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Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

Mt 8,1-4

Gesù vuole purificare il lebbroso che si prostra dinanzi a lui, riconoscendolo Maestro e Signore. Vuole liberarsi non soltanto dalla lebbra che ha devastato il suo corpo ma, anche, dai sensi di colpa, dalla solitudine che lo ha confinato ai margini della società. Ha imparato sin dalla manifestazione dei primi sintomi di essere un maledetto, un punito da Dio. E così è trattato da tutti coloro che ha incontrato. Ora, ancora, spera in un miracolo, spera in qualcuno che lo accolga, che lo ami, che lo ascolti. Mendica, prostrato. Perché quella prostrazione, ormai, la porta nell’anima, la conosce bene. Gesù vuole purificarlo, vuole liberarlo, vuole alleggerire il suo cuore. Dio desidera il mio bene, la mia guarigione, desidera la mia conversione profonda. Se abbiamo il coraggio di riconoscerci bisognosi, se ci lasciamo toccare, ogni peso viene tolto.

2 Comments

  • Angelo Sagarese, 28 Giugno 2024 @ 12:52 Reply

    “quella prostrazione la porta nell’anima “
    Commento immediato, diretto, che va al cuore della Parola di questo giorno.
    Ignoravo chi sia Paolo curtaz.
    Complimenti vivissimi e grazie di cuore

  • Angelo Sagarese, 28 Giugno 2024 @ 13:03 Reply

    “quella prostrazione la porta nell’anima”
    commento diretto, immediato…

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