In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Mc 3,7-12
Ecco pronta la nostra barca, Signore. È piccola e nemmeno tanto comoda, e nemmeno tanto sicura. Ma è tua, se vuoi. Se ti serve per stare lontano qualche metro da riva e ammaestrare la folla. È tua, perché tua è la nostra vita, le nostre energie, le nostre intuizioni, le nostre capacità. Tua perché abbiamo scoperto che seguire te è l’unica cosa che ci riempie il cuore di gioia. Anche noi, come le folle del Vangelo, siamo venuti da molto lontano per ascoltarti. E ti abbiamo creduto e amato. Anche noi, davanti alla tua presenza, abbiamo sentito ciò che è impuro in noi, pensieri malvagi, rabbia, odio, giudizi impietosi, cadere ai tuoi piedi. Perciò desideriamo così tanto che altri conoscano te e il Dio che sei venuto a raccontare definitivamente. Perciò, anche se sperimentiamo continuamente il nostro limite, vogliamo offrirti la piccola barca della nostra vita, se ti serve; questa giornata, come ogni nostra giornata, acquista un sapore diverso ora che tu ci hai indicato la strada per diventare noi stessi. Ti affidiamo questa giornata e le persone che incontreremo. Ti affidiamo quanti amiamo e quanti ancora non ti conoscono, perché, come noi, scoprano il tuo vero volto.
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