2024 @ 09:50 Reply

    IL SIGNORE PAZIENTA CONTINUAMENTE CON IL NOSTRO CUORE SPESSO INSENSIBILE, EGLI NON HA FRETTA. SA CHE ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO PER RITORNARE SUI NOSTRI PASSI. I FALLIMEMENTI, LE SCONFITTE LE SUPERIAMO NEL MOMENTO IN CUI RICONOSCIAMO LA MANCANZA DI GESU’ NELLA NOSTRA VITA. SOLO CON LUI LA NOSTRA BARCA LA TIREREMO SU PIENA DI GROSSI PESCI. SIGNORE AUMENTA LA NOSTRA FEDE.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbero interessare

Accoglie me

Scritto da  

Tu seguimi

Scritto da  

Mi vuoi bene?

Scritto da