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Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
Gv 19,31-37

Oggi la Chiesa celebra la solennità del sacro cuore di Gesù. Una festa di origine devozionale che, al di là dell’apparenza zuccherosa, ha ancora un forte messaggio da dare. Dobbiamo fare un certo sforzo per liberarci dall’immagine non certo attuale di un Gesù sdolcinato e dai tratti somatici decisamente europei che mostra il suo cuore da cui partono mille raggi di luce… Eppure, al di là della rappresentazione ormai segnata dal tempo, il significato di questa festa colma le nostre vite di consolazione. Oggi ci fermiamo sotto la croce a vedere la misura dell’amore di Dio per noi. È l’amore la chiave di interpretazione della croce, non certo il dolore. Dio ci ama fino a morire d’amore, liberamente, senza ricatti e senza suscitare sensi di colpa. Gesù è venuto a seppellire definitivamente l’orribile idea di un Dio iracondo e vendicativo. Un Dio che, purtroppo, ancora abita nelle coscienze di molti. Dio mi ama di un amore costante, costruttivo, libero e liberante. Un amore, perciò, estremamente esigente e geloso. Oggi corriamo il rischio di rappresentarci Dio come un mansueto ed inutile babbo Natale permissivo e bonaccione. Amare una persona non significa certo assistere passivamente alla sua autodistruzione! Proprio perché ci ama, Dio ci invita a fare alleanza con lui.

 

4 Comments

  • Laura, 7 Giugno 2024 @ 06:13 Reply

    Bellissimo sì, ma forse occorrerebbe liberarsi anche del concetto amore-cuore che ci riporta sempre all’immagine del santino come dicevi tu. Non si potrebbe cambiare il nome della giornata e, che ne so, chiamarla dell’amore divino?

    • Paolo, 14 Giugno 2024 @ 10:06 Reply

      penso faccia parte della Storia, ormai. Piuttosto cambiare il nostro approccio e la nostra predicazione semmai

  • lucia, 7 Giugno 2024 @ 08:17 Reply

    Il Suo Amore è “PER SEMPRE” . Penso alla mia incostanza, ai miei alti e bassi, alle mie alzate d’ingegno….. dinanzi alla SUA MANSUETUDINE. Cosa provo? Confusione.

  • Furio, 7 Giugno 2024 @ 13:10 Reply

    Eh sì, c’è molta strada da fare per arrivare a comprendere il Dio mostrato da Gesù, ma abbiamo la fortuna di sapere che Lui ci accompagna con infinita pazienza nel cammino!

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