In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Lc 10,1-9
Oggi la liturgia celebra i Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa, grandi evangelizzatori dei paesi dell’est. Eppure, per uno strano inghippo, la stragrande maggioranza delle persone oggi ricorda San Valentino, vescovo di Terni, che è diventato, suo malgrado, patrono degli innamorati: bella festa se non fosse stata riempita di eccessivo zucchero e melassa e si riduca, molto spesso, a qualche regalino e una cena romantica. Eppure queste due feste che si sovrappongono, una legata all’evangelizzazione dell’Europa e l’altra, un po’ più commerciale, legata ad un vescovo patrono e difensore di chi si ama, è l’occasione per noi per dare ancora un buon annuncio, una buona notizia, rispetto all’amore, che non si riduce a cuoricini e scatole di cioccolatini, ma che ha le sue profonde radici nel Vangelo che ci è stato donato: anche l’amore, anche l’innamoramento, anche la più bella e romantica storia d’amore, sono frutto dell’amore di Dio e a Lui ci conducono, perché ogni amore, ogni persona, sono e rimangono realtà penultima, bellissima, ma riflesso di un amore più grande. Così Valentino ci prende per mano e ci accompagna insieme a Cirillo e Metodio a scoprire la sorgente stessa dell’Amore, il volto del Padre.
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