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Commento al Vangelo del 12 Ottobre 2020 | Lc 11,27-28

 

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». 
Lc 11,29-32

Cerchiamo segni della presenza di Dio, sempre, ovunque. La nostra vita, spesso, troppo, è impegnata in mille altre faccende ma che Dio batta un colpo, se esiste e si occupa di me. E non un colpo qualunque, ma qualcosa di eclatante, per cortesia. In questo mondo di effetti speciali e di eventi straordinari, la quotidianità ci opprime, la banalità ci riempie di noia. Che Dio, si adegui, gentilmente. E Gesù, duro, ammonisce: nessun segno ci è dato, se non quello di Giona, il segno della predicazione. Gli abitanti di Ninive si sono convertiti alla predicazione di un pavido profeta, gli hanno dato retta, hanno proclamato una penitenza pubblica, hanno chiesto e ottenuto perdono e misericordia. E noi? Siamo arcistufi dei profeti, conosciamo a memoria il cattolicesimo, siamo troppo presi per prendere sul serio l’annuncio afasico della Chiesa. No, amici, stiamo attenti: nella povertà della nostra Chiesa Dio ci raggiunge, nelle parole spesso (troppo spesso) che paiono usurate e consumate, parole ripetute ma che non dicono più nulla. Siamo chiamati a scovare la traccia della presenza di Dio nelle esperienze quotidiane che facciamo, dalla parrocchia agli incontri ci richiamano all’altrove.

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5 Comments

  • Marelli Piergiorgio, 12 Ottobre 2020 @ 06:42 Reply

    Grazie

  • Lucia, 12 Ottobre 2020 @ 07:28 Reply

    Sono riflessioni che ci mettono sempre in discussione in maniera semplice e provocatoria e questo fa bene al nostro essere credenti “comodi”

  • Luisa Fedeli, 12 Ottobre 2020 @ 15:23 Reply

    È vero. Anche io cerco dentro di me la gioia e l’entusiasmo che la Parola dovrebbe darmi. A volte prego con fatica , perché lo devo fare, altrimenti mi alieno un Dio che comunque al momento buono mi serve perché mi ascolta.
    Come fare per innamorarmi di Lui?

  • Franco, 12 Ottobre 2020 @ 19:42 Reply

    Credo che Gesù voglia sempre invitarci a seguirlo perché non c’è altro segno c’è lui per noi se solo riusciamo ha credere che è morto e risorto per noi per donarci la vita eterna non abbiamo bisogno di altri segni dobbiamo solo seguirlo.,annunciarlo predicarlo credere e fare credere in lui

  • Silvia Sulis, 13 Ottobre 2020 @ 01:24 Reply

    È proprio così. Spesso speriamo di avere un segno da Dio, ma questi segni sono in ciò che viviamo tutti i giorni e forse nelle cose che ci danno meno soddisfazione, ma che magari aiutano qualcuno che non ci ringrazia memmeno. Ma dobbiamo restare….., qui ed ora.

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